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1 novembre 2010

"Great Migrations" by National Geographic. Il giorno dopo, le opinioni

great migrations, national geographic
Ieri sera, pioggia, stanchezza, divano e "Great Migrations", su National Geographic. finalmente è arrivato il documentari che racconta le grandi migrazioni degli animali. Viaggia che durano mesi, nelle condizioni peggiori, affrontando difficoltà incredibili il tutto per preservare la specie.
great migrations, national geographic
Ieri sera è stato il turno ella prima puntata a cui ne seguiranno altre ma fin dai primi secondi si è subito reso chiaro il livello del documentario. Dopo una serie come "Planet Earth" di nuovo, siamo i fronte ad una serie di documentari di altissima qualità, obbligatoriamente da gustare in Alta Definizione. Non a caso l'ho guardato solo per il semplice atto che venisse trasmesso su National Geographic HD, altrimenti l'avrei tranquillamente snobbato come faccio per i documentari di NatGeo Wild che non sono in HD (e nemmeno in 16:9, sgrunt!!).
great migrations, national geographic
La prima puntata mi ha lasciato senza fiato, da una parte per le riprese di una nitidezza e definizione che lasciavano incantati dall'altra per le storie raccontate. Perché noi non ci pensiamo ma il mondo animale affronta sfide che sono difficili da immaginare, il tutto in nome della sopravvivenza. Si capisce come la Natura sia crudele e spietata, e nonostante ci sembri assurdo fa tutto parte di un piano preciso, dove non è il singolo ma il gruppo quello che conta.
great migrations, national geographic
A seguire la prima puntata uno speciale sulle tecniche di riprese. Questa è stata una piacevole scoperta, soprattutto perché fa davvero entrare nel mondo degli operatori che lavorano e attendono con infinita pazienza la ripresa perfetta. Si vive in un mondo in cui vediamo qualcosa, lo fotografiamo e dopo 30 secondi l'immagine è già a disposizione dei social network, del web, praticamente in diretta. Nel mondo dei documentari la situazione è ben diversa. Vediamo immagini che durano un paio di secondi, che ci fanno stare a bocca aperta come bambini meravigliati non sapendo che dietro ci sono voluti giorni e giorni di ripresa.
great migrations, national geographic
23 giorni per riprendere al rallentatore un'inedita sfida tra una zebra che insegue un cucciolo di ghepardo. 23 giorni di appostamenti, di attesa frustrante, con la voglia di tornarsene a casa e con la delusione di quando le cose non vanno come vorresti. E magari quando iniziano ad andare per il verso giusto ti accorgi che per mille motivi non possono essere inquadrate.
E poi c'è chi scende in mezzo agli squali, chi rimane su un albero per tutto il giorno a 40 metri d'altezza, chi lavora 2 settimane per preparare i cavi dove far correre una videocamera per sole 3 riprese di qualche decina di secondi.
great migrations, national geographic
Insomma il dietro le quinte ha davvero il suo fascino, chiunque sia appassionato almeno un pochetto di fotografia sa bene come solo per fotografare i parenti al proprio compleanno bastano un apio di foto, per il resto si deve faticare parecchio e avere moltissima pazienza.

Adesso attendo i prossimi appuntamenti, soprattutto l'ultimo, quello musicale, dove le immagini si fondono con la musica, e dopo aver visto le riprese di ieri ho già l'acquolina in bocca.

Vi lascio con questo trailer tratto da YouTube e che potete vedere anche in HD, ecco guardatelo in HD anche se purtroppo non rende minimamente l'idea di quello che hanno trasmesso ieri sera in tv, però nei suoi 720p è sempre un piacere vedere certe immagini.

1 commento:

Mauro ha detto...

Si e vero e stato un'evento stupendo il miglior documentario visto sino ad ora lo seguiro sempre di sicuro