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28 novembre 2006

[31] Auto: Ford Mustang by Giugiaro


Torno a parlarvi di auto.
Questa volta è il turno di una concept che mi ha lasciato sbalordito. La Mustang interpretata dal nostro Giugiaro. Il problema di rappresentare una versione rivisitata della celebre Mustang non è parso al designer italiano.
Pur mantenendo i canoni estetici che hanno reso celebre quest'auto l'Italdesign ha dato la propria essenza a quest'auto.
A partire dalla parte in cui nessun limite è stato imposto alla fantasia, ovvero il posteriore. Il classico bagagliaio "rientrante" è rimasto ma tutto è stato rivisto. La pulizia di linee e i fari (divisi in 3 gruppi ottici) che mai si erano visti su una Mustang sono la firma di Giugiaro in questa vettura.
Per il resto tutto rimane fedele alla tradizione, la fiancata possente, il frontale con la classica calandra a trapezio rovesciato, la vetratura della fiancata.
Che altro aggiungere se non che appena visti i fari mi hanno fatto venire in mente la Serie 6 del signor Chris Bangle?? Boh, un deja-vu, non so, ma l'impressione è stata questa.

Per il resto, dopo la Brera (la concept) questa rimane secondo me una delle migliori concept di Giugiaro.

Immagini: Omniauto.it

26 novembre 2006

Ostentare? No, grazie. [parte 3]

50 Cent feat. Snoop Dogg
"P.I.M.P. (G-Unit remix)"
She got a thing for that Gucci, that Fendi, that Prada
That BCBG, Burberry, Dolce and Gabbana



25 novembre 2006

Splendido fondente



Che squallore...
Non so perché...
Non so, non mi vengono altre parole...

24 novembre 2006

Freddy was here

15 anni fa ci lasciava un unomo destinato ad entrare nella leggenda della musica.
Volevo solo ricordarlo a tutti.


Grande Freddy ;-)

23 novembre 2006

Ostentare? No, grazie. [parte 2]

Jay-Z
"Show me what you got"



Pagani Zonda?
Ferrari F430?
Questo è il problema...

parte 1 | parte 3

22 novembre 2006

Unire i puntini [parte 2]

Qualche post fa ho citato il discorso di Steven Paul Jobs, un discorso che nella sua semplicità mi ha colpito come una freccia e che condivido al 100%. La storia di un uomo che a modo suo ha cambiato il mondo, e che continua a farlo.
Infatti chiamatelo pure "effetto Sliding Doors" (eh eh Lacrimadiluna) oppure dite che il destino ha già deciso tutto per noi, io penso a questa storia. Penso solo che bisogna avere fiducia nel futuro.

O per lo meno questo è quello che ho sempre fatto,
quando ormai avevo perso tutte le speranze,
quando avrei voluto che tutto cambiasse a comando,
quando ho desiderato quello che non potevo ottenere,
quando magari ho pensato di cambiare tutto, ma proprio tutto,
quando poi non ho cambiato niente,
quando mi sono accorto che non avevo combinato niente,
che avevo sbagliato ogni cosa.

Ho sempre avuto un po' di fiducia nel futuro.

Non so perché, né per opera di chi, però una piccola candelina in mezzo alla tempesta era sempre accesa. Mi sono sempre detto di continuare a crederci.

Ora che quando guardo al passato non ho rimpianti, capisco che in fondo tutto era già scritto:
i successi a scuola, gli insuccessi all'università,
gli amici incontrati, gli amici persi,
le occasioni perse, le occasioni afferrate al volo
le risate, le lacrime,
i momenti felici, i momenti tristi
i momenti passati a pensare, i momenti in cui non ho mai pensato,
i giorni belli, i giorni brutti.

Tutto stava scritto da qualche parte. Univo i puntini senza sapere dove mi avrebbero portato, ora so che che niente era da buttare. Niente.

Scopro quello che non ho mai potuto vedere in maniera chiara: che se non ci fosse stato tutto il mio passato non ci sarebbe il mio presente.
Non sarei quello che sono, non avrei quello che ho.

Non potrei addormentarmi pensando alla mia Luna.

21 novembre 2006

Unire i puntini [parte 1]

La traduzione del discorso pronunciato da Steve Jobs, CEO di Apple e della Pixar il 12 giugno 2005, in occasione della cerimonia annuale per il conferimento delle lauree a Stanford.

La prima storia parla di “unire i puntini”.

Ho abbandonato gli studi al Reed College dopo sei mesi, ma vi sono rimasto come imbucato per altri diciotto mesi, prima di lasciarlo definitivamente. Allora perchè ho smesso?

Tutto è cominciato prima che io nascessi. La mia madre biologica era laureanda ma ragazza-madre, decise perciò di darmi in adozione. Desiderava ardentemente che io fossi adottato da laureati, così tutto fu approntato affinché ciò avvenisse alla mia nascita da parte di un avvocato e di sua moglie. All’ultimo minuto, appena nato, questi ultimi decisero che avrebbero preferito una femminuccia. Così quelli che poi sarebbero diventati i miei “veri” genitori, che allora si trovavano in una lista d’attesa per l’adozione, furono chiamati nel bel mezzo della notte e venne chiesto loro: “Abbiamo un bimbo, un maschietto, ‘non previsto’; volete adottarlo?”. Risposero: “Certamente”. La mia madre biologica venne a sapere successivamente che mia mamma non aveva mai ottenuto la laurea e che mio padre non si era mai diplomato: per questo si rifiutò di firmare i documenti definitivi per l’adozione. Tornò sulla sua decisione solo qualche mese dopo, quando i miei genitori adottivi le promisero che un giorno sarei andato all’università.

Infine, diciassette anni dopo ci andai. Ingenuamente scelsi un’università che era costosa quanto Stanford, così tutti i risparmi dei miei genitori sarebbero stati spesi per la mia istruzione accademica. Dopo sei mesi, non riuscivo a comprenderne il valore: non avevo idea di cosa avrei fatto nella mia vita e non avevo idea di come l’università mi avrebbe aiutato a scoprirlo. Inoltre, come ho detto, stavo spendendo i soldi che i miei genitori avevano risparmiato per tutta la vita, così decisi di abbandonare, avendo fiducia che tutto sarebbe andato bene lo stesso. OK, ero piuttosto terrorizzato all’epoca, ma guardandomi indietro credo sia stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Nell’istante in cui abbandonai potei smettere di assistere alle lezioni obbligatorie e cominciai a seguire quelle che mi sembravano interessanti.

Non era tutto così romantico al tempo. Non avevo una stanza nel dormitorio, perciò dormivo sul pavimento delle camere dei miei amici; portavo indietro i vuoti delle bottiglie di coca-cola per raccogliere quei cinque cent di deposito che mi avrebbero permesso di comprarmi da mangiare; ogni domenica camminavo per sette miglia attraverso la città per avere l’unico pasto decente nella settimana presso il tempio Hare Krishna. Ma mi piaceva. Gran parte delle cose che trovai sulla mia strada per caso o grazie all’intuizione in quel periodo si sono rivelate inestimabili più avanti. Lasciate che vi faccia un esempio:

il Reed College a quel tempo offriva probabilmente i migliori corsi di calligrafia del paese. Nel campus ogni poster, ogni etichetta su ogni cassetto, erano scritti in splendida calligrafia. Siccome avevo abbandonato i miei studi ‘ufficiali’e pertanto non dovevo seguire le classi da piano studi, decisi di seguire un corso di calligrafia per imparare come riprodurre quanto di bello visto là attorno. Ho imparato dei caratteri serif e sans serif, a come variare la spaziatura tra differenti combinazioni di lettere, e che cosa rende la migliore tipografia così grande. Era bellissimo, antico e così artisticamente delicato che la scienza non avrebbe potuto ‘catturarlo’, e trovavo ciò affascinante.

Nulla di tutto questo sembrava avere speranza di applicazione pratica nella mia vita, ma dieci anni dopo, quando stavamo progettando il primo computer Machintosh, mi tornò utile. Progettammo così il Mac: era il primo computer dalla bella tipografia. Se non avessi abbandonato gli studi, il Mac non avrebbe avuto multipli caratteri e font spazialmente proporzionate. E se Windows non avesse copiato il Mac, nessun personal computer ora le avrebbe. Se non avessi abbandonato, se non fossi incappato in quel corso di calligrafia, i computer oggi non avrebbero quella splendida tipografia che ora possiedono. Certamente non era possibile all’epoca ‘unire i puntini’e avere un quadro di cosa sarebbe successo, ma tutto diventò molto chiaro guardandosi alle spalle dieci anni dopo.

Vi ripeto, non potete sperare di unire i puntini guardando avanti, potete farlo solo guardandovi alle spalle: dovete quindi avere fiducia che, nel futuro, i puntini che ora vi paiono senza senso possano in qualche modo unirsi nel futuro. Dovete credere in qualcosa: il vostro ombelico, il vostro karma, la vostra vita, il vostro destino, chiamatelo come volete... questo approccio non mi ha mai lasciato a terra, e ha fatto la differenza nella mia vita.

Ostentare? No, grazie. [parte 1]

Snoop Dogg feat. Pharrel Williams
"Drop it like it's hot"


19 novembre 2006

[9] Moda: Fiat 500 sportwear

Fiat ritorna. E dopo la partership con Hydrogen Jeans adesso toca a Rites (gli abiti sono distribuiti da Brama Sportwear) e sono dedicati alla nuova 500 (autoblog.it) che uscirà fra meno di un anno e dovrebbe fare la sua comparsa al salone di Francoforte nel 2007.
Caratteristica degli abiti il logo vintage della "vecchia" 500, una delle auto italiane più conosciuta all'estero.


Diversamente dalla serie precedente questa felpa mi sembra che goda di una maggiore eleganza e di un maggiore effetto vintage.
Ovviamente per puro spirito di curiosità aspetto qualche altra informazione, sui prezzi ad esempio che immagino saranno allineati con quelli della precedente produzione (ma sopratutto con il fatto che come al solito ci devono guadagnare in 3 ditte, anche 4 aggiungendo i negozi).

Fonte: VeryCool.it

17 novembre 2006

[54] Musica: Girl Power!

Oggi si parla di house commerciale, abbastanza tendente al progressive. Per intenderci siamo quasi sui livelli di "My arms keep missing you", quindi ritmi veloci, e aggressività a 1000,brani giusti per un dancefloor scatenato, un po' meno da essere ascoltati a casa. Entrambi hanno a che fare con ragazze, visto che sono cantati proprio da queste, e secondo me è il tocco femminile che rende a questi due brani una propria dignità.

Kate Smith "Party -for the weekend- (Judge Jules remix)"
Tastiere e ritmi velocissimi caratterizzano questo brano. Le tastiere e il basso dettano il ritmo forse più che la cassa in generale. A rendere il brano piacevole contribuisce una voce femminile molto piacevole e decisamente appropriata a questo genere di brano che a parer mio potrebbe avere un effetto ancora migliore dal vivo in discoteca.
Nel complesso un'ottima canzone da ascoltare ma soprattutto da ballare senza tante pretese.

September "Satellites"
Intro abbastanza "pesante" con sonorità che ricordano la musica più progressive, e una cassa che si rifà alla moda lanciata da Naive qualche anno fa. Il ritmo si fa leggermente più lento rispetto al brano precedente, nonostante questo rimane una di quelle canzoni adatte ad essere usata come stacchetto per le veline, di certo di house ha molto poco, siamo molto più vicini alla dance (quella genuina di inizio millennio).

Ovviamente se siete appassionati di house come vi consiglio di evitare questi due brani, però se in discoteca avete a che fare con un pubblico giovanile, molto giovanile, di certo vi fare apprezzare.

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13 novembre 2006

Il diavolo veste Prada


Finalmente dopo un po' di tempo sono andato anche io a vedere questo film.
Di solito sono più appassionato di film "impegnativi", magari a tema storico, però dai, ogni tanto ci vuole una seratina tranquilla, di quelle in cui si pensa solo a divertirsi e ad essere felici.
Quindi decido di vedere questo film e giudicare se veramente è uno di quei film che tutto sommato meritano di essere promossi.
Il mio giudizio è diretto: il film passa, e secondo me cercando di calarsi nella storia e nell'ambientazione un bel 8 non glielo toglie nessuno.
La storia tutto sommato non è altro che una rivisitazione in chiave moderna di Cenerentola, o forse il Brutto Anatroccolo.
Non starò a raccontarvi la trama (sinceramente alla fine sono rimasto un po' perplesso, ma forse ero io che non ho seguito il film in modo impeccabile...) ma di per sé è estremamente semplice, la classica storia della ragazza vestita male (insopportabile visto che lavora in un ambiente modaiolo) che con impegno e arguzia riesce a cambiare la situazione a proprio favore, raggiunge fama e successo però alla fine decide di ritornare "normale" per non perdere l'amore.
Insomma non è questo il punto. Piuttosto il film è estremamente curato dal punto di vista "fashion". Nel film compare praticamente ogni qual sorta di "must" o feticcio che manda in subbuglio ogni fashion victim (ma anche i meno estremisti della moda), e pure gli appassionati di computer visto che non mancavano mai sulle scrivanie qualche notebook Apple o display con la mela.

Insomma un film abbastanza semplice nella sua struttura quanto efficace nella sua realizzazione. Da guardare di certo in compagnia femminile ma soprattutto se si apprezza il mondo della moda almeno un pochino.

12 novembre 2006

Work in progress...


Ultimamente sono un pochetto assente, lo so.
Solo che tra università e altri mille impegni (alcuni anche molto piacevoli) non mi è rimasto molto tempo.
Non preoccupatevi, mi sto rimettendo in carreggiata e tempo qualche giorno torno presente nel blog.
Thanks

11 novembre 2006

È strano...

È strano...
... come la vita possa cambiare nel giro di un anno.

Un anno fa: ingegneria, Vicenza. Ora: diritto dell'economia, Padova. Nuovi amici, nuove persone incontrate, un nuovo ritmo di vita, nuovi orari.
E pensare che fino ad un anno fa tutto ciò era lontanissimo, invisibile, inimmaginabile.

La vita può cambiare. Da un momento all'altro.

Ti volti e vedi che tutto quello che hai fatto o non fatto in un anno cade nel baratro. Tutto è irrecuperabile.
Ti guardi avanti e capisci che nulla sarà più come prima. Guardi avanti ma in realtà non vedi niente. Niente confronti, niente punti fermi.
Poi un giorno in un pomeriggio annoiato sul solito autobus, ti fermi a guardare fuori dal finestrino, senza un punto fisso, osservi il solito paesaggio che ti passa distrattamente davanti agli occhi e capisci.

Capisci che la vita è cambiata. Da un momento all'altro.

È strano...
... come la vita possa cambiare in 24 ore.

Non ci credevo. Ora ci credo.
Thanks God

9 novembre 2006

Velvet: first contact


Vi avevo promesso che avrei parlato di questa rivista se mi fosse piaciuta.
Secondo me è un ottimo giornale, soprattutto considerato il prezzo: 1 euro in più rispetto al prezzo del giornale, poi non so se in futuro verrà a costare di più, però fino ad un paio di euro oltre al prezzo del giornale una volta al mese posso spenderli.
Non ho avuto tempo di scrutare ogni singola pagina nei minimi dettagli ma ho dato un'occhiata in generale (leggendo alcuni articoli) trovandolo veramente ben fatto.
Veramente ottima la rubrica dedicata ai personaggi che hanno creato la moda, nel primo numero si parla di Coco Chanel.
Per il resto secondo me è stata mantenuta anche la promessa che il giornale sarebbe stato unisex, infatti c'è il giusto spazio per il mondo maschile e per quello femminile.
Il packaging raggiunge livelli estremi, 580 pagine, quasi un kilo di peso e un formato piuttosto imbarazzante. Se da una parte è di certo un impegno viaggiare con questa rivista nella borsa (come ho fatto io...) visto che si parla di moda mi sembra utile avere un formato che permetta immagini ampie e dettagliate.
La grafica è tutt'altro che formale, ma molto bizzarra e originale, nella quasi totalità dei casi però mai fastidiosa e eccessiva.
In molti parlavano del fattore pubblicità: circa 270 pagine sono dedicate alle inserzioni pubblicitarie, tutto sommato io apprezzo queste cose. Intanto per il fattoc he in molti casi si tratta sempre di vedere nuovi vestiti, secondo perché la pubblicità esprime il modo di presentarsi di un brand, la genialità di coloro che la creano e non ultimo aiutano a tenere basso anche il prezzo del giornale.

Altri articoli sulla moda

7 novembre 2006

Velvet: countdown


Oggi mi rivolgo a tutti gli appassionati di moda e di fashion style in generale.
Tutto sommato non ho molto da dire. Io mi son già segnato la data di giovedì 9 novembre sull'agenda. Questo giorno infatti esce Velvet, il primo magazine di Repubblica dedicato al mondo della moda (il primo numero in edicola ad 1 euro oltre il prezzo del giornale e di 580 (!) pagine)
Sinceramente ho letto qualche articolo a riguardo e la rivista mi incuriosisce parecchio sopratutto per il fatto di essere "unisex", adatta sia ad un pubblico maschile che ad un pubblico femminile.
Non mi resta che aspettare, se ne vale la pena (come è avvenuto con Style Magazine, questo è rivolto ad una clientela maschile) ve ne parlerò prestissimo.

6 novembre 2006

[53] Musica: Shaft "Mucho Mambo -Sway- (Knee Deep remix)"

Ho sempre avuto un debole per i remix di Knee Deep, questa opera secondo me è il miglior punto di partenza per avvicinarsi a questo remixer.
Anzi questo brano ne rappresenta un po' il manifesto dello stile. Sonorità latine, raffinate, fiati e pianoforte, chitarra acustica e un'inconfondibile stile house che tende al lounge.
Siamo abbastanza distanti dal tormentone creato esclusivamente per essere suonato nei locali più modaioli, quello che ho soprannominato effetto "Serenissima" (1) si fa sentire: come negli altri casi nonostante il brano sia stato creato per i dancefloor si rivela più piacevole ad essere ascoltato con tranquillità (locali lounge, o seduti in poltrona) che ad essere ballato in modo scatenato.
La versione estesa parte con un crescendo di percussioni che delineano lo stile house del brano, fino a giungere al punto in cui si incomincia a intuire il genere votato al latin, e poi verso il finale un bellissimo assolo di chitarra (che mi ricorda un po' "Volare") che si inserisce perfettamente nel contesto.
Un paio di parole per la versione originale: anche questa non manca del suo fascino latino, però si intuisce chiaramente che siamo di fronte a sonorità che creano meno atmosfera rispetto a quelle di Knee Deep, insomma il brano manca di "quel qualcosa" che lo rende speciale, che solo nella versione remixata riusciamo a trovare.

Secondo me questo brano in inverno è di sicuro meno banale che in estate, grazie ad uno stile semplice e "caldo" questo brano riscalda le lunghe giornate invernali, di certo ormai ha assunto una posizione da ever green.

In conclusione Knee Deep sviluppa il brano in modo da essere facilmente apprezzabile dal grande pubblico, con uno stile latino e moltissimi elementi che si rifanno a melodie pop-lounge (una chitarra che verso la fine del brano sembra accennare ad una famosissima hit di Modugno) da ascoltare apprezzando ogni piccola sfumatura.

(1) Altri brani del genere (clicca su titolo per la recensione):
"2 million ways" C-Mos
"Veridis quo" Daft Punk
"Woz not woz" Steve Angello & Eric Pridz
"Acknowledgement" Modjo
"Four to the floor" Starsailor
"La Serenissima" T&F vs Moltosugo

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3 novembre 2006

Per gli appassionati...

Title: "Hurt"
Artist: Christina Aguilera
Director: Floria Sigismondi+Christina Aguilera
Producer: Linda Perry
Writers: Christina Aguilera, Linda Perry, Mark Ronson
Album: "Back to basics"
Year: 2006


L'esibizione agli Mtv VMA

2 novembre 2006

Battisti


1 novembre 2006

[30] Auto: Fiat Linea

Image

Come suggerito da Jeby, questa volta si discute della nuova Fiat Linea che debutta al salone di Istanbul.
Di solito le rivisitazioni in chiave 3 volumi di auto nate come a 2 volumi non sono sempre riuscitissime. Anzi in molti casi sono sempre abbastanza goffe, poco slanciate, con un terzo volume vistosamente fuori posto.
Quando ho però visto le foto della Linea ho subito apprezzato il grande impegno del centro stile di Fiat Auto.
Il progetto come potete leggere dalle fonti è stato coordinato da Frank Stephenson (creatore della Mini e presente anche nel team di sviluppo del design della Maserati Quattroporte) e la vettura finale è di circa 50 centimetri più lunghi della Punto a 2 volumi.
Che altro dire sul design? Beh, a me sembra veramente riuscita, tutto sommato la vettura gode di vita propria, nel senso che non è un collage di auto ed elementi già visti, il frontale è stato leggermente rivisitato e pur riprendendo le linee della Grande Punto si notano le differenze, come nel posteriore dove i fari hanno un ottimo disegno e si raccordano in modo ottimale con la fiancata.
La fiancata è pulita e sobria, con la finestratura a mezza luna è molto apprezzabile.
Non so come ma a vederla di tre quarti è venuto in mente per circa mezzo secondo la concept Focus Vignale di Ford.

Fonti: Autoblog.it | Omniauto.it