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26 marzo 2008

Fred Perry

Parlando di moda non posso non accennare ad uno dei brand sportivi che più preferisco, che come pochi mi piace, soprattutto nell'ambito sportivo.
Vi parlo quindi di Fred Perry.

Fred Perry nasce nel 1909 e divenne uno dei campioni più famosi tra gli anni '30 e '40 (vinse 3 volte il torneo di Wimbledon e fu 5 volte tennista numero 1), quando a tennis si usavano ancora le camicie e le t-shirt erano solo un capo di biancheria intima, troppo volgari per uno sport del genere.

Assieme a Tibby Wagner, suo amico austriaco, Fred Perry decise (come aveva fatto René Lacoste) che l'indumento migliore per uno sport come il tennis non era altro altro che una maglia di cotone lavorata con una trama chiamata "piqué" (in modo da lasciare respirare il corpo), a maniche corte per essere più comoda, e, prendendo spunto dalla camicia, con un colletto a coste e tre bottoni.
Dopo essere stata presentata durante un incontro nel 1927 da Lacoste, anche Fred Perry consacrava la polo come uno degli indumenti di maggior successo nato nel secolo scorso.
Segno distintivo del brand del tennista inglese su una coroncina di alloro cucita direttamente sul tessuto, a sinistra all'altezza del petto che simboleggiava la corona di alloro che era rappresentata in quel tempo nel logo del torneo di Wimbledon, simbolo anche delle vittorie del tennista inglese, quindi simbolo perfetto dell'uomo sportivo di successo. Anche se all'inizio Fred Perry pensò come logo ad una pipa (visto che ne faceva uso piuttosto spesso), ma Wagner lo dissuase subito dall'idea considerando che le ragazze (meno propense al fumo) non avrebbero considerato il brand.

Inizialmente bianca, bisogna aspettare fino agli anni '60 affinché la polo di Fred Perry inizi ad essere colorata, soprattutto su richiesta di gruppi alternativi di ragazzi inglesi chiamati "mod" (abbreviazione di "modernist") che iniziarono a usare questo brand per vestirsi (ma anche Lonsdale e Ben Sherman), marche che in quegli anni diventarono subito un must tra i giovani, anche per solidarietà visto che sia Fred Perry che Ben Sherman avevano origini ebraiche, ma soprattutto come motivo di orgoglio nazionalista, dato che il marchio era inglese.
A rendere famosa questa marca di abbigliamento, ma soprattutto la polo, ci pensò un gruppo di violenti tifosi inglesi (soprattutto di Manchester) che attorno alla metà degli anni '60 si separò dai mods dando vita agli skinheads, che oltre alla violenza aveva idee ben precise sull'abbigliamento (oltre ai due brand citati sopra c'è anche da aggiungere Dr. Martens).

Fu così che da brand destinato al mondo sportivo, ma anche votato al mondo del lavoro, vista la sua accessibilità, Fred Perry divenne uno dei marchi più prestigiosi. Con il passare del anni rimase sempre fedele al logo con la coroncina di alloro e al colletto e alle maniche con due righe colorate all'estremità, si differenziò per questo elemento dalle polo Lacoste.

Simbolo di un certo fascino tipicamente british (tra gli appassionati, senza giudizi sulle loro vicende personali, anche Pete Doerthy e Amy Winehouse), magari sopra le righe, fascino comunque senza tempo, ricercato ma allo stesso tempo mai vistoso o eccessivo.

4 commenti:

Luca ha detto...

Molto belle. Mi è capitato di vederne una l'altro giorno di un colore viola particolarissimo con bordi verdi e bianchi. Stupenda!

exsurge domine ha detto...

Voglio la foto di Pete Doherty con la Fred Perry!

Dandy Capp ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Dino Como ha detto...

da portare in petto!

http://dandycapp.blogspot.it/