FOLLOW ME > facebook blog | photography* | twitter | instagram* | rss

16 febbraio 2011

Film | "Avatar". La mia recensione

avatar poster locandinaAlla fine non potevo non trattare questo film. Il più discusso, il più costoso, il film che più ha incassato nella storia del cinema. "Avatar" (trama !).

Non so bene da dove partire perché le cose da dire su questo film sono parecchie anche se non tutte buone. Infatti il film non mi ha entusiasmato moltissimo. Ma questi sono problemi miei.

Il cinema 3D non mi ha assolutamente colpito, non ha suscitato in me quell'interesse che sembra aver contagiato ormai l'intera umanità. Ho avuto occasione di provare le famose tv 3D con i classici occhialini e vedere diversi contenuti, ma il risultato è sempre quello: un effetto di tridimensionalità che però non mi sembra riesca (per ora) a raggiungere risultati veramente esaltanti. Fa piacere notare come le figure in primo piano sembrano "fisicamente" davanti agli altri oggetti, ma l'effetto 3D per ora sembra ancora da migliorare, visto che si nota l'effetto come poco realistico, meno che non guardando gli stessi fotogrammi in 2 dimensioni.

Tornando ad Avatar, giudico la parte 2D, perché mi sono categoricamente rifiutato di andare al cinema per vederlo in 3D. Sull'aspetto tecnico di questo film ci sarebbero un sacco di cose e i molti premi "tecnici" vinti lo dimostrano chiaramente.

Partiamo dagli abitanti di Pandora, i tanto famosi Na'Vi, delle specie di puffi alti 3 metri con sembianze umane. Sinceramente posso apprezzare come il lavoro di digitalizzazione abbia portato a creare dei personaggi creati al computer che praticamente si muovono come persone vere. Però sarebbe bello vedere la tecnica sviluppata da Cameron anche su persone reali, perché effettivamente giudicare qualcosa su cui non si possono fare confronti non è per nulla facile.
Le scenografie del film sono davvero imponenti anche se secondo me in alcuni casi piuttosto forzate. Guardare le scene iniziali del film, in cui si vede dall'elicottero Pandora con le sue foreste, le cascate e le montagne è incredibile. Incredibile perché il grado di verosimiglianza è altissimo, difficile pensare che in realtà quelle montagne sono solo pixel e nulla esiste davvero. Meno accattivante la parte di Pandora dove i protagonisti poggiamo i loro piedi. In questo caso Cameron ha voluto creare qualcosa di totalmente inventato, e l'effetto della computer grafica si nota.
Parlando invece di fotografia (spero di non sbagliare termine), c'è solo da chinarsi di fronte alle riprese e alle inquadrature del film. Anche guardando il film in 2D si nota come le riprese siano create ad hoc per dare l'impressione di entrare dentro al film. Certo non è il primo film che fa largo impiego di tecnologie digitali, green screen e similia (ricordiamo ad esempio "Sin City"), ma riesce a sfruttare ancora di più la libertà di movimento che permette uno scenario digitale. Perché se nulla di quello che si vede esiste nella realtà, muoversi attraverso il nulla dovrebbe essere relativamente semplice. E in Avatar è così, le telecamere si muovono seguendo i protagonisti in un modo che in un film normale avrebbe richiesto un dispendio di risorse troppo elevato.

Per il resto potrei chiudere qui la faccenda perché tutto sommato questo film non mi ha colpito. Non mi ha incuriosito quando è uscito e non mi ha lasciato molto quando l'ho visto. I premi Oscar, dati alla parte tecnica, dimostrano come le sfaccettature di questa pellicola non siano moltissime. Oserei dire che ci si trova di fronte ad una strabiliante concept car, di quelle da lasciare senza fiato per la loro bellezza ma senza motore, quindi un puro esercizio di stile, una dimostrazione di forza che tende a rimanere fine a se stessa.

Certo, con questo film il regista americano ha dato un contributo notevole al cinema 3D, non solo realizzando un film che sfrutta al meglio questa tecnologia ma anche dando un contributo riguardo la tecnologia da utilizzare in futuro per creare film sempre più realistici.
I 6 anni di sviluppo della parte tecnica del film si notano tutti. I 6 minuti per scrivere la sceneggiatura, pure.

Nessun commento: