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20 febbraio 2013

Canon 6D. La mia recensione e prova pratica.

canon 6d

Arrivata da qualche settimana la nuova Canon 6D, vediamo di spendere qualche parola "leggibile", per chi volesse passare alla nuova entry level del mondo full frame di Canon. Come per la recensione dell'obiettivo Tamron 24-70mm f/2.8 VC USD cercherò di fare qualcosa di "leggibile", senza mille tecnicismi o senza andare a vedere crop al 100% di foto a 102.500 ISO, che spesso sono solo inutili fantasie mentali da forum. Vediamo sulla carta come se la cava.

Provengo da una 600D, per cui sarà questo il mio termine di paragone, che dovrebbe essere un po' quello che vuole Canon, visto che in teoria chi ha una 5D mark II dovrebbe puntare sulla 5D mark III, non sulla 6D.

Dimensioni. La 6D sta a metà tra una 600D e una 5D. Non trovavo particolarmente scomoda la più compatta 600D però devo dire che questa 6D è ancora più comoda da impugnare nonostante pesi di più. Certo chi ha le mani un po' grandi forse farebbe bene a prendere anche un battery grip che ne aumenterebbe il peso ma renderebbe decisamente più facile tenerla tra le mani.

Battery grip. Io ho preso un battery grip Meike compatibile su eBay. Il battery grip è un normalissimo battery grip compatibile, che replica le fattezze di quello originale in fatto di forma ma non di materiali. Non è tropicalizzato, il tasto di scatto non ha lo stesso feeling di quello originale ma funziona e si lascia usare. Adesso in molti si lamenteranno del fatto di spendere certe cifre per una 6D e andare a lesinare sull'impugnatura con doppia batteria. Non ci vedo nulla di male, costa un quarto dell'omonimo Canon e se non si deve andare a fare safari in  mezzo a tempeste di sabbia va più che bene. Io l'ho preso semplicemente perché per scattare book fotografici è più che adeguato (visto che si scattano numeroso foto in verticale), si lavora in studio e in qualche location all'aperto e non c'è particolare bisogno di avere attrezzature a prova di proiettile, ma solo di un'impugnatura migliore (il dito mignolo ha la sua parte con questo battery grip, assicurando una presa ancora migliore). Insomma, credo che ognuno debba analizzare la propria attività e poi prendere la decisione migliore.

Materiali. Sui forum sono scoppiate feroci lotte riguardante il corpo non interamente in lega di magnesio o la tropicalizzazione a livelli medio-buoni. Il corpo ha la parte superiore in plastica in modo da far funzionare gps e wi-fi. È un buon compromesso perché comunque la reflex si presenta bene, senza scricchiolii o punti deboli. Rispetto alla 600D è un ottimo passo avanti. È anche dignitosamente tropicalizzata, giusto per qualche goccia d'acqua e un po' di polvere, per chi non fa cose estreme è ottima er il 99% dei casi. Certo ragazzi se fate una scampagnata con Bear Grylls evitate di portarvela via, anche perché sappiamo che non è proprio un tipo da "passeggiata tranquilla sui colli".

Pulsanti. Quando la si prende in mano si nota subito come sembrano esserci decisamente meno pulsanti rispetto ad una 5D ma anche meno rispetto alla 600D. In realtà rispetto alla 600D ci sono più o meno gli stessi tasti solo che molti sono spostati sulla parte superiore vicino al minidisplay. La cosa importante è che tutti sono al posto giusto, vicino alle dita che dovranno premerli.
I tasti hanno un feedback davvero morbido, con una corsa più lunga dei tastini "plasticosi" delle reflex più economiche, danno veramente l'impressione di qualcosa ben costruito destinato a durare molto a lungo. Anche il tasto dello scatto ha un feeling completamente differente rispetto a quello di una 600D, è più morbido, fa meno "click", è più sensibile. Diverso ma mi piace molto.
Comoda la ghiera che ruota (la facevo più fluida però dopo poco ci si fa l'abitudine) con al centro un tasto ad 8 direzioni. Anche questa ha suscitato un po' di polemiche tra quelli che preferiscono il joystick della 5D mark III e quelli che non soffrono la sua assenza. Io sono tra questi ultimi, visto che ho provato il joystick della 7D e non sono rimasto convintissimo.
Comodo il tasto per cambiare gli ISO che ha un "profilo" diverso da quello degli altri, lo si può sentire senza staccare l'occhio dal mirino.

Rispetto alla 600D c'è una cosa molto interessante quando si usa la macchina in A (priorità di diaframmi). Si può impostare un tempo "limite", sotto il quale non scendere mai. In molte occasioni può tornare utile, soprattutto quando le condizioni di luminosità cambia

Gli sportelli del vano batteria e di quello della SD card sono a molla. Vuole dire che quando premete il tasto per sbloccarli si aprono automaticamente. Non che sia indispensabile, ma fanno comunque un bell'effetto.
A proposito di SD è quasi inutile dirlo ma a differenza della 5D mark II, questa reflex usa schede SD, con le quali io vado più d'accordo ma che per alcuni professionisti potrebbe essere un piccolo limite visto che ad esempio alcune reflex hanno due slot SD oppure come la 5D mark 3 hanno uno slot per le SD e uno per le CF. Diciamo che il limite è per chi ad esempio arriva da una 7D o da una 5D mark II che usano memorie CF. Sinceramente se usate SD da 32GB prima di riempire la scheda farete ora ad esaurire la batteria. Capisco che possa essere una perdita di tempo cambiare SD ma sinceramente faccio comunque fatica a considerarlo un problema.

Anche il rumore dello scatto è diverso, è un po' più "cupo", ovattato. Credevo che essendo il sensore grande il doppio (e di conseguenza anche lo specchio che si deve muovere su e gù e pure l'otturatore) una reflex full frame fosse più rumorosa ed invece è il contrario. Credo che il corpo in magnesio contribuisca ad attutire il rumore che proviene dallo scatto. O magari è semplicemente una costruzione diversa. Notevole anche lo scatto "silenzioso", davvero molto efficace nel ridurre il rumore di scatto.

L'autofocus è davvero incredibile. In Canon specificano che è sensibile fino a -3 EV, che detto così non ha molto effetto. L'ho provata nel weekend nel locale dove solitamente faccio foto e la macchina unita ad un obiettivo come il 17-40mm f/4 L USM non ha mai sbagliato un colpo. Io uso sempre il punto centrale per mettere a fuoco (e casomai poi ricompongo l'immagine) che semplifica la vita, però rispetto alla mia 600D è comunque un sorprendente passo avanti. I punti laterali sono molto buoni, non velocissimi come quello centrale ma comunque precisi. Leggendo un po' di opinioni in internet sembra che i punti laterali siano più o meno sensibili come quelli della 5D mark II ma più precisi. [In ogni caso anche la 600D ha un AF di tutto rispetto che non mi ha mai dato particolari problemi, anche in locali dove la luminosità spesso è carente].

Non ha il flash integrato. I vostri amici Nikonisti ve lo rinfacceranno a vita, però... c'è un però. Stiamo parlando di una reflex professionale (seppur entry level), che non ammette mezze misure, per cui il minimo che ci aspetta è che si abbia un flash esterno decisamente più versatile. Io non ne sento minimamente la mancanza, anzi, nella 600D, pur avendolo, in due anni non l'ho mai usato e mi ha sempre fatto abbastanza orrore anche solo pensare di tirarlo fuori.

Adoro il mini display sulla parte superiore della macchina, che consuma molta meno batteria rispetto a quello LCD e che ha tutte le informazioni necessarie allo scatto. C'è anche un tastino dedicato che permette di attivare la retroilluminazione e poterlo vedere al buio. Oltrettutto è ben usabile anche sotto il sole, a differenza del monitor LCD.

Ormai è ufficiale, la 6D ha problemi con le batterie non originali, quelle compatibili per intenderci. Nonostante monti il modello LP-E6 (lo stesso di 7D, 60D e 5D mark II) chi avesse una di queste tre macchine non pensi immediatamente di "condividere" le batterie con la 6D. Il problema è che le batterie hanno un chip che le identifica e fornisce alla macchina le informazioni riguardo la carica e che probabilmente i produttori di batterie compatibili dovranno aggiornare in vista della 6D.
Così se montate una batteria compatibile (come ho fatto io) la macchina vi dirà che non riesce a comunicare con la batteria. Poco male perché comunque si può scattare nonostante l'indicatore della batteria non funzioni (è vuoto come se la batteria fosse scarica). Il problema è quando la si va a caricare con il caricabatterie originale che non riconoscendo la batteria non la caricherà.
Adesso in molti avranno da ridire sul fatto che si spendano quasi 2.000 euro di macchina e si vada a lesinare sulle batterie ma bisogna ricordare che (1) le batterie originali seppur certificate e controllate hanno comunque cifre alte e sono pur sempre batterie "normali", (2) ci sono produttori di batterie compatibili che producono ottime batterie a metà prezzo (non batterie di infima qualità da 5-10 euro) e che sono comunque validissime.
Le soluzioni sono 3, puntare solo su batterie originali, chiedere al venditore se la batteria è compatibile al 100% con questa reflex, comprare un caricabatterie non originale in grado di caricare queste batterie. Ho scelto la terza opzione, si rinuncia all'indicatore di carica ma comunque si hanno buone prestazioni (oltretutto ci sono caricabatterie non originali che costano meno di 30 euro e che contengono una batteria, il cavo per collegarlo alla rete elettrica, quello per collegarlo all'accendisigari dell'auto e anche un cavo USB nel caso voleste tenere il caricabatterie sempre accanto al PC.

Gestione ISO. Incredibile è la prima parola che mi viene in mente perché a differenza delle normali reflex entry level (vedi 1000D o 600D) qui siamo davvero su altri pianeti. Scattare a 3200 ISO è qualcosa che lascia a bocca aperta per l'incredibile pulizia dell'immagine. Se ne potrebbe parlare ore o stare a leggere minuziose recensioni ma è innegabile che questa macchina alza notevolmente il livello anche rispetto ad una macchina come la 5D mark II e in qualche test supera addirittura le 5D mark III.


9 gennaio 2013

Guida | Bokeh ed effetto sfocato. Il mio tutorial

Camera: Canon 600D
Lens: Canon EF-S 17-55mm f/2.8 IS USM
EXIF: 1/20s | 55mm | f/2.8 | ISO 160
Credo che sia una delle più cose più belle della fotografia o per lo meno tra quelle che più mi piacciono, parlo del cosiddetto effetto "bokeh", quell'effetto sfocato nello sfondo che rende le fonti di luce rotonde, quasi come dei "palloncini". È più facile guardare alcune foto (qui su Google) che non spiegarlo.

Magari in molti credono che sia qualcosa di estremamente complicato e costoso da ottenere ma con i mezzi giusti si scopre che non è necessario avere macchine professionali per ottenere degli sfocati suggestivi.
L'unica cosa che dovete sapere è che per ottenere un ottimo effetto bokeh è necessario avere obiettivi molto luminosi con una grande apertura, almeno f/2.8 oppure operare ad una lunghezza focale che sia la più lunga possibile. Altra cosa utile è che il soggetto da fotografare sia il più distante possibile dalle luci nello sfondo che dovranno risultare sfocate.

Perché dicevo che non servono attrezzature costosissime? Ve lo spiego subito con qualche esempio (sono molto più pratico di Canon che non di Nikon, ormai lo sapete, per cui faccio riferimento al marchio bianco/rosso ma bene o male le istruzioni rimango le stesse anche per il competitor).
  • Una reflex. Può andare bene anche la più entry level delle Canon, la 1100D. Più le reflex sono economiche e più lo saranno il loro sensore, per cui occhio agli ISO, si dovrà necessariamente evitare di superare i 200 ISO per risultati i più puliti possibili.
  • Un obiettivo luminoso. Il Canon EF 50mm f/1.8 II è la prima scelta. Costa poco più di un centinaio di euro ed è quasi una tappa obbligata per chi si avvicina alla fotografia, nonostante su sensori APS-C (quindi con focale da moltiplicar per 1.6) equivalga ad un 85mm può comunque essere utile per ritratti e primi piani.
  • Un cavalletto. L'obiettivo sopra non è stabilizzato (ma i 50mm o, in generale, gli obiettivi con grandi aperture non lo sono mai) quindi vi conviene avere la mano molto ferma o ricorrere ad un supporto. A maggior ragione se non avete una macchina full frame (Canon 6D, 5D) visto che come dicevo sopra il 50mm diventa un 85mm (quindi dovrete fotografare ad almeno 1/85 di secondo per evitare il micromosso). Per partire può andare bene anche un cavalletto da 30 euro.
Non serve molto altro. Adesso in molti mi chiederanno allora  a cosa può servire spendere migliaia di euro per macchine e obiettivi costosi? Diciamo che una macchina costosa non è sinonimo di belle foto ma aiuta molto.
Ad esempio il 50mm 1.8 potrebbe essere sostituito da uno con un Canon EF 50mm 1.4 USM che ha un autofocus più veloce e decisamente più preciso. In termini di luminosità poi da 1.8 ad 1.4 si parla quasi del doppio e un'apertura più grande significa un effetto bokeh migliore. Però costa più del triplo.
Mettiamo poi che siete all'aperto, non volete usare il flash, la luminosità non è un granché e non volete usare il cavalletto (che d'altronde uno solitamente non gira sempre con un cavalletto in tasca). Un obiettivo stabilizzato sarebbe ottimo perché vi permette di scendere ben oltre quel 1/60 (su full frame) o 1/85 (su APS-C), potreste arrivare abbastanza tranquillamente a tempi come 1/20 di secondo. Purtroppo la stabilizzazione costa parecchio, se poi prendete la messa a fuoco ultrasonica (USM) e la unite alla stabilizzazione le cifre si fanno importanti. Se volete farvi del male aggiungeteci pure un'ampia apertura e la frittata è fatta. Vengono fuori cose come l'EF-S 17-55 mm f/2.8 IS USM oppure per full frame l'EF 24-70mm f/2.8L II USM (non è stabilizzato ma costicchia lo stesso), oppure il Tamron 24-70mm f/2.8 VC USD.
Mettiamo che dobbiamo accontentarci dell'apertura 2.8 ma non è sufficiente, l'ideale sarebbe alzare gli ISO, ma con una Canon 1100D a che livelli possiamo arrivare senza generare foto con troppo rumore (o grana)? Ecco che allora si passa alla gamma xxxD, poi a quella xxD (che aggiunge autofocus in grado di lavorare dignitosamente anche al buio), fino ad arrivare a modelli come 6D e 5D che hanno una gestione degli alti ISO molto più soddisfacente e AF di primo livello anche in condizioni di scarsa illuminazione.

Ecco spiegato tutto nella maniera più semplice possibile.

Qui di seguito due foto, scattate a mano libera, con la sola luce delle lucette dell'albero natalizio. Potete notare come a 2500 ISO la macchian faccia fatica a contenere il rumore (che ho comunque ridotto leggermente in post produzione.
Camera: Canon 600D
Lens: Canon EF 50mm f/1.4 USM
EXIF: 1/60s | 50mm | f/1.4 | ISO 2500
Camera: Canon 600D
Lens: Canon EF-S 17-55mm f/2.8 IS USM
EXIF: 1/8s | 55mm | f/2.8 | ISO 1250
Ricordatevi che siete voi, con la vostra tecnica, la vostra inventiva, a fare le foto, non la vostra macchina.

27 aprile 2012

Obiettivo Tamron AF 17-50mm f/2.8 XR Di II LD IF. Recensione ed opinioni

obiettivo lense tamron 17-50 f2.8

Poter disporre di un obiettivo con la stessa luminosità su tutta la lunghezza focale è un po' il pallino di molti fotografi, meglio se la luminosità si attesta su valori di apertura come 2.8 che permettono di scattare sfruttando il più possibile la luminosità dell'ambiente e offrono un notevole effetto sfocato che stacca le figure in primo piano dallo sfondo. Purtroppo però si deve molto spesso fare i conti con questioni di budget e lunghezza focale, perché se a partire dalla lunghezza focale minima spesso è facile avere avere aperture abbastanza ampie quando si inizia a "zoomare" l'obiettivo si fa sempre meno luminoso. Si, può ovviare al problema ma ovviamente si entra nel fattore budget con obiettivi che per mantenere la stessa luminosità per tutta la focale iniziano a chiedere cifre piuttosto consistenti.

Nel panorama si è imposto però un marchio che con un budget piuttosto basso riesce a dare risultati molto spesso buoni, sto parlando del Tamron SP AF 17-50mm f/2.8 XR Di II LD IF, ovviamente abbreviato in Tamron 17-50mm f/2.8 anche perché molte di quelle sigle all'appassionato di fotografia (non al professionista nemmeno servono). Quello che serve sapere è la mancanza della sigla VR che indica la stabilizzazione, SP indica che stiamo parlando della serie con performance avanzate, LD indica un elemento ottico a bassa dispersione al suo interno (in soldoni più qualità) e ultima, ma forse più importante quella doppia sigla Di II ci fa capire che si tratta di un obiettivo progettato esclusivamente per reflex con sensore APS-C, quindi niente Full Frame (teoricamente credo si possa montare anche su queste ultime, pena una vignettatura che rende la foto inutilizzabile).

In questo caso sarò breve, non ho moltissimo da dire su questo obiettivo che con il suo prezzo (circa la metà dell'omologo Canon) riesce a dare comunque le sue soddisfazioni. Il meglio di sé però lo da in condizioni di luminosità buona, più difficile è sfruttarlo (seppur corredato di flash) in situazioni in cui la luce è davvero molto scarsa.
Qualità. All'aperto, o magari a casa, di giorno (con un flash se siete in interni) questo obiettivo dimostra che non ha nulla da invidiare a modelli più costosi, quando però la luce scarseggia e si scende ai tempi minimi consentiti il risultato è buono, ma non buonissimo. Avendo scattato anche con il Canon 50mm f/1.4 USM a 2.8 la differenza si nota. La qualità è leggermente meno pulita, con un'immagine un po' più "pastosa", che non mi ha soddisfatto moltissimo.
Auto Focus. Anche qui valo lo stesso discorso di prima, perché parliamo di un autofocus comunque "classico" che se la cava bene quasi in ogni situazione, ma non abbiamo le performance USM di Canon che portano la precisione e la velocità su un livello superiore. Si sa, si fa presto ad abituarsi a certe cose. Non ultimo la tanto discussa rumorosità dell'autofocus che è sempre difficile misurare. Posso dire che avendo la fotocamera a livello occhi il rumore si percepisce, passando dal Canon 15-85mm f/3.5-5.6 IS USM a questo sembra quasi di avere uno spazzolino elettrico molto vicino al proprio naso, ma dopo qualche scatti ci si fa comunque l'abitudine, non credo sia nulla di cui preoccuparsi se l'ambiente è magari rumoroso, con più persone che chiacchierano come potrebbe essere una festa o un locale con un po' di persone. Se siete in salotto, senza rumori, quel "zzzz-zzz" potrebbe incuriosire chi vi sta davanti.
Costruzione. L'obiettivo è ben costruito, l'attacco è in metallo e il corpo in plastica. In ogni caso piacevole al tatto, da la sensazione di robustezza. Il filtro anteriore è da 67mm il che significa che comunque i vari filtri verranno qualcosina in meno rispetto a quelli del Canon 15-85 che ha un diametro di 72mm. Sarà l'impatto iniziale ma la ghiera dello zoom è leggermente più dura rispetto a quella di altri obiettivi che ho provato, non merita il massimo dei voto a differenza della ghiera del focus che per posizione e fluidità è tra le migliori che abbia mai provato (più comoda anche di quella del Canon 15-85mm).

Giunti alla fine questo obiettivo si merita un bel voto. Certo mi sarei aspettato qualcosina in più, ma considerando che la versione stabilizzata sembra essere assolutamente all'altezza della situazione (né confrontato con questa versione né tantomeno con il corrispettivo Canon) possiamo dire che questo obiettivo non se la cava per nulla male, anzi, se ci si aggiunge il fattore prezzo si potrebbe mettere nella lista dei must.

Per gli appassionati, la recensione, decisamente più tecnica (ed in inglese) di the-digital-picture.com

20 aprile 2012

Canon EF-S 15-85 IS USM. La recensione di un principiante.

canon 15-85 f/3.5-5.6 is usm

Ci ho pensato parecchio prima di comprare questo obiettivo, alla fine dopo aver valutato a lungo cosa mi servisse veramente e l'estensione focale ho puntato su questo prodotto.
Generalmente mi occupo di fotografare eventi e feste in locali, di notte, in spazi ristretti e con poca luminosità. Il problema della luminosità dell'obiettivo non si pone (nonostante f/3.5-5.6 non siano valori eccellenti) visto che comunque il tutto è aiutato dal mio Nissin Di866 Mark II (di cui vi parlerò un'altra volta).

Ecco le caratteristiche, giusto per dovere di cronaca, passerò poi ad esprimere le mie opinioni:
  • Zoom standard EF-S, ad alte prestazioni e versatile 5,6x, equivalente a 24 -136 mm
  • Stabilizzatore d'immagine fino a 4 stop
  • Rilevamento automatico del panning e del cavalletto
  • Distanza minima di messa a fuoco pari a 0,35 m
  • Lente asferica e UD
  • Rivestimenti antiriflesso Super Spectra
  • Apertura a 7 lamelle

Pro
  • L'obiettivo parte da 15mm e questo lo rende adatto a luoghi che spesso possono essere affollati e dove si deve far stare in un''inquadratura più gente possibile senza doversi allontanare troppo dai soggetti da inquadrare o comperare un fish-eye. Ovvio che a questi livelli ci sarà un po' di distorsione ma non trattandosi di foto che hanno a che fare con l'architettura il problema non si pone ed è comunque sistemabile con un po' di fotoritocco.
  • Per uno che non ha mai disdegnato la compagnia del 18-55mm IS II fornito in kit con l'acquisto della reflex questo obiettivo rappresenta comunque un passo avanti enorme in termini di qualità. La qualità dell'obiettivo è quanto di più vicino alla serie L di Canon, che include gli obiettivi di punta con attacco solamente EF (e non EF-S come questo).
  • La nitidezza è davvero sorprendente e se fotografate all'aperto o in buone condizioni di luce lo noterete subito, se avete un buon flash anche nelle foto in interni noterete una decisa differenza.
  • L'autofocus, è dotato del sistema USM con motore ultrasonico ad anello, anche questo di derivazione dalla serie L. Questo tipo di autofocus a differenza di quello con micromotore ultrasonico, permette il cosiddetto full-time manual focus, ossia è sempre possibile regolare la messa a fuoco anche manualmente nonostante sia impostata la messa a fuoco automatica.
  • Macro. Sono rimasto stupito dalle foto ravvicinate di questo obiettivo, che a differenza di altri ha una messa a fuoco di 35cm e la possibilità di scattare foto macro con risultati che lascianoa  bocca aperta. Magari non è una funzione che si usa ogni giorno ma averla vi permette (anche grazie agli 85mm a cui riesce ad arrivare) di avvicinarvi ai soggetti in maniera davvero sorprendente.
  • Stabilizzatore d'immagine fino a 4 stop. Si fa fatica a rinunciare alla stabilizzazione, soprattutto se si viene dal 18-55 che pur nella sua mediocrità offriva comunque una stabilizzazione fino a 4 stop. Anche in questo caso lo stabilizzatore offre prestazioni fino a 4 stop, quindi potrete scattare con tempi 4 volte inferiori ad un obiettivo non stabilizzato.

Contro
  • Prezzo, che oscilla tra i 600 e i 750 euro (su internet). Non sono noccioline e anche se è risaputo che spesso sono gli obiettivi che fanno la differenza e non la macchina questo comunque costa come una 600D, ma la qualità giustifica il prezzo (anche se ovviamente Canon ci marcia un po' su queste cose).
  • Assenza del paraluce. Alla fine va bene anche il prezzo, non stiamo parlando di una serie L ma l'assenza del paraluce un po' infastidisce. Il fatto che questo originale costi 40 euro altera un po' (c'è da fare comunque attenzione ai paraluce non originali, alcuni non sono leggermente diversi nelle dimensioni e possono provocare una fastioda vignettatura nelle foto, ossia ai quattro angoli delle foto sarà visibile il paraluce, cosa che non dovrebbe avvenire per nessun motivo)
  • Non sarebbe male anche un sacchettino, ma qui stiamo sconfinando un po' su preferenze personali, ma una custodia per portare in giro un obiettivo che costa una certa cifra credo faccia sempre piacere. Se non altro questo lo si trova in internet a prezzi abbastanza abbordabili.
  • Non è un difetto, è semplicemente così: pesa. Macchina+obiettivo+flash fano arrivare abbastanza tranquillamente al kilo e mezzo da tenere in mano, in borsa, nello zainetto o al collo. Poco cambia. Certo stiamo parlando di un obiettivo che si avvicina per prestazioni a quelli della serie Luxury di Canon, fatta di lenti che molte volte pesano più dello stesso corpo macchina. Fa strano ma la qualità non ha solo un certo prezzo, ma anche un certo peso, che in questo fatto è giustificata anche dalla qualità costruttiva.
  • Filtro da 72mm. Anche questo non è che sia un difetto, è solo una cosa da considerare. Se il 18-55mm f/3.5-5.6 IS II fornito in kit ha un diametro filtri di 58mm questo è decisamente più grande che tradotto significa una maggiore spesa per filtri UV, ND e polarizzatori. Basta saperlo.
Alla fine della giornata magari avrete le braccia stanche (vi risparmia i soldi della palestra però), il portafoglio semivuoto ma dopo un po' di pratica porterete a casa foto davvero stupende. Apprezzerete la velocità dell'autofocus e la sua precisione che unite ad un'ottima stabilizzazione vi renderà la vita decisamente più semplice. Dopo poco dimenticherete il 18-55 che viene fornito in kit, che per quanto dignitoso ha comunque i suoi limiti. Questo obiettivo forse ha un costo leggermente elevato per essere dedicato al solo mondo APS-C, ma per questo tipo di sensori si può considerare tra le migliori scelte che si possano fare.