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6 settembre 2006

Recensione | Michael Gray "Borderline"

michael gray, borderline, cover
Uscito da qualche mese sta iniziando ad affacciarsi nella zona commerciale e si avvicina a bissare il successo di "The weekend".
Come in molti casi la canzone è stata prima rilasciata con il solo ritornello, poi sono state introdotte le parole (indispensabili nella versione radio edit dedicata al grande pubblico).
Dopo Shena un'altra vocalist presta la voce ad uno uno dei membri dei Full Intention, è Shelly Poole.
Fin dalle prime battute si intuisce che "Borderline" (ascolta) ha ben poco a che fare con la musica da club e che ha decisamente ambizioni più commerciali. Violini sbarazzini e voce accattivante. Per il resto le somiglianze con "The weekend" sono notevoli, a partire dal suono che ha reso celebre proprio quella canzone, ovvero un brevissimo estratto di "Back at ya" di Sandy Kerr, che anche in questa produzione fa capolino. Poi il basso nello stile del precedente tormentone. Neppure la cassa rivela elementi nuovi.
Niente da dire invece sulla nuova parte vocale fatta per accontentare il pubblico radiofonico, elemento sul quale questa nuova produzione di Michael Gray sembra puntare.

Conclusioni: tutto sommato un ottimo prodotto, sia nella versione radiofonica che in quella da club, peccato per il fatto che ad un'analisi tecnica si riveli come il follow up (in poche parole "il seguito") di "The weekend", senza introdurre elementi abbastanza rilevanti.

* Le ultime recensioni musicali
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Altre recensioni su Michael Gray:
"The weekend"
"Somewhere beyond"
"Analog is on"
Testo | Lyrics

It's gonna be another lonely night
One more and I'm gonna die
Wired out waiting for the sign
Coz your a risk and I'm borderline

All I know is I've been sitting with this fire and it burns inside
Man if you want me to walk your line then dont stop at 8 no lets take it
To the 9's
I know that we should lay out and love
Because man I really need it
To the 9's
I may be full but It's not enough
Come and show me how to feel it

It's gonna be another lonely night
One more and I'm gonna die
Wired out waiting for the sign
Coz your a risk and I'm borderline

All or nothing
You know thats how I play the game and I'm ready now
Man if you want me, come cross the line and
Slide up to 8 then lets take it
To the 9's

It's gonna be another lonely night
One more and I'm gonna die
Wired out waiting for the sign
Coz your a risk and I'm borderline

oooooooohhhh babyyyy
borderline x 7

It's gonna be another lonely night
One more and I'm gonna die
Wired out waiting for the sign
Coz your a risk and I'm borderline

ooooooooohhhhhhhh baby now
can yu feel it now

7 commenti:

Zion ha detto...

:P non ho ancora letto il tuo post di oggi, cmq..."sei stato scelto"!

Zion

Saint Andres ha detto...

Beh... che dire: grazie :-]

djluca ha detto...

O_O' Altro video intenso e ricco di contenuti!Ringrazio il signor Gray..

Zion ha detto...

adesso ho letto la recensione!!!
Allora: come "the weekend" ce ne sono veramente poche di canzoni ;)
E questa a mio modestiiiissssiiimo parere non regge il confronto. :-/
Un pezzo che per quanto sia studiato per funzionare, mi stucca un pochino.

Proverò a riascoltarlo un po' di volte. A velte si apprezzano veramente meglio dopo qualche ascolto.
;)

Zion
(ps ♫I can't wait/for the weekend to begin♫)

Saint Andres ha detto...

Beh, Zion se hai letto bene parlo di follow up che in termini "houserecci" sta un po' come dire "battere il ferro finchè è caldo". Di solito è sempre un qualcosa di forzato, fatto apposta solo per riempire le piste da ballo, ma non introducono niente di sensazionale, di solito bisogna aspettare altri singoli.

In ogni caso dalla parte di "The weekend" c'era anche l'effetto novità, e come ho detto di novità in questo disco ce ne sono pochine.

djluca ha detto...

vabbè,nn va disprezzato però..a me piace parecchio!hai detto bene,deve riempire le dancefloor,questo pezzo ci riesce alla grande,dunque fa il suo dovere!

Saint Andres ha detto...

Per carità, non si disprezza niente, solo facevo notare che mi aspettavo qualcosina di diverso, insomma per molti punti di vista il disco è molto buono, solo che valutando l'aspetto "novità" qui si rimane a bocca asciutta, insomam è quasi una copia del precedente con qualche piccola aggiunta. Da uno come Michael Gray mi aspettavo di più.