Recensione
Continuiamo a parlare di questa sorta di nu house ad opera questa volta di questo duo svedese. L'uno (Prydz) lo conosciamo per la suo nota "Call on me", l'altro è un po' più sconosciuto ma lo stesso di alto livello (tra le opere più commerciali ricordiamo il remix di "It's all in vain" di Magnolia, remix che introduce molti degli elementi stilistici delle produzioni di Angello, tra cui il basso).
"Woz not woz" è una di quelle canzoni (nella mia mente) che si potrebbero benissimo adattare ai classici telefilm americani degli anni '60, già mi immagino le scene a rallentatore di derapate e inseguimenti. Il basso irregolare, la melodia quasi malinconica, l'arrangiamento nel complesso vintage. Si capisce che c'è qualcos'altro sotto oltre all'abile talento dei due giovani.
Le notizie sono sempre poche, ma qualcosa ho trovato. Intanto il titolo del brano più che riprendere quello della canzone originale riprende quello di chi l'ha composta, ovvero Was (not was), mentre la base e la melodia sono riprese dalla loro canzone "Weel me out" (a dir la verità la canzone non mi pare molto efficace, di certo lo è di più la versione rielaborata dal team svedese, ma qui i gusti sono personali).
Ricapitolando: abbiamo davanti un prodigioso esempio di una delle canzoni più valide del panorama house europeo, più che essere ballata nei dancefloor la canzone si appresta di ad un approccio più lounge, rilassato, senza scatenarsi eccessivamente.
Fino ad ora ho parlato però riferendomi alla versione curata in maggior parte da Steve Angello, passiamo ora quella del giovane Prydz.
Il remix segue quello della linea già tracciata con altre sue produzioni underground (vedi il remix di "Sunrise" dei Duran Duran o di "Lola's theme" degliShapeshifters piuttosto che "Feel the vibe" di Axwell) insomma niente a che fare con produzioni commerciali come "Call on me", che potremmo definire un esperimento ben riuscito, una sorta di amo gettato nelle piste da ballo per farsi conoscere e che indirizza alle sue produzioni più estreme. Quindi come nei già citati remix troviamo elementi a dir poco esplosivi, una cassa decisa, percussioni tendenzialmente tribali (anche se del genere non abbiamo praticamente niente, quindi solo qualche bongo) e un'atmosfera cupa, quasi surreale, che pian piano cresce fino ad arrivare al punto più interessante. Da metà canzone in poi (si parla delle versione estesa) abbiamo un giro di basso elettronico, quasi una tastiera distorta, nelle tonalità più basse, l'equivalente di un chitarra in una canzone rock qui lo abbiamo con il basso, decisamente sintetico.
Concludendo: dopo produzioni minimali come "Knockout" e semi-comerciali come "Slammin" ecco un altro tassello di questo artista molto eclettico.
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30 settembre 2006
Me and my iMac

Ormai è passato un anno da quel settembre in cui ho ritirato il mio iMac G5, non potevo immaginare che un computer cambiasse in un certo senso le abitudini, il modo di pensare, il modo di porsi di fronte ad un computer.
Sono cresciuto in mezzo ai computer, e in mezzo a Windows. Prima il 3.1 poi il 95, il 98, (ho saltato il 2000 e l'ME) infine XP. Un po' di esperienza l'ho fatta. E che esperienza!
Poi un giorno pian piano la mia vita informatica ha cominciato a prendere una piega diversa. Tutto è cominciato con un iPod Mini, quando in Italia ancora non si sapeva che cosa era un iPod, quando ancora non era una moda.
Poi pian piano l'entrata nel mondo Mac, e la decisione che in fondo era utile dare una svolta alla propria carriera. Ovvero un iMac.
Non sono qui per convincervi a cambiare piattaforma, e nemmeno per venirvi a dare i tutti i vantaggi di possedere un Macintosh. Però dirvi che esistono anche punti alternativi di guardare una certa realtà, questo sì.
Perché la cosa più difficile non è cambiare computer ma cambiare il modo di pensare.
PS: come avrete capito l'immagine che ho messo è a scopo identificativo, la mia scrivania è in uno stato pietoso, non ho avuto il coraggio di fare una foto al mio Mac, così ne ho scelta una da internet tanto perché vi facciate un'idea. Appena ho sistemato magari vi posto anche le foto.
29 settembre 2006
Da non credere

Quando ho letto la notizia che questo aggeggio era uscito nel mercato ho detto:
"Bah... che stronzata"
Stavo per chiudere il sito quando ho pensato:
"Beh, dubito che qualcuno possa comperare qualcosa del genere, c'è un limite a tutto"
Mi sbagliavo, non consideravo il "Teorema dei 6 miliardi" da me formulato, eccolo:
Tra sei miliardi di persone ci sarà sempre almeno un elemento che compie azioni assurde, totalmente al di fuori dell'umana comprensione e del buon gusto comune.
Quando l'ho vista indossata da un tizio che si pavoneggiava in virtù della sua cintura munita di fibbia luminosa che scorreva la scritta V.I.P. ho avuto un attimo di mancamento.
Intel Core2Duo E6700

Di solito preferisco scartare i prodotti Apple, in cui il packaging è cura esemplare di design.
Però in questi giorni mio papà ha ordinato un PC nuovo: me ne vergogno ma per la prima volta ho visto e toccato la confezione in cui viene venduta la CPU del computer (in questo caso un Intel Core2Duo E6700).
Che dire, a molti la cosa non dirà assolutamente niente, ma per un appassionato di computer è sempre qualcosa di piacevole, ma soprattutto nel PC (che sto provando con molta soddisfazione) batte lo stesso cuore dei nuovi iMac.
Packaging | Confezione | Intel | Core2Duo | E6700 | Assembled PC
28 settembre 2006
[28] Auto: Salone di Parigi 2006
Quest'anno è il turno del Salone di Parigi. Quelle che si possono considerare per me le due regine del salone.

Alfa Romeo 8C Competizione: finalmente l'Alfa romeo più attesa di tutti i tempi si appresta a fare capolino sulle nostre strade.
Galleria di immagini da Quattroruote

Audi R8: a questo punto è una delle dirette concorrenti dell'Alfa 8C, se non fosse per il fatto che non è in edizione limitata.
Galleria di immagini da Quattroruote

Alfa Romeo 8C Competizione: finalmente l'Alfa romeo più attesa di tutti i tempi si appresta a fare capolino sulle nostre strade.
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Audi R8: a questo punto è una delle dirette concorrenti dell'Alfa 8C, se non fosse per il fatto che non è in edizione limitata.
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Sgarbi: più di ieri, meno di domani
Dopo lo show di Sgarbi di qualche settimana fa ecco l'ultima performance dell'asperrimo uomo senza peli sulla lingua.
8 minuti di agghiacciante dibattito animato. Molto animato. Non vi annoierete di certo. Ve lo garantisco.
Adesso aspettiamo la prossima esibizione.
8 minuti di agghiacciante dibattito animato. Molto animato. Non vi annoierete di certo. Ve lo garantisco.
Adesso aspettiamo la prossima esibizione.
27 settembre 2006
[41] Musica: Eric Prydz "Call on me"
Recensione
Gli oppositori della musica house quando devono trovare qualche debolezza di questo genere hanno ormai un cavallo di battaglia abbastanza consolidato. Fanno punta agli scarsi contenuti verbali dei brani, sul classico "clap your hands", "put your hand up in the air". Ma mai avrebbero immaginato di aver a che fare con call-on-me.
Questo è il disco provocazione di più successo nel mondo delle discoteche, il dj svedese riesce in quello che a pochi è riuscito, ovvero realizzare una canzone con tre parole (un altro storico esempio è "Around the world" dei Daft Punk), creando però un qualcosa di originale e appetibile, nonché dall'effetto tormentone che gli permette di scalare le charts europee.
Dopo "Out of time" (by Dave Armstrong) ecco un altro esempio di french touch, ovvero drums (percussioni) ben scandite, tastiere e basso regolare.
Il brano parte con la cassa
"Valerie / call on me / call on me / Valerie" recitava il ritornello di "Valerie" di un certo Steve Winwood (il gruppo si chiamava Traffic e l'anno era il 1983), oserei dire che è una strofa simmetrica, quello che fa Prydz è prendere la parte centrale, forse il nome "Valerie" non è usuale dalle sua parti. Le tre parole (NO! Non sole, cuore, amore!!) vengono ripetute all'infinito, in un percorso ipnotico di 8 minuti attraverso filtri e dissolvenze, appoggiate su una base che presenta anche sonorità elettroniche (ricordano l'anima underground di Prydz). Come per rompere l'ipnotico motivetto la parte mancante del ritornello "I'm the same boy I used to be".
Ovviamente c'è ben poco da ascoltare in poltrona, questo è un vero e proprio killer dancefloor, quelle canzoni che sono belle perché sono suonate in discoteca, molto più apprezzabile la versione radiofonica (appena sotto i tre minuti) che in pochi minuti concentra tutta l'essenza del brano, rendendolo anche piacevole all'ascolto rilassato.
Da questo momento in poi è storia, il mondo house è scosso dall'ondata della "swedish mafia", che da quel giorno in poi detterà legge.
E poi non venitemi a dire che tutte le canzoni da discoteca dicono "I wanna dance" ;-]
Testo / Lyrics
Call on me / call on me
Im the same boy I used to be
Video
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Gli oppositori della musica house quando devono trovare qualche debolezza di questo genere hanno ormai un cavallo di battaglia abbastanza consolidato. Fanno punta agli scarsi contenuti verbali dei brani, sul classico "clap your hands", "put your hand up in the air". Ma mai avrebbero immaginato di aver a che fare con call-on-me.
Questo è il disco provocazione di più successo nel mondo delle discoteche, il dj svedese riesce in quello che a pochi è riuscito, ovvero realizzare una canzone con tre parole (un altro storico esempio è "Around the world" dei Daft Punk), creando però un qualcosa di originale e appetibile, nonché dall'effetto tormentone che gli permette di scalare le charts europee.
Dopo "Out of time" (by Dave Armstrong) ecco un altro esempio di french touch, ovvero drums (percussioni) ben scandite, tastiere e basso regolare.
Il brano parte con la cassa
"Valerie / call on me / call on me / Valerie" recitava il ritornello di "Valerie" di un certo Steve Winwood (il gruppo si chiamava Traffic e l'anno era il 1983), oserei dire che è una strofa simmetrica, quello che fa Prydz è prendere la parte centrale, forse il nome "Valerie" non è usuale dalle sua parti. Le tre parole (NO! Non sole, cuore, amore!!) vengono ripetute all'infinito, in un percorso ipnotico di 8 minuti attraverso filtri e dissolvenze, appoggiate su una base che presenta anche sonorità elettroniche (ricordano l'anima underground di Prydz). Come per rompere l'ipnotico motivetto la parte mancante del ritornello "I'm the same boy I used to be".
Ovviamente c'è ben poco da ascoltare in poltrona, questo è un vero e proprio killer dancefloor, quelle canzoni che sono belle perché sono suonate in discoteca, molto più apprezzabile la versione radiofonica (appena sotto i tre minuti) che in pochi minuti concentra tutta l'essenza del brano, rendendolo anche piacevole all'ascolto rilassato.
Da questo momento in poi è storia, il mondo house è scosso dall'ondata della "swedish mafia", che da quel giorno in poi detterà legge.
E poi non venitemi a dire che tutte le canzoni da discoteca dicono "I wanna dance" ;-]
Testo / Lyrics
Call on me / call on me
Im the same boy I used to be
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26 settembre 2006
[6] Cellulari: Nokia N95

Ve lo avevo anticipato qualche mese fa, purtroppo i dettagli erano ancora vaghi e molto imprecisi.
Ora è arrivata la conferma ufficiale da parte di Nokia. Sto parlando del nuovo Nokia N95, imaging phone di della casa finlandese. Ogni commento è superfluo, a parlare sono le caratteristiche:
- Symbian OS Serie 60
- supporto reti HSDPA
- ricevitore gps inetgrato
- fotocamera da 5 megapixel con ottiche Carl Zeiss
- connettività Wi-Fi, Bluetooth 2.0, USB
- connettore cuffie da 3,5 standard


Fonte: Telefonino.net
Gli altri articoli sui cellulari Nokia N91 | Nokia N80 | Nokia N73 | Nokia N83 | LG Chocolate KG800
25 settembre 2006
[40] Musica: Fall/Winter 2006
Ecco un paio di dischi che probabilmente mi impegneranno in questa stagione che sta per iniziare.
Timmy Vegas & Seamus Haji - Devotion (a bit more lovin'): Torno a parlare di soul house, uno dei generi di house che mi piacciono di più, intanto perché è uno di quelli meno "artificiali", ovvero dove si notano parecchie influenze commerciali, e le sonorità si fanno più calde, un po' come le voci che contraddistinguono questo genere. Dopo "Say a little prayer" ecco un bel disco che riesce ad essere carico di groove e di contenuti allo stesso tempo. Cori molto tranquilli, voce calda e improntata al soul, bass line (il giro di basso) imponente e decisamente pieno di carica. A condire il tutto un arrangiamento tipicamente house-comemrciale, veramente piacevole, soprattutto per gli amanti della musica commerciale. Un disco piacevole da ballare ma soprattutto da ascoltare.
Beatfreakz "Somebody's whatching me": Impossibile non riconoscerlo. Quasi eviterei di parlarvene.
Dietro ad un beat (che ricalca comunque l'originale) aggressivo, a tratti decisamente carico e allegro si nasconde la voce (ricampionata) del re degli anni 80, Michael Jackson. Basata su (che combinazione!) "Somebody's watching me" di Rockwell contiene il ritornello cantato con tanta foga (analizzando il testo si intuisce anche il motivo) proprio da Jackson questa canzone si annuncia come un buon riempi pista di quelli da ascoltare e ballare senza sosta (soprattutto il remix di Hi Tack), non meno efficace ma con sonorità lievemente diverse la versione originale (la Beat Freakz club), con un giro di basso e una cassa veramente imponenti. Da ascoltare anche il remix di Ian Carey, con alcune sonorità (vedi il basso) molto simili a quelle usate da Axwell in "Feel the vibe". Il video
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Musica | Recensione | House | Timmy Vegas | Seamus Haji | Devotion | Beatfreakz | Somebody watching me | Michael Jackson | Hi Tack | Ian Carey
Timmy Vegas & Seamus Haji - Devotion (a bit more lovin'): Torno a parlare di soul house, uno dei generi di house che mi piacciono di più, intanto perché è uno di quelli meno "artificiali", ovvero dove si notano parecchie influenze commerciali, e le sonorità si fanno più calde, un po' come le voci che contraddistinguono questo genere. Dopo "Say a little prayer" ecco un bel disco che riesce ad essere carico di groove e di contenuti allo stesso tempo. Cori molto tranquilli, voce calda e improntata al soul, bass line (il giro di basso) imponente e decisamente pieno di carica. A condire il tutto un arrangiamento tipicamente house-comemrciale, veramente piacevole, soprattutto per gli amanti della musica commerciale. Un disco piacevole da ballare ma soprattutto da ascoltare.
Beatfreakz "Somebody's whatching me": Impossibile non riconoscerlo. Quasi eviterei di parlarvene.
Dietro ad un beat (che ricalca comunque l'originale) aggressivo, a tratti decisamente carico e allegro si nasconde la voce (ricampionata) del re degli anni 80, Michael Jackson. Basata su (che combinazione!) "Somebody's watching me" di Rockwell contiene il ritornello cantato con tanta foga (analizzando il testo si intuisce anche il motivo) proprio da Jackson questa canzone si annuncia come un buon riempi pista di quelli da ascoltare e ballare senza sosta (soprattutto il remix di Hi Tack), non meno efficace ma con sonorità lievemente diverse la versione originale (la Beat Freakz club), con un giro di basso e una cassa veramente imponenti. Da ascoltare anche il remix di Ian Carey, con alcune sonorità (vedi il basso) molto simili a quelle usate da Axwell in "Feel the vibe". Il video
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At the end


Siamo arrivati alla fine di questa settimana dedicata alla musica techno/trance/progressive. Da domani si ricomincia con le recensioni dei dischi house.
Per concludere bene questa settimana ho pensato di realizzare due wallpaper (in due formati) che presumo vi possano fare piacere.
24 settembre 2006
23 settembre 2006
Da qualche parte l'ho già Vista...
Perdonategli l'accento non proprio Oxfordiano.
In ogni caso non stiamo parlando delle sue qualità verbali ma di altre qualità. Imitate.
E non mi sembra che servano altre spiegazioni.
22 settembre 2006
Roses are pink
Se ne nessuno se ne fosse accorto ecco l'ultima immagine che ho inserito su Flickr. I colori non sono venuti benissimo ma l'effetto complessivo mi sembra sia piacevole.
Settimana della techno/trance/progressive

Inizia la settimana della musica techno-trance-progressive. Questo topic rimmarrà sempre in seconda posizione per permettere di visualizzare gli altri nuovi.
Quindi gli interessati non dovranno fare altro che scorrere l'home page.
La pagina verrà aggiornata ogni giorno, quindi non dovrete cercare topic nuovi, ma dovrete controllare sempre e solo questo.
[Update!] Gigi d'Agostino "A. A. A."
Chi lo ha detto che GiGi D'AG (per i club) è solo italo-dance? Tornando al 2001 troviamo questo disco che calca perfettamente il solco tracciato con le prime produzioni underground una su tutte "Meravillia". Quindi tanto per intenderci niente a che fare con produzioni commerciali (del tipo "L'amour toujours" o "Another Way") e disconi riempi pista. In questo caso siamo di fronte ad un ottimo esempio della progressive made in Italy di inizio secolo. Melodie minimali (quattro note di tastiera), ritmo lento, basso cupo, e un vocal che definirlo tale sarebbe quasi azzardato.
Il brano sembra essere una rivisitazione in chiave undergorund di "Bla bla bla" (uno dei primi successi tormentoni di d'Agostino) ma ad un ascolto più accurato si intuisce che in realtà si può benissimo definire come una canzone a parte, tanto che la parte vocale è quasi irriconoscibile.
Tutto sommato un buon prodotto, per chi non ha voglia dei ritmi sfrenati ed eccessivi della trance ma ha comunque voglia di un disco da ballare.
Chemical Brothers "Hey boy, hey girl"
C-A-P-O-L-A-V-O-R-O. Ecco l'ultimo brano che può vantare questo titolo. Perfetto in ogni sua nota è il perfetto connubio di electro e acid. Ipnotico e trascinante il progetto rappresenta la massima espressione elettronica dei Chemical Brothers, senza trascurare qualche richiamo al fat beat di Norman Cook (Fatboy Slim) che da al brano quell'atmosfera più attiva e meno monotona rispetto al classico cassa-piatto della musica elettronica. Decisamente un brano fatto apposta per divertirsi ma anche per iniziare a capire il mondo dei Chemical Brothers. Il video
Deal "Shine"
Giunti a questo punto ci può stare anche un brano commerciale, di quelli che poi vengono dimenticati da tutti. Progetto italiano, ha avuto il suo momento di gloria, grazie ad un beat tendente al trance e ad una parte cantata che non stona affatto. Anzi appare delicata e surreale, una sorta di canto di sirena che non si riesce a dimenticare facilmente. Cassa, tastiere e voci, nulla di più ma in fondo non sente nemmeno l'esigenza di qualcosa altro. Un semplice esempio di come certe canzoni posso essere efficaci pur non avendo nessun elemento rilevante. Il testo
William Orbit "Barber's Adagio for strings"Quindi gli interessati non dovranno fare altro che scorrere l'home page.
La pagina verrà aggiornata ogni giorno, quindi non dovrete cercare topic nuovi, ma dovrete controllare sempre e solo questo.
[Update!] Gigi d'Agostino "A. A. A."
Chi lo ha detto che GiGi D'AG (per i club) è solo italo-dance? Tornando al 2001 troviamo questo disco che calca perfettamente il solco tracciato con le prime produzioni underground una su tutte "Meravillia". Quindi tanto per intenderci niente a che fare con produzioni commerciali (del tipo "L'amour toujours" o "Another Way") e disconi riempi pista. In questo caso siamo di fronte ad un ottimo esempio della progressive made in Italy di inizio secolo. Melodie minimali (quattro note di tastiera), ritmo lento, basso cupo, e un vocal che definirlo tale sarebbe quasi azzardato.
Il brano sembra essere una rivisitazione in chiave undergorund di "Bla bla bla" (uno dei primi successi tormentoni di d'Agostino) ma ad un ascolto più accurato si intuisce che in realtà si può benissimo definire come una canzone a parte, tanto che la parte vocale è quasi irriconoscibile.
Tutto sommato un buon prodotto, per chi non ha voglia dei ritmi sfrenati ed eccessivi della trance ma ha comunque voglia di un disco da ballare.
Chemical Brothers "Hey boy, hey girl"
C-A-P-O-L-A-V-O-R-O. Ecco l'ultimo brano che può vantare questo titolo. Perfetto in ogni sua nota è il perfetto connubio di electro e acid. Ipnotico e trascinante il progetto rappresenta la massima espressione elettronica dei Chemical Brothers, senza trascurare qualche richiamo al fat beat di Norman Cook (Fatboy Slim) che da al brano quell'atmosfera più attiva e meno monotona rispetto al classico cassa-piatto della musica elettronica. Decisamente un brano fatto apposta per divertirsi ma anche per iniziare a capire il mondo dei Chemical Brothers. Il video
Deal "Shine"
Giunti a questo punto ci può stare anche un brano commerciale, di quelli che poi vengono dimenticati da tutti. Progetto italiano, ha avuto il suo momento di gloria, grazie ad un beat tendente al trance e ad una parte cantata che non stona affatto. Anzi appare delicata e surreale, una sorta di canto di sirena che non si riesce a dimenticare facilmente. Cassa, tastiere e voci, nulla di più ma in fondo non sente nemmeno l'esigenza di qualcosa altro. Un semplice esempio di come certe canzoni posso essere efficaci pur non avendo nessun elemento rilevante. Il testo
Mario Più "Sensations"
Difficile inserire questa canzone in un genere preciso, potremmo solo dire che rispecchia al 100% lo stile di Mario Più (poi ripreso anche in "The vision"), fatto di tante tastiere ed effetti sonori di dissolvenza che di certo lasceranno senza parole. Psichedelico e a tratti ipnotico è uno dei migliori brani del filone ipno-trance di questo artista.
Questa canzone dimostra l'anima trance di Mario Più, senza mettere da parte anche quelle più melodica, non è uno di quei soliti prodotti da ballare senza pensare alla sostanza, soprattutto considerando che questo brano è essenziale per l'ascolto delle produzioni di Mario +.
Mauro Picotto "Komodo / Save a soul"
C-A-P-O-L-A-V-O-R-O. A fregiarsi di questa etichetta sono solo quattro brani (il quarto sta per arrivare). Pezzi che non si può assolutamente evitare di considerare. "Komodo" si può considerare il manifesto commerciale di Picotto, la summa di tutto il suo stile.
Nella "Megavoices mix" (la versione estesa) abbiamo oltre 8 minuti di puro divertimento sonoro. Progressive e lounge che convivono assieme in maniera sorprendente. Basso in stile "Raggattak" e cassa veloce formano la base di questo successone. Protagonista però rimane la melodia (e qui abbiamo il collegamento con "Iguana"), poche note, che però non usciranno più dalla vostra testa. A completare l'opera un inciso lounge (da cui poi sarà ricavata una canzone lounge vera e propria), con cori e atmosfere rilassanti (d'altronde il genere nasce proprio per questo motivo). Tempo un paio di minuti e si riparte alla grande, come in "Iguana" senza sosta fino alla fine.
Uno dei pezzi più significativi del nostro dj, immancabile. Il video | Il testo
Mario Più presents Union "Believe me (music)"
Uno dei progetti più commerciali del Mario nazionale, spicca per la sua decisa vocazione ai dancefloor meno estremi. Cassa incalzante e veloce con aggiunta di tastiere e contorno di una parte vocale decisamente fuori dal comune (per lo meno nelle produzioni di Mario Più). Nel complesso un buon disco, piacevole, forse con troppe somiglianze (nella base) a "Will be one" ultimo successo dei Datura, ma anche allo stile di GiGi D'Agostino (per il genere progressive è stato l'unico maestro). Il testo
Mauro Picotto "Iguana" / "Lizard"
Prima di sfornare "Komodo" Picotto ha incominciato da questa canzone che per alcuni aspetti potrebbe essere paragonata proprio a Komodo. Decisamente undergorund e dedicata ai club questa canzone godette di un certo rispetto anche nella programmazione radiofonica. Melodia semplice, cassa decisamente "pompante" a atmosfere quasi dark. Il tutto girato e rigirato in una serie di remix, per andare sul sicuro è meglio puntare sulle due versioni che troviamo in "The album" il doppio album con i maggior successi del dj italiano.
Prima di ascoltare "Komodo" è obbligatorio passare per questa canzone
Mario Più feat Prince Maurice "Techno harmony"
C-A-P-O-L-A-V-O-R-O. Il brano più famoso di questo dj. Successo non solo nei club, ma anche grandissimo successo radiofonico, di certo un capolavoro e il mio brano preferito in assoluto. In questo brano tutto è perfetto. Effetti di voce, ma anche la voce calda e malinconia del Principe danno al brano un'atmosfera unica in grado di far convivere assieme elementi classici come alcune note di pianoforte con una base elettronica e delle tastiere decisamente trascinanti.
Numerose le versioni che accontentano tutti. Tra cui: la "Armonia divina mix" è decisamente quella più votata come commerciale, e presenta tratti con un fascino unico.
La "Original mix" è invece quella destinata ai club, con un basso marcato e una cassa altrettanto definita è adattissima ad essere ballata in discoteca.
Tra i remix il migliore è quello di Mauro Picotto, sulla falsa riga di "Back to Cali" è superbamente elettronico e decisamente fuori dal comune pur essendo strumentale non è mai noioso.
Difficile inserire questa canzone in un genere preciso, potremmo solo dire che rispecchia al 100% lo stile di Mario Più (poi ripreso anche in "The vision"), fatto di tante tastiere ed effetti sonori di dissolvenza che di certo lasceranno senza parole. Psichedelico e a tratti ipnotico è uno dei migliori brani del filone ipno-trance di questo artista.
Questa canzone dimostra l'anima trance di Mario Più, senza mettere da parte anche quelle più melodica, non è uno di quei soliti prodotti da ballare senza pensare alla sostanza, soprattutto considerando che questo brano è essenziale per l'ascolto delle produzioni di Mario +.
Mauro Picotto "Komodo / Save a soul"
C-A-P-O-L-A-V-O-R-O. A fregiarsi di questa etichetta sono solo quattro brani (il quarto sta per arrivare). Pezzi che non si può assolutamente evitare di considerare. "Komodo" si può considerare il manifesto commerciale di Picotto, la summa di tutto il suo stile.
Nella "Megavoices mix" (la versione estesa) abbiamo oltre 8 minuti di puro divertimento sonoro. Progressive e lounge che convivono assieme in maniera sorprendente. Basso in stile "Raggattak" e cassa veloce formano la base di questo successone. Protagonista però rimane la melodia (e qui abbiamo il collegamento con "Iguana"), poche note, che però non usciranno più dalla vostra testa. A completare l'opera un inciso lounge (da cui poi sarà ricavata una canzone lounge vera e propria), con cori e atmosfere rilassanti (d'altronde il genere nasce proprio per questo motivo). Tempo un paio di minuti e si riparte alla grande, come in "Iguana" senza sosta fino alla fine.
Uno dei pezzi più significativi del nostro dj, immancabile. Il video | Il testo
Mario Più presents Union "Believe me (music)"
Uno dei progetti più commerciali del Mario nazionale, spicca per la sua decisa vocazione ai dancefloor meno estremi. Cassa incalzante e veloce con aggiunta di tastiere e contorno di una parte vocale decisamente fuori dal comune (per lo meno nelle produzioni di Mario Più). Nel complesso un buon disco, piacevole, forse con troppe somiglianze (nella base) a "Will be one" ultimo successo dei Datura, ma anche allo stile di GiGi D'Agostino (per il genere progressive è stato l'unico maestro). Il testo
Mauro Picotto "Iguana" / "Lizard"
Prima di sfornare "Komodo" Picotto ha incominciato da questa canzone che per alcuni aspetti potrebbe essere paragonata proprio a Komodo. Decisamente undergorund e dedicata ai club questa canzone godette di un certo rispetto anche nella programmazione radiofonica. Melodia semplice, cassa decisamente "pompante" a atmosfere quasi dark. Il tutto girato e rigirato in una serie di remix, per andare sul sicuro è meglio puntare sulle due versioni che troviamo in "The album" il doppio album con i maggior successi del dj italiano.
Prima di ascoltare "Komodo" è obbligatorio passare per questa canzone
Mario Più feat Prince Maurice "Techno harmony"
C-A-P-O-L-A-V-O-R-O. Il brano più famoso di questo dj. Successo non solo nei club, ma anche grandissimo successo radiofonico, di certo un capolavoro e il mio brano preferito in assoluto. In questo brano tutto è perfetto. Effetti di voce, ma anche la voce calda e malinconia del Principe danno al brano un'atmosfera unica in grado di far convivere assieme elementi classici come alcune note di pianoforte con una base elettronica e delle tastiere decisamente trascinanti.
Numerose le versioni che accontentano tutti. Tra cui: la "Armonia divina mix" è decisamente quella più votata come commerciale, e presenta tratti con un fascino unico.
La "Original mix" è invece quella destinata ai club, con un basso marcato e una cassa altrettanto definita è adattissima ad essere ballata in discoteca.
Tra i remix il migliore è quello di Mauro Picotto, sulla falsa riga di "Back to Cali" è superbamente elettronico e decisamente fuori dal comune pur essendo strumentale non è mai noioso.
Mauro Picotto "Back to Cali"
Lasciate da parte le atmosfere techno Picotto si butta sulla trance, ma forse è riduttivo definirla così, visto che il dj italiano stravolge ogni canone. Tastiere a più non posso, sonorità elettroniche ed effetti sonori che lasciano sempre senza fiato. Immancabile il tipico suono "goccia" di Piccoto (per intenderci quello già sentito in "Verdi" e "Baguette") che qui viene leggermente rielaborato per dare un aspetto più esotico.
Lontano anni luce da "Komodo" (pur utilizzando la stessa cassa) ma altrettanto piacevole ed originale.
Lasciate da parte le atmosfere techno Picotto si butta sulla trance, ma forse è riduttivo definirla così, visto che il dj italiano stravolge ogni canone. Tastiere a più non posso, sonorità elettroniche ed effetti sonori che lasciano sempre senza fiato. Immancabile il tipico suono "goccia" di Piccoto (per intenderci quello già sentito in "Verdi" e "Baguette") che qui viene leggermente rielaborato per dare un aspetto più esotico.
Lontano anni luce da "Komodo" (pur utilizzando la stessa cassa) ma altrettanto piacevole ed originale.
Mario Più "C'era una volta nel west"
Ancora una volta non stupitevi, ma non siamo di fronte ad un'assurdità musicale. Anzi il brano di Ennio Morricone si adatta in maniera perfetta alle sonorità trance di Mario Più. Da dire sull'arrangiamento non c'è molto, il classico trance beat, però è lodevole l'impegno per la parte musicale. Trasformare certe canzoni in successi da club non è cosa semplice, Mario Più non solo non sbaglia, ma insegna. Il suo stile, pacato e che si fa sempre più ricco man mano che passano i secondi della canzone è decisamente sublime.
Joy Kitikonti aka Joman "Raggattak"
Da sempre uno dei talenti più interessanti della scuderia BXR Joy Kiticonti è uno dei più famosi dj italiani all'estero. Mai influenzato dalle mode passeggere, ma creatore di mode è sempre alla ricerca di sonorità nuove. Con "Raggattak" si dedica ad un filone decisamente alternativo: reggae e progressive. Ovvero un pianoforte e una voce tipicamente reggae che si adatta perfettamente ad una base decisamente aggressiva e incalzante. E se mentre la prima parte potrebbe essere definita tranquilla la seconda da il meglio di sé con un taglia e cuci decisamente fuori dal comune.
Decisamente psichedelicho il remix del grande Mario Più che usando sonorità distorte e una voce abbastanza inconsueta ha dato un nuovo volto a questa canzone.
Ancora una volta non stupitevi, ma non siamo di fronte ad un'assurdità musicale. Anzi il brano di Ennio Morricone si adatta in maniera perfetta alle sonorità trance di Mario Più. Da dire sull'arrangiamento non c'è molto, il classico trance beat, però è lodevole l'impegno per la parte musicale. Trasformare certe canzoni in successi da club non è cosa semplice, Mario Più non solo non sbaglia, ma insegna. Il suo stile, pacato e che si fa sempre più ricco man mano che passano i secondi della canzone è decisamente sublime.
Joy Kitikonti aka Joman "Raggattak"
Da sempre uno dei talenti più interessanti della scuderia BXR Joy Kiticonti è uno dei più famosi dj italiani all'estero. Mai influenzato dalle mode passeggere, ma creatore di mode è sempre alla ricerca di sonorità nuove. Con "Raggattak" si dedica ad un filone decisamente alternativo: reggae e progressive. Ovvero un pianoforte e una voce tipicamente reggae che si adatta perfettamente ad una base decisamente aggressiva e incalzante. E se mentre la prima parte potrebbe essere definita tranquilla la seconda da il meglio di sé con un taglia e cuci decisamente fuori dal comune.
Decisamente psichedelicho il remix del grande Mario Più che usando sonorità distorte e una voce abbastanza inconsueta ha dato un nuovo volto a questa canzone.
C-A-P-O-L-A-V-O-R-O. Tipico esempio di come un brano di musica classica possa diventare un ottima canzone trance. Questa canzone è un po' il manifesto della trance nella sua forma più moderata.
Riprendendo "Adagio for strings" di Samuel Barber del 1938, William Orbit riesce ad aggiungere i tipici elementi della musica trance senza creare mostruosità tipiche della musica dance commerciale.
Il risultato è un mix di groove incalzante senza sosta e di uno spezzettato di musica classica frullato a dovere su una base abbastanza veloce. Il video
Musica | Recensione | Techno | Trance | Progressive | Mario Più | Mauro Picotto | Deal | Chemical Brothers | Joy Kitikonti | William Orbit | Gigi d'Agostino
21 settembre 2006
John Titor
Dite quello che volete, ma quello che non è facilmente dimostrabile e che ha un alone di mistero attorno mi incuriosisce sempre. D'altronde ognuno ha le sue debolezze e credere che tra le migliaia di avvistamenti UFO ce ne sia di sicura una che non sia un falso non penso sia peccato.
La storia di John Titor non ha nulla a che fare con gli UFO ma si tratta di un viaggio nel tempo. La classica storia del viaggiatore che dal futuro torna indietro per raccontarci quello che faremo negli anni venturi.
Storia affascinante non c'è che dire. Ma sarà vero?
Il solo fatto che una persona si sia impegnata a creare un tale personaggio mi basta per strapparmi un sorriso dalle labbra e pensare come certe storie non abbiano mai fine, e si ripetono dall'inizio dei secoli. Anche se il focolare è stato sostituito da internet, ipod, cellulari e computer.
John Titor: Wikipedia | Sito ufficiale
La storia di John Titor non ha nulla a che fare con gli UFO ma si tratta di un viaggio nel tempo. La classica storia del viaggiatore che dal futuro torna indietro per raccontarci quello che faremo negli anni venturi.
Storia affascinante non c'è che dire. Ma sarà vero?
Il solo fatto che una persona si sia impegnata a creare un tale personaggio mi basta per strapparmi un sorriso dalle labbra e pensare come certe storie non abbiano mai fine, e si ripetono dall'inizio dei secoli. Anche se il focolare è stato sostituito da internet, ipod, cellulari e computer.
John Titor: Wikipedia | Sito ufficiale
19 settembre 2006
Scherzetto...
Dai almeno una volta vi sarà capitato pure a voi di essere vittima del classico scherzetto dello strillo. Mi spiego. Avete presente quando qualcuno vi dice "guarda questo video fino alla fine, guarda gli alberi mi raccomando..." e voi state a fissare il monitor, sentite dei suoni, molto bassi però, allora alzate un po' il volume e continuate a gardare. Finchè non vi compare sul display un mostro urlante che vi squarcia il buon umore della giornata, e anche le coronarie.
Beh, anche a questa ragazza hanno fatto questo scherzetto. E l'hanno pure filmata. L'audio alzatelo solo alla fine, per sentire le risate.
Beh, anche a questa ragazza hanno fatto questo scherzetto. E l'hanno pure filmata. L'audio alzatelo solo alla fine, per sentire le risate.
18 settembre 2006
Gnarls Barkley "Smiley faces"
Ecco il video del nuovo singolo dei Gnarls Barkely, in questi giorni in rotazione sulle tv musicali.
16 settembre 2006
Kelis "Bossy"
Il video merita di essere guardato solo per la presenza di una certa cosa.
Vediamo se indovinate.
Vediamo se indovinate.
[8] Moda: Sfilate autunno-inverno 2006/2007
Ormai la nuova stagione sta per cominciare, prepariamoci a vedere quello che potrebbe fare apparizione sulle nostre strade.
IN

Dolce & Gabbana: qua siamo a buoni livelli, abiti eleganti, anche se con qualche tocco immancabile di "barocco" o di accostamenti inusuali. Tutto sommato c'è del buono.
Foto: UNO | DUE | TRE | QUATTRO | CINQUE | SEI | SETTE | OTTO
La sfilata completa

Hermès: una collezione senza particolari eccessi, per questo piacevole e raffinata. Anche se quasi tutta la collezione merita uno sguardo ecco quello che ho selezionato: UNO | DUE | TRE | QUATTRO
La sfilata completa

Versace: qualche particolare leggermente fuori luogo ma nel complesso molto piacevole, notevoli e vistose le giacche (e i pantaloni) in pelle. Peccato solo per qualche completo abbastanza di bassa lega (QUI) decisamente poco elegante.
Foto: UNO | DUE | TRE | QUATTRO | CINQUE | SEI | SETTE | OTTO
La sfilata completa
OUT
D&G: non mi sia che sia sia niente da salvare, come al solito lo stile D&G è uno stile metropolitano, poco elegante, fatto di azzardi e di accostamenti stravaganti.
Al limite mi sento di salvare qualche cappotto (UNO | DUE | TRE | QUATTRO)
John Galliano: mi dispiace per gli appassionati di questo stilista, io ci provo, ma non riesco a digerire niente, in Dior di certo riesce a craere oggetti deciamente più apprezzabili.
IN

Dolce & Gabbana: qua siamo a buoni livelli, abiti eleganti, anche se con qualche tocco immancabile di "barocco" o di accostamenti inusuali. Tutto sommato c'è del buono.
Foto: UNO | DUE | TRE | QUATTRO | CINQUE | SEI | SETTE | OTTO
La sfilata completa

Hermès: una collezione senza particolari eccessi, per questo piacevole e raffinata. Anche se quasi tutta la collezione merita uno sguardo ecco quello che ho selezionato: UNO | DUE | TRE | QUATTRO
La sfilata completa

Versace: qualche particolare leggermente fuori luogo ma nel complesso molto piacevole, notevoli e vistose le giacche (e i pantaloni) in pelle. Peccato solo per qualche completo abbastanza di bassa lega (QUI) decisamente poco elegante.
Foto: UNO | DUE | TRE | QUATTRO | CINQUE | SEI | SETTE | OTTO
La sfilata completa
OUT
D&G: non mi sia che sia sia niente da salvare, come al solito lo stile D&G è uno stile metropolitano, poco elegante, fatto di azzardi e di accostamenti stravaganti.
Al limite mi sento di salvare qualche cappotto (UNO | DUE | TRE | QUATTRO)
John Galliano: mi dispiace per gli appassionati di questo stilista, io ci provo, ma non riesco a digerire niente, in Dior di certo riesce a craere oggetti deciamente più apprezzabili.
15 settembre 2006
Sgarbi show.
Finché si scherza. OK.
Finché si rompe le palle in qualsiasi programma. OK.
Finché si dal del "capra" a tutti. OK.
Finché si dice che il programma a cui si partecipa è una "coglionata". OK.
Ma quando si tratta così un MacBook allora non ci sto. Non ci sto. Eccheccazzo!
Finché si rompe le palle in qualsiasi programma. OK.
Finché si dal del "capra" a tutti. OK.
Finché si dice che il programma a cui si partecipa è una "coglionata". OK.
Ma quando si tratta così un MacBook allora non ci sto. Non ci sto. Eccheccazzo!
Marilyn CoverFlow
Ispirato dall'ultimo evento Apple (per approfondimenti vi consiglio il blog di Jeby) e dalla presentazione di una divertente feature grafica di iTunes 7 ho pensato anche io di cimentarmi, armato di Photoshop e mouse, per creare qualcosa di simile.
Il risultato spero sia venuto bene, in ogni caso lo lascio a vostra disposizione.
Enjoy :-]
Flickr | Photoshop | Reflect | Riflesso | Immagine | Grafica | Graphic | Marilyn Monroe | Andy Warhol | Cover Flow
13 settembre 2006
[38] Musica: J-Five feat. Charlie Chaplin "Modern times (Rove Dogs rmx)"
Molte volte alcuni dischi vengono trascurati priori, e invece riservano non poche sorprese. Questo è uno di quelli. Subito gettato nella programmazione radiofonica con l'intento di spaccare (tutto, ma proprio tutto, anche quelli...) la versione originale del disco ha creato attorno a se quel tipico alone che tiene lontano gli amanti di sonorità meno commerciali. Con un po' di ricerche ho scoperto questo remix, decisamente valido e poco apprezzato nel nostro paese.
Prendiamo la versione radio edit (quella estesa non introduce nulla di notevole). Fin dalle prime battute il motivetto di Charlie Chaplin illude che ci possano essere risvolti commerciali.
Poi al secondo ascolto si capisce che il tutto è troppo velocizzato e quando sentiamo l'effetto "puntina di vinile a fine corsa" capiamo che era solo un intro che cercava di farci capire che si trattava di un remix proprio di quella canzone. Perchè poi tutto cambia. Un groove decisamente vivace, con chitarre e tastiere sintetizzate ci mettono di fronte ad un misto tra electro pop anni '80 e influenza rock già sentite nei primi anni 2000. Solo ogni tanto un violino ci rimette nella carreggiata del "lui cerca la Titina..." per poi proseguire con un taglia e cuci della voce del rapper francese (d'adozione) J-Five sparata a velocità maggiore rispetto all'originale.
I Rove Dogs (Aurélien Haas (aka Jack Putter) e Mr. Clean) riescono in quello che sembra quasi impossibile: trasformare un tormentone in un buon disco house, in grado di avere una dignità propria senza avere legami con l'originale, ma soprattutto sorpendendo per un arrangiamento originale e ben fatto.
Piacerà ai virtuosi del cut & paste, a quelli che cercano un pezzo fresco e sorprendente, ma sopratutto a coloro che sono sempre alla ricerca remix che lascino a bocca aperta, tralasciando le banalità della versione originale.
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Prendiamo la versione radio edit (quella estesa non introduce nulla di notevole). Fin dalle prime battute il motivetto di Charlie Chaplin illude che ci possano essere risvolti commerciali.
Poi al secondo ascolto si capisce che il tutto è troppo velocizzato e quando sentiamo l'effetto "puntina di vinile a fine corsa" capiamo che era solo un intro che cercava di farci capire che si trattava di un remix proprio di quella canzone. Perchè poi tutto cambia. Un groove decisamente vivace, con chitarre e tastiere sintetizzate ci mettono di fronte ad un misto tra electro pop anni '80 e influenza rock già sentite nei primi anni 2000. Solo ogni tanto un violino ci rimette nella carreggiata del "lui cerca la Titina..." per poi proseguire con un taglia e cuci della voce del rapper francese (d'adozione) J-Five sparata a velocità maggiore rispetto all'originale.
I Rove Dogs (Aurélien Haas (aka Jack Putter) e Mr. Clean) riescono in quello che sembra quasi impossibile: trasformare un tormentone in un buon disco house, in grado di avere una dignità propria senza avere legami con l'originale, ma soprattutto sorpendendo per un arrangiamento originale e ben fatto.
Piacerà ai virtuosi del cut & paste, a quelli che cercano un pezzo fresco e sorprendente, ma sopratutto a coloro che sono sempre alla ricerca remix che lascino a bocca aperta, tralasciando le banalità della versione originale.
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[27] Auto: Renault Nepta

Al Salone di Parigi è ovvio che le case francesi saranno presenti con auto e concept in modo da lasciare il segno, Renault è una di questa e quest'anno presenterà la concept Nepta. Tralasciando le note tecniche (3.5 benzina, 420 cavalli) parliamo di quello che più mi ha colpito di quest'auto: il design.
Negli ultimi anni (soprattutto con l'avvento di Patrick Le Quement) il design della casa francese ha saputo pur con una linea conduttrice (design "spigoloso" ma forme sinuose) rinnovarsi e creare sempre auto, seppur estreme, ma originali.
La Nepta si distingue per le linee decisamente pulite (basta dare un occhio alla fiancata) e che nel frontale si ricollegano alla concept Fluence di qualche anno fa. Al contrario di altre concept il frontale presenta una sola presa d'aria (sono assenti quelle sotto i fanali) e questo dona alla vettura un aspetto meno estremo.
Solo questo perché per il resto l'auto fa degli aspetti estremi un vero biglietto da visita e questo al rende di difficile produzione in serie, ma questo rimane in ogni caso un esercizio di stile creato per presentare magari le linee del design della casa o soluzioni che verranno adottate in futuro (da notare per questo i fari anteriori a led).
Tra le cose più sorprendenti c'è al primo posto il meccanismo di apertura delle portiere, denominato ad "ala di farfalla" Praticamente si supera in modo abbastanza agevole il problema del montante centrale nelle cabrio a 5 porte. Una portiera lunga come la fiancata si alza incernierata sul cofano anteriore e su quello posteriore lasciando lo spazio anche per accedere ai posti posteriori. Una soluzione innovativa ma di difficile realizzazione su larga scala, u po' come gli interni, originali e minimali in pieno stile Renault.
Omniauto: Articolo | Galleria | Autoinsight: Video
12 settembre 2006
Fifty fifty
Nella mente di Fifty:
"Oh, sh*t, motherfu**, unbelievable!"Fonte: Autoblog.it
Auto | Cars | Lamborghini | Murcielago | 50 Cent | Arrestato | Arrested | Video
Spot: BMW Serie 3 coupé (E92)
Ecco lo spot (anche se chiamarlo così è riduttivo) della nuova Serie 3 Coupé.
Non so ma gli spot BMW hanno sempre un'aurea strana che li avvolge, è difficile non apprezzarli. Soprattutto questi microfilm dall'aria sempre tranquilla, carica di atmosfera.
11 settembre 2006
[37] Musica: Francesco Diaz feat. Karl Frierson "Say a little prayer"
Recensione
Fin dalle prime battute si capisce che questo è uno di quei dischi che ha a che fare con il lato più soul della musica house. Non solo perché questo classicone (lasciate stare "Il matrimonio del mio migliore amico") è stato cantato da gente come Aretha Franklin, Dionne Warwick, Burt Bacharach ma anche perché leggermente funky il brano appare subito spensierato e di facile comprensione.
Uscito nel 2005 ha riscosso un buon successo nei club più raffinati, e si parla di club, non dancefloor commerciali. Ascoltando la canzone capirete il perché.
Grazie alla calda voce di Karl Frierson il disco acquista subito un buon trend, mantenuto alto grazie a tastiere e ad una chitarra sintetizzata. In aggiunta una buona base, a tratti sostenuta ma che nel complesso riesce a dare la giusta carica alla canzone.
Il progetto di Francesco Diaz (annotatevi la sua compilation "Luxury house for a lovely weekend in Paris") si avvale di remix prestigiosi (George Morel, Denis The Menace & Jerry Ropero, Paul Rincon) che hanno esportato il successo anche in altri ambienti, con ottimi risultati.
Piacerà a chi ama le canzoni house funky più divertenti ed allegre, magari non banali.
Testo / Lyrics
> My darling believe me, / For me there is no one / But you.
> The moment I wake up / Before I put on my makeup / I say a little prayer for you / While combing my hair, now, / And wondering what dress to wear, now, / I say a little prayer for you
[rit] Forever, forever, you'll stay in my heart / and I will love you / Forever, forever, we never will part / Oh, how I'll love you / Together, together, that's how it must be / To live without you / Would only be heartbreak for me.
> I run for the bus, dear, / While riding I think of us, dear, / I say a little prayer for you. / At work I just take time / And all through my coffee break-time, / I say a little prayer for you.
[rit] Forever, forever, you'll stay in my heart / and I will love you / Forever, forever we never will part / Oh, how I'll love you / Together, together, that's how it must be / To live without you / Would only be heartbreak for me.
> My darling believe me, / For me there is no one / But you.
Tutte le altre recensioni | Il testo
Fin dalle prime battute si capisce che questo è uno di quei dischi che ha a che fare con il lato più soul della musica house. Non solo perché questo classicone (lasciate stare "Il matrimonio del mio migliore amico") è stato cantato da gente come Aretha Franklin, Dionne Warwick, Burt Bacharach ma anche perché leggermente funky il brano appare subito spensierato e di facile comprensione.
Uscito nel 2005 ha riscosso un buon successo nei club più raffinati, e si parla di club, non dancefloor commerciali. Ascoltando la canzone capirete il perché.
Grazie alla calda voce di Karl Frierson il disco acquista subito un buon trend, mantenuto alto grazie a tastiere e ad una chitarra sintetizzata. In aggiunta una buona base, a tratti sostenuta ma che nel complesso riesce a dare la giusta carica alla canzone.
Il progetto di Francesco Diaz (annotatevi la sua compilation "Luxury house for a lovely weekend in Paris") si avvale di remix prestigiosi (George Morel, Denis The Menace & Jerry Ropero, Paul Rincon) che hanno esportato il successo anche in altri ambienti, con ottimi risultati.
Piacerà a chi ama le canzoni house funky più divertenti ed allegre, magari non banali.
Testo / Lyrics
> My darling believe me, / For me there is no one / But you.
> The moment I wake up / Before I put on my makeup / I say a little prayer for you / While combing my hair, now, / And wondering what dress to wear, now, / I say a little prayer for you
[rit] Forever, forever, you'll stay in my heart / and I will love you / Forever, forever, we never will part / Oh, how I'll love you / Together, together, that's how it must be / To live without you / Would only be heartbreak for me.
> I run for the bus, dear, / While riding I think of us, dear, / I say a little prayer for you. / At work I just take time / And all through my coffee break-time, / I say a little prayer for you.
[rit] Forever, forever, you'll stay in my heart / and I will love you / Forever, forever we never will part / Oh, how I'll love you / Together, together, that's how it must be / To live without you / Would only be heartbreak for me.
> My darling believe me, / For me there is no one / But you.
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nine eleven

5 anni fa la storia del mondo cambiava. I dubbi sono ancora molti. Troppi.
Vi consiglio la visione di questo documentario (Loose Change 2) veramente ben realizzato che pone molti dubbi sull'andamento dei fatti.
Siccome sono sempre aperto a tutti i punti di vista vi rimando a questa pagina di Wikipedia in cui si raccolgono i link con le tesi a favore e contro il complotto.
Complottisti o non, siamo di fronte ad uno dei misteri del terzo millennio. La verità è tutta da scoprire.
Un ringraziamento a Fly
10 settembre 2006
9 settembre 2006
[26] Auto: BMW X5

Svelata dalla solita sospetta fuga di notizie, sembra che non verrà presentata prima di ottobre. Per adesso ci gustiamo un po' il design (sulle prestazioni c'è poco da discutere, si parla di BMW).
Difficile non dare pareri contrastanti, anche a distanza di pochi minuti. Io ho sempre amato l'X5, soprattutto l'ultimo restyling (quello che ha aggiunto le luci di posizione ad anello). Una perfetta armonie di curve, spigoli, muscoli. Sportiva prima di tutto. Poi viene tutto il resto. Ma soprattutto intramontabile, per me non sfigurava affatto di fronte ad un Cayenne o ad un ML. Questione di gusti.
Il nuovo però mi divide. Da una parte mi piace perché è ancora più muscoloso, aggressivo, tecnologico, dall'altro mi lascia un po' perplesso per quel design, troppo intrappolato negli schemi comuni, troppo somigliante a quello passato. Insomma un qualcosa di diverso si poteva creare!
Il posteriore secondo me è la parte decisamente più originale, che riprende gli stilemi di Serie 3 coupé e Serie 7, sembra mostrare decisamente le curve e i muscoli.
Però il frontale di certo non pecca di originalità, non è brutto, però anche il fattore novità influisce molto.
Per ora i miei più sentiti complimenti vanno ai designer Mercedes-Benz, che hanno trasformato l'ML da brutto anatroccolo (ormai senza speranze) a cigno che troneggia nell'elenco dei suv più ambiti.
Fatto sta che man mano che spuntano i modelli nuovi di BMW e più mi viene nostalgia di quelli passati (X5, Serie 3 berlina e coupé) che per me non sono per niente invecchiati dopo la presentazione di quelli nuovi.
Adesso un po' di link:
Autoblog: Video | Comunicato ufficiale
Virtual car: Immagini in alta risoluzione | Immagini in bassa risoluzione
[36] Musica: Deep Dish "Flashdance"
Recensione
Ancora una volta gli anni 80 sono d'ispirazione. Questa volta tocca ad un film che ha fatto un po' la storia dei film-musicali, vi parlo di "Flashdance" a parer mio niente di esaltante (la tipica storia della ragazzina povera ma brava, che si impegna tanto e poi realizza il suo sogno). Se vi interessa fate prima a dare un'occhiata a "I'm glad" di Jennifer Lopez (tra l'altro citata in tribunale per aver realizzato scene che alludessero al film senza pagarne i diritti...), in 5 minuti avrete praticamente la trama del film.
Tralasciamo il film e passiamo alla sua colonna sonora: oltre all'intramontabile "What a feeling" di Irene Cara, nel momento in cui Alexandra Owen (Jennifer Beals) si esibisce nel famoso balletto della "cascata d'acqua" la canzone che sentite in sottofondo è "He's a dream".
Pochi in quegli anni avrebbero immaginato che la canzone sarebbe ritornata al successo.
Ri-cantata (da Anousheh Khalili) e ri-arrangiata dall'abile duo iraniano/americano ne nasce un vero e proprio tormentone. Il giro di chitarra in loop è a dir poco ipnotico (la versione estesa è forse un po' troppo "estesa") e la parte vocale è leggermente distaccata, quasi snob. Forse è proprio questa uno degli elementi che ha reso celebre la canzone, che ha saputo rinunciare alla parte più carica e aggressiva della canzone originale, rendendo il brano abbastanza tranquillo e piacevole.
Nel complesso un buon brano, di quelli da ascoltare non solo a tutto volume ma anche in maniera moderata. A parer mio uno dei migliori dei Deep Dish.
Update! Visto che abbiamo parlato di Jennifer Lopez e di "I'm glad" non potete perdervi due remix di questa canzone che vi faranno apprezzare JLo. Il primo è quello dei Who Da Funk (elettronico anni '80) e il secondo di Paul Oakenfold (notevoole il lavoro sulla voce della cantante).
Testo / Lyrics
> He doesn't mean a thing to me, / just another pretty face to see, / he's all over town, knockin' 'em down 'a honey / and I'd never let him next to me
> He's the kind of guy who thinks he's smart, / he's the type that always looks the part, / it's all in the make, it's all in the take 'a honey / and I'd never let him touch my heart
> He didn't mean to catch my eye, / well he's lucky he just walked on by, / cause he hasn't met a girl like me, / are you kidding? / well I'd tell him that i'd rather die....
Video
Tutte le altre recensioni | Video | Testo/Lyrics
Musica | Recensione | House | Video | Testo | Lyrics | Deep Dish | Flashdance | Anousheh Kalili | Irene Cara | Alexandra Owen | Jennifer Beals | Jennifer Lopez
Ancora una volta gli anni 80 sono d'ispirazione. Questa volta tocca ad un film che ha fatto un po' la storia dei film-musicali, vi parlo di "Flashdance" a parer mio niente di esaltante (la tipica storia della ragazzina povera ma brava, che si impegna tanto e poi realizza il suo sogno). Se vi interessa fate prima a dare un'occhiata a "I'm glad" di Jennifer Lopez (tra l'altro citata in tribunale per aver realizzato scene che alludessero al film senza pagarne i diritti...), in 5 minuti avrete praticamente la trama del film.
Tralasciamo il film e passiamo alla sua colonna sonora: oltre all'intramontabile "What a feeling" di Irene Cara, nel momento in cui Alexandra Owen (Jennifer Beals) si esibisce nel famoso balletto della "cascata d'acqua" la canzone che sentite in sottofondo è "He's a dream".
Pochi in quegli anni avrebbero immaginato che la canzone sarebbe ritornata al successo.
Ri-cantata (da Anousheh Khalili) e ri-arrangiata dall'abile duo iraniano/americano ne nasce un vero e proprio tormentone. Il giro di chitarra in loop è a dir poco ipnotico (la versione estesa è forse un po' troppo "estesa") e la parte vocale è leggermente distaccata, quasi snob. Forse è proprio questa uno degli elementi che ha reso celebre la canzone, che ha saputo rinunciare alla parte più carica e aggressiva della canzone originale, rendendo il brano abbastanza tranquillo e piacevole.
Nel complesso un buon brano, di quelli da ascoltare non solo a tutto volume ma anche in maniera moderata. A parer mio uno dei migliori dei Deep Dish.
Update! Visto che abbiamo parlato di Jennifer Lopez e di "I'm glad" non potete perdervi due remix di questa canzone che vi faranno apprezzare JLo. Il primo è quello dei Who Da Funk (elettronico anni '80) e il secondo di Paul Oakenfold (notevoole il lavoro sulla voce della cantante).
Testo / Lyrics
> He doesn't mean a thing to me, / just another pretty face to see, / he's all over town, knockin' 'em down 'a honey / and I'd never let him next to me
> He's the kind of guy who thinks he's smart, / he's the type that always looks the part, / it's all in the make, it's all in the take 'a honey / and I'd never let him touch my heart
> He didn't mean to catch my eye, / well he's lucky he just walked on by, / cause he hasn't met a girl like me, / are you kidding? / well I'd tell him that i'd rather die....
Video
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8 settembre 2006
Ammazza che mina!
Da notare:
1- dopo la prima caduta il tipo cerca di rialzarsi come se niente fosse con l'intento tipico di chi pensa "sono un pirla, adesso trattengo il dolore e mi rialzo come se niente fosse altrimenti mi deridono a vita, almeno faccio vedere che non mi faccio mai male". Poi avviene l'irreparabile.
2- una voce fuori campo di una donna che infierisce con un "are you ok??" quando ormai il tipo si è schiantato sulla scenografia. La mia risposta sarebbe: "no, no non mi sono fatto niente, in fondo mi sono solo rotto tutti e due i piedi, ho fatto la figura del deficinte e come se non bastasse nel tentativo di riparare sono caduto di nuovo spaccando tutto".
Adesso ripeterò 100 volte "non si ride delle disgrazie altrui" ma a me questo filmato stamattina mi ha illuminato la giornata, non riesco a smettere di ridere, non ci riesco.
[35] Musica: Tommy Vee presents X Anniversary Airplane Records
Questa volta non si tratta di una canzone, ma di un cd intero, di una compilation.
Abituato al genere commerciale (al massimo esibizioni come "La Serenissima") di Tommy Vee ultimamente ero rimasto un po' deluso. Le sue compilation erano progressivamente scese nell'underground, in suoni più duri e pesanti, sonorità da ballare senza nemmeno ascoltare.
Questa compilation che contiene il meglio delle uscite di questi ultimi 10 anni della sua casa discografica mi è piaciuto. Intanto per il fatto che sia un doppio cd (26 canzoni), secondo per il fatto che unisce al meglio underground e commerciale. Penso che accontenterà una buona fetta di fans.
Nonostante non sempre sia mixato in maniera eccellente (a volte i mixaggi sono abbastanza banali e scontati) le canzoni sono quasi tutte ballabili ma ascoltabili.
Nel primo cd segnalo:
- Liquid Measures feat Jocelyn Brown "Take me up"
- T&F vs Moltosugo "Are you doin' with me?"
- Lucrezia "Live to tell"
- David Morales "How would u feel"
Nel secondo, invece:
- Wamdue Project "King of my castle"
- Ultra Natè "Free"
- Walter & Simon "Saturday"
House, soul house, latin house si fondono per quello che rimane uno dei migliori cd di musica selezionata dal buon vecchio dj veneziano.
Musica | Recensione | House | Tommy Vee | X Anniversary | Airplane Records
Abituato al genere commerciale (al massimo esibizioni come "La Serenissima") di Tommy Vee ultimamente ero rimasto un po' deluso. Le sue compilation erano progressivamente scese nell'underground, in suoni più duri e pesanti, sonorità da ballare senza nemmeno ascoltare.
Questa compilation che contiene il meglio delle uscite di questi ultimi 10 anni della sua casa discografica mi è piaciuto. Intanto per il fatto che sia un doppio cd (26 canzoni), secondo per il fatto che unisce al meglio underground e commerciale. Penso che accontenterà una buona fetta di fans.
Nonostante non sempre sia mixato in maniera eccellente (a volte i mixaggi sono abbastanza banali e scontati) le canzoni sono quasi tutte ballabili ma ascoltabili.
Nel primo cd segnalo:
- Liquid Measures feat Jocelyn Brown "Take me up"
- T&F vs Moltosugo "Are you doin' with me?"
- Lucrezia "Live to tell"
- David Morales "How would u feel"
Nel secondo, invece:
- Wamdue Project "King of my castle"
- Ultra Natè "Free"
- Walter & Simon "Saturday"
House, soul house, latin house si fondono per quello che rimane uno dei migliori cd di musica selezionata dal buon vecchio dj veneziano.
Musica | Recensione | House | Tommy Vee | X Anniversary | Airplane Records
7 settembre 2006
[7] Moda: Sfilate primavera-estate 2007
La moda corre e non sempre è facile starle dietro, ma le varie tendenze non nascono all'ultimo momento. Quindi non c'è nulla di strano nell'analizzare alcune sfilate (per uomo) della prossima collezione primavera-estate 2007. Ecco quello che ho gradito e quello che proprio non sono riuscito a mandare giù.
IN

Dsquared stranamente questa collezione mi ha colpito, il livello di volgarità è abbastanza basso. Per molti capi non si potrebbe mai dire che siano stati volontà di Dean e Dan.
La collezione completa
Foto UNO | DUE | TRE | QUATTRO | CINQUE | SEI

Giorgio Armani Decisamente notevole. Peccato per la maggior parte dei pantaloni, troppo larghi, però molte cose si salvano.
La collezione completa
Foto UNO | DUE | TRE | QUATTRO

Missoni Ho sempre adorato Missoni. Alcune trame dei maglioni sono veramente belle, colori sgargianti e trame originali. Vietato se si vuole passare inosservati
La collezione completa
Foto UNO | DUE | TRE | QUATTRO | CINQUE | SEI
OUT
D&G | Dolce&Gabbana | John Galliano
Qua abbiamo a che fare con il peggio del peggio (IMHO) della moda, c'è poco sa fare si tratta di uno stile che non riesco a sopportare. Però bisogna fare un paio di distinzioni tra D&G e Dolce&Gabbana. Pur avendo a che fare con le stesse persone questa linee si differenziano parecchio tra loro. La prima (D&G) decisamente "tamarro oriented" mentre la seconda (Dolce&Gabbana) è decisamente improntata ad un altro livello di gente, pur seguendo come linea di fondo un look decisamente aggressivo e non sempre piacevole. Però si notano con piacere alcuni particolari come l'assenza di scritte eccessive (solo la sigla DG, permetteteglielo...), ogni tanto qualche bandiera italiana, camicie slim, qualche abito elegante, e (ma non ditelo a nessuno) una canottiera non attillata o_o'
Per me comunque si salva solo questo: UNO | DUE | TRE | QUATTRO
IN

La collezione completa
Foto UNO | DUE | TRE | QUATTRO | CINQUE | SEI

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Foto UNO | DUE | TRE | QUATTRO

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OUT
D&G | Dolce&Gabbana | John Galliano
Qua abbiamo a che fare con il peggio del peggio (IMHO) della moda, c'è poco sa fare si tratta di uno stile che non riesco a sopportare. Però bisogna fare un paio di distinzioni tra D&G e Dolce&Gabbana. Pur avendo a che fare con le stesse persone questa linee si differenziano parecchio tra loro. La prima (D&G) decisamente "tamarro oriented" mentre la seconda (Dolce&Gabbana) è decisamente improntata ad un altro livello di gente, pur seguendo come linea di fondo un look decisamente aggressivo e non sempre piacevole. Però si notano con piacere alcuni particolari come l'assenza di scritte eccessive (solo la sigla DG, permetteteglielo...), ogni tanto qualche bandiera italiana, camicie slim, qualche abito elegante, e (ma non ditelo a nessuno) una canottiera non attillata o_o'
Per me comunque si salva solo questo: UNO | DUE | TRE | QUATTRO
6 settembre 2006
Cinque mie strane abitudini
REGOLAMENTO:il primo giocatore inizia il suo post con il titolo "Cinque mie strane abitudini" e le persone che vengono invitate a scrivere devono a loro volta riportare questo regolamento.
Alla fine del post si devono indicare altre cinque persone,non dimenticando di lasciar loro un commento nel blog o nel journal con scritto "Sei stato scelto".
Alla fine del post si devono indicare altre cinque persone,non dimenticando di lasciar loro un commento nel blog o nel journal con scritto "Sei stato scelto".
1- Di notte mi sveglio almeno un paio di volte per bere, non so, ho quasi più sete che di giorno. Ma visto che bere non fa male non mi preoccupo.
2- Mi piace la geometria. Anzi le cose geometriche. Più sono squadrate e più attirano al mia attenzione. E quando mangio mi piace tagliuzzare e dare le forme più strane a tutto. Quindi pesche tagliate a fettine, pere a cubetti, mele a bastoncini... Lo so sono malato ;-)
3- Non ci posso fare niente. Quando torno a casa, prima di fare le scale e salutare i miei genitori la mia mano è già sul pulsante del mio iMac. E visto che quando lo accendo si apre automaticamente il programma di posta non devo fare niente altro. Solo controllare le mail.
4- Prima di entrare in camera DEVO assolutamente accendere lo stereo e avere un po' di musica di sottofondo. Senza di quella non potrei togliermi nemmeno le scarpe.
5- Sono ossessionato dal design. Vorrei SEMPRE che l'occhio avesse la sua parte, anche se molte volte non è possibile. E così faccio sempre impazzire i miei che dicono "Ti piace??" e io "Beh, funziona bene, ma non mi sembra bellissimo". Se qualcosa è bello da guardare per me parte con una marcia in più!
Io nomino... uhmm... Jeby, Fly, Elwarin, Saephyroth, MacTeo.
Recensione | Michael Gray "Borderline"

Uscito da qualche mese sta iniziando ad affacciarsi nella zona commerciale e si avvicina a bissare il successo di "The weekend".
Come in molti casi la canzone è stata prima rilasciata con il solo ritornello, poi sono state introdotte le parole (indispensabili nella versione radio edit dedicata al grande pubblico).
Dopo Shena un'altra vocalist presta la voce ad uno uno dei membri dei Full Intention, è Shelly Poole.
Fin dalle prime battute si intuisce che "Borderline" (ascolta) ha ben poco a che fare con la musica da club e che ha decisamente ambizioni più commerciali. Violini sbarazzini e voce accattivante. Per il resto le somiglianze con "The weekend" sono notevoli, a partire dal suono che ha reso celebre proprio quella canzone, ovvero un brevissimo estratto di "Back at ya" di Sandy Kerr, che anche in questa produzione fa capolino. Poi il basso nello stile del precedente tormentone. Neppure la cassa rivela elementi nuovi.
Niente da dire invece sulla nuova parte vocale fatta per accontentare il pubblico radiofonico, elemento sul quale questa nuova produzione di Michael Gray sembra puntare.
Conclusioni: tutto sommato un ottimo prodotto, sia nella versione radiofonica che in quella da club, peccato per il fatto che ad un'analisi tecnica si riveli come il follow up (in poche parole "il seguito") di "The weekend", senza introdurre elementi abbastanza rilevanti.
* Le ultime recensioni musicali
* Tutte le recensioni musicali pubblicate sul blog
Altre recensioni su Michael Gray:
"The weekend"
"Somewhere beyond"
"Analog is on"
It's gonna be another lonely night
One more and I'm gonna die
Wired out waiting for the sign
Coz your a risk and I'm borderline
All I know is I've been sitting with this fire and it burns inside
Man if you want me to walk your line then dont stop at 8 no lets take it
To the 9's
I know that we should lay out and love
Because man I really need it
To the 9's
I may be full but It's not enough
Come and show me how to feel it
It's gonna be another lonely night
One more and I'm gonna die
Wired out waiting for the sign
Coz your a risk and I'm borderline
All or nothing
You know thats how I play the game and I'm ready now
Man if you want me, come cross the line and
Slide up to 8 then lets take it
To the 9's
It's gonna be another lonely night
One more and I'm gonna die
Wired out waiting for the sign
Coz your a risk and I'm borderline
oooooooohhhh babyyyy
borderline x 7
It's gonna be another lonely night
One more and I'm gonna die
Wired out waiting for the sign
Coz your a risk and I'm borderline
ooooooooohhhhhhhh baby now
can yu feel it now
5 settembre 2006
[25] Auto: Delta HPE Concept


Se dici ad un dirigente Fiat che la gamma Lancia va avanti con 2 modelli (Ypsilon e Musa) prima ti fulmina con un'occhiata i fuoco, poi ci pensa su e ti guarda con un po' di paura mista timidezza. E tace.
Però le cose stanno cambiando, un po' di soldi sono arrivati dal divorzio con Gm e quindi i tecnici si sono messi subito al lavoro. La missione (ormai divenuta religiosa) era quella di dare un volto alla nuova Lancia Delta. Insomma di certo le linee erano di per se tracciate, visto che si parlava di Delta.
Ora siamo arrivati all'ultimo capitolo (o al penultimo, manca ancora il modello di serie), la presentazione della concept dalla cui deriverà il successore della due volumi tanto desiderata.
Per adesso le immagini non sono state confermate da Lancia, però di certo nelle prossime ora di sicuro arriverà la conferma. Insomma queste foto girano da qualche ora nel web e sembra provengano da fonti attendibili, nella stragrande maggioranza dei casi poi tutto si è dimostrato vero ed è arrivata la conferma della casa. In ogni caso la notizia è comunque rilevante.
Le mie impressioni: beh, giudicare da una foto è sempre difficile, però qualcosina posso dirlo. Intanto i puristi Lancia penso che rimarranno delusi (e un po' anche io), della Delta originale non ha nulla a che fare, questa è un'hatchback e oltretutto lunga ben 4,50 metri. Insomma ancora una volta alla Fiat hanno usato impropriamente il nome di un vecchio modello come specchietto per le allodole per attirare clienti. Il frontale se la cava molto bene, con un misto di linee che in parte si è già visto nei modelli Lancia attuali. Il frontale decisamente alto ha portato ad una fiancata con la linea dei finestrini poco lineare (a partire dal primo montante, poi va bene), nonostante sia ben riuscito il raccordo tra ultimo montante e il lunotto posteriore il retrovettura risulta abbastanza pesante, con una sorta di montante aggiuntivo tra fanali e lunotto. Nel complesso il posteriore sembra abbastanza pesante.
Insomma che dire, adesso rimane solo da vedere il modello di serie, che cosa avrà di questa concept. Io avrei preferito qualcosa di decisamente più compatto e sportivo, che ricordasse veramente la Delta. Magari qualcosa che si rifacesse di più alla concept Silnovo (FOTO UNO | DUE).
Update! Lancia ha confermato al paternità delle immagini, adesso per il modello definitivo dovremo aspettare fino al 2008. Sembra proprio che ci toccherà tenerci una crossover come successore della Delta...
Fonti: Autoblog.it | Omniauto.it
4 settembre 2006
[33] Musica: Joey Negro "Make a move on me"
Recensione
Altro bel disco che potremmo definire soul house, destinato ai club più commerciali.
Il brano porta avanti per quasi tutto il tempo il riff principale, ripreso da tastiera, basso e pianoforte. È praticamente questo l'elemento di spicco, che pur essendo quasi sempre presente non risulta noioso, viste le continue variazioni.
Forte del campione di "Lady bug" dei Bumblee Unlimited Joey Negro aggiunge poi una parte vocale decisamente originale (ad opera di Taka Boom, la sorella più giovane di Chaka Khan), con un misto tra la black music femminile e l'hip hop maschile americano.
Tutto sommato un buon disco da ascoltare parecchio, fatto apposta per divertire ma nonostante questo abbastanza sostanzioso.
La mia preferenza va soprattutto alla versione extended, decisamente più aggressiva rispetto alla versione radio edit che perde per strada il groove generale della canzone.
Testo / Lyrics
> I've been watching you, watching me / what you gonna do? / Let's stop playing these silly games / do what you gonna do //
> Oooh! You gotta / feel me, heal me, chase me / taste me! / Move me, sooth me, tease me / leave me! / Strip me, grind me / thrill me, feel me, / take me, make me / leave me, leave me!
[rit] Com’on make a move on me / Oh! Make a move on me! / Com’on make a move on me / Com’on makea move on me / Oh, make a move on me / Com’on make a move on me now boy
Com’on make a move on me / Oh yeah, baby / Com’on make a move on me / Oh make a move on me / Com’on make a move on me / Uh, make a move on me / Com’on make a move on me now boy / Yeah, make a move on me
Com’on make a move [x4]
> I promise you I won't bite / unless you want me to / (unless you want me to baby)
> I'll make love to you all through the night / if you need me to / (ah do you need it?)
[rit]
Video
Tutte le altre recensioni | Il video | Il testo
Musica | Recensione | House | Joey Negro | Make a move on me | Video | Testo | Lyrics
Altro bel disco che potremmo definire soul house, destinato ai club più commerciali.
Il brano porta avanti per quasi tutto il tempo il riff principale, ripreso da tastiera, basso e pianoforte. È praticamente questo l'elemento di spicco, che pur essendo quasi sempre presente non risulta noioso, viste le continue variazioni.
Forte del campione di "Lady bug" dei Bumblee Unlimited Joey Negro aggiunge poi una parte vocale decisamente originale (ad opera di Taka Boom, la sorella più giovane di Chaka Khan), con un misto tra la black music femminile e l'hip hop maschile americano.
Tutto sommato un buon disco da ascoltare parecchio, fatto apposta per divertire ma nonostante questo abbastanza sostanzioso.
La mia preferenza va soprattutto alla versione extended, decisamente più aggressiva rispetto alla versione radio edit che perde per strada il groove generale della canzone.
Testo / Lyrics
> I've been watching you, watching me / what you gonna do? / Let's stop playing these silly games / do what you gonna do //
> Oooh! You gotta / feel me, heal me, chase me / taste me! / Move me, sooth me, tease me / leave me! / Strip me, grind me / thrill me, feel me, / take me, make me / leave me, leave me!
[rit] Com’on make a move on me / Oh! Make a move on me! / Com’on make a move on me / Com’on makea move on me / Oh, make a move on me / Com’on make a move on me now boy
Com’on make a move on me / Oh yeah, baby / Com’on make a move on me / Oh make a move on me / Com’on make a move on me / Uh, make a move on me / Com’on make a move on me now boy / Yeah, make a move on me
Com’on make a move [x4]
> I promise you I won't bite / unless you want me to / (unless you want me to baby)
> I'll make love to you all through the night / if you need me to / (ah do you need it?)
[rit]
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