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Visualizzazione post con etichetta recensioni musicali. Mostra tutti i post
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13 settembre 2012
Recensione | Otto Knows "Million Voices"
Non so che aria si respiri in Svezia, ma sembra che mentre noi ci scatenavamo al ritmo delle canzoni anni '80, ad ogni bambino che nasceva in quel paese non venisse regalato un orsacchiotto di pezza o una macchinina ma un mixer. Perché anche Otto Knows (non si sa altro su questo ragazzo) è nato in un paese che si è reso famoso per la "Swedish House Mafia" e con "Million Voices" ha dimostrato di cavarsela molto bene anche lui.
Questo brano colpisce intanto per essere destinato ad una fetta poco commerciale ma anche per distinguersi molto bene dalle altre produzioni per le sue sonorità molto fresche, seppur molto minimal e con un andamento che non presenta moltissime varazioni, ma nonostante questo si nota comunque una certa bravura nell'aver saputo creare comunque una certo melodicità solo con qualche voce tagliuzzata a dovere. Essendo strumentale non sarà facile che entri nelle preferenze di chi ama qualcosa di più fischiettabile ma basta accennare quel suo e-e-e-e-a-a-a-a per far capire subito di che brano si sta parlando.
30 luglio 2012
Recensione | Bob Sinclar "Groupie"
C'è sempre un pezzo d'Italia nelle canzoni di Bob Sinclar. Dopo lo scorso tormentone estivo "Far l'amore" (che oltre a campionare "A far l'amore comincia tu" di Raffaella Carrà, vede nel video la nostra italiana Caterina Murino) quest'anno il dj francesce si prepara ad un'altra serie di omaggi e citazioni che vedono anche l'Italia. Intanto "Groupie", campiona il celebre motivetto "Birichinata" che Fiorenzo Carpi compose nel 1972 per "Le avventure di Pinocchio"; con il videoclip rende omaggio ad uno dei film francesi più famosi e premiati di tutti i tempi, "The Artist" (anche David Morales quale mese fa ha ambientato il videoclip di "Golden Era" negli anni '30); ultimo il video sembra citare anche "Kiss my eyes" dello stesso Sinclar, per il tema del ballo e dell'eleganza (quella volta toccava a Jean Claude Van Damme, impossibile non guardare un video del genere).
Questo disco ricalca leggermente la strada di "Far l'amore" (chi ha ascoltato bene la versione "strumentale" noterà alcune sonorità simili, tra cui le tastiere e alcune percussioni), forse sembra un po' "banale" come cosa, ma ci sta benissimo, Sinclar evita di scendere nel facile tormentone che in questo momento potrebbe rifarsi alle melodie di Avicii preferendo qualcosa che si sposa meglio con il motivo di Pinocchio, che poco avrebbe avuto a che fare con cose più dance che adesso stanno spopolando tanto.
Queste sono comunque cose abbastanza sottili, perché il brano alla fine è semplicemente coinvolgente, nel senso che rietre a trascinare in maniera fin troppo facile (chissà se quella volta il signor Carpi immaginava che le sue poche note sarebbero diventate famose fino a questo punto). Non so, ma proprio per questo motivo, qualcosa mi dice che questo disco ce lo portiamo fino a Capodanno.
Uscito prima in versione "Extended Dub" (strumentale con giusto qualche parola) qualche giorno fa, verrà fra qualche giorno resa disponibile anche la versione cantata. Cantata da chi? Rimane un piccolo mistero perché nel video clip compare in un manifesto il volto della cantante con scritto un nome "Daisy la Cour", peccato che su Google sia inesistente.
PS. Se vi state chiedendo se il protagonista del video è lo stesso dj francese, la risposta è sì: Bob Sinclar ha dovuto imparare qualche passo di tip tap per interpretare il video in cui tra i vari omaggi c'è quello a Fred Astaire.
Ringraziamento e saluto al mio amico e dj, Cristian Ferretti che mi ha segnalato il disco.
23 luglio 2012
Recensione | Ian Carey & Rosette "Amnesia" (feat. Timbaland & Brasco)
Finora non ho avuto molte occasioni di seguire Ian Carey, anche se lui è uno di quei personaggi che meriterebbe di esistere anche per una sola canzone, "Keep on rising", che tutt'ora ascolto spesso con piacere ed è ormai ufficialmente entrata nella famosa "valigetta con i dischi da portare su un'isola deserta".
"Amnesia" è però differente, è molto più votata ad essere un successo commerciale ma riesce bene a non oltrepassare il limite e a mantenere comunque un ottimo grado di ascoltabilità anche al di fuori delle discoteche. Questo è dovuto anche alla presenza di Timbaland (ma che fine aveva fatto?) che rende il brano un po' più R&B (nonostante la minima partecipazione vocale da parte sua) assieme alla bella parte vocale di Rosette tutt'altro che scontata e che si sposa perfetta con le atmosfere simil-trance del disco.
Per il resto, assieme a questa canzone, me ne vengono in mente altre due che in questi mesi sto ascoltando e mi viene da associare, ricche di tastiere tutto sommato piacevoli, "Euphoria" di Loreen e "Young" di Tulisa, canzoni che seppur easy si lasciano ascoltare molto bene e ci stanno tenendo compagnia in questa estate.
29 giugno 2012
Recensione | Loreen "Euphoria"
Non ho mai seguito L'Eurovision Song Contest, ma grazie al consiglio di un'amica comunque ho avuto modo di apprezzare questa manifestazione che per molti aspetti meritava di essere comunque seguita.
Uno dei motivi per guardare questo concorso canoro europeo riguarda la vincitrice di quest'anno, Loreen, che con la sua "Euphoria" ha raggiunto i vertici delle classifiche di molti paesi in Europa (in primis Svezia e Finlandia).
La cantante svedese di origini marocchine (Lorine Zineb Noka Talhaoui, il suo vero nome) ha subito colpito giuria e spettatori per questa canzone dalle atmosfere vagamente trance, con tante tastiere e un'andamento pop-dance che la rende adatta al grande pubblico e che per come è strutturata ricorda un po' la mitica "When love takes over" di Guetta. Non rimane molto altro da dire su questa canzone e sull'ottima esecuzione di Loreen che si sposa davvero bene con la base elettronica.
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"Young" Tulisa
24 giugno 2012
Recensione | Tulisa "Young"
Uscita da un paio di mesi questa "Young" di Tulisa devo ammettere che ha tutti i requisiti per diventare una delle mie canzoni preferite dell'estate. Nonostante lo stile, tecnicamente parlando, resti in linea con le produzioni del momento, questo disco di Tulisa Contostavlos, presenta un ritmo estivo, è ben cantato e sembra uscire leggermente dalla scia del classico tormentone troppo scontato anche se sembra riprendere alcuni elementi introdotti da Alexandra Stan, Inna o ragazze del genere.
Bella è bella, non si può negarlo, il cognome è quasi impronunciabile ad una prima occhiata ma tutto sommato non è questo quello che conta, infatti in Grecia è stata giudice di X-Factor nel 2011 (assieme a Kelly Rowland), per cui ha comunque una certa fama, per lo meno in patria.
Nel resto dell'europa la sua "Young" (inizialmente intitolata "We are young") ha conquistato le prime posizioni nel Regno Unito. Non ha fatto molto altro, ma non so per quale motivo la sua canzone non è disponibile come download digitale in tutta Europa.
A parte questo, questo disco poco impegnato ma ben realizzato merita di essere ascoltato, perché sembra avere tutte le carte in regola per lanciare nel mondo della musica questa giovane cantante.
9 giugno 2012
Recensione | Richard Gray "Lady (Federico Scavo remix)"
Questa è una di quelle canzoni che fin dal primo ascolto mi hanno colpito, pur essendo indubbiamente indirizzata ad un determinato tipo di pubblico e decisamente poco appetibile a coloro che amano sonorità più pop.
Quando ho sentito quella chitarrina ripetuta in maniera quasi ipnotica mi è venuto spontaneo canticchiarci sopra le parole di "Lady", canzone tormentone del duo francese Modjo. In effetti non c'è da stupirsi nonostante la chitarra campionata da Modjo risultava decisamente più ampia. Richard Gray l'ha ulteriormente ridotta all'osso, ha fatto ricantare la parte di Modjo (con risultati che potevano essere migliori).
Al resto ci ha pensato Federico Scavo (quello della famosa "Trumpet", se cliccate sul link basteranno i primi 5 secondi), dj e producer italiano che ha dato ancora più ritmo ad una canzone che sembra già nella versione di Grey un remix. Il basso si fa sentire un po' di più mentre le sonorità alte sono più trascinate, impossibile non notarle.
Il risultato è qualcosa che per alcuni aspetti mi ricorda "In the Music" di Deepswing. Con tratti meno concitati ed altri in cui tutto sembra scorrere molto più veloce.
Sicuramente non a tutti piacerà ma d'altronde non è un brano da ascoltare in poltrona o canticchiare a squarciagola, nonostante riprenda un pezzo molto commerciale. Io apprezzo il notevole lavoro di Scavo nel remixare l'idea ben realizzata di Richard Gray che si è gettato nell'impresa non facile di remixare un pezzo famosissimo con il rischio di creare qualcosa di superfluo e ridondante.
PS. Da segnalare questo video "epico", in cui gli Chic, durante un loro live cantano "Lady", che è noto riprende un loro pezzo, ossia "Soup for one". Un po' come se il maestro suonasse il pezzo creato dall'allievo.
5 giugno 2012
Recensione | Calvin Harris feat. Ne-Yo "Let's Go"
Fatto sta che Ne-Yo adatta perfettamente la sua voce ad un brano che ha una carica piuttosto accentuata, che durante le strofe rallenta un attimino per poi esplodere e scorrere via veloce durante il ritornello.
Stilisticamente non abbiamo elementi notevoli, siamo di fronte al classico stile a cui ci ha abituati Harris, sapientemente miscelati per non apparire un doppione di qualche altra canzone precedente (i cosiddetti follow up) ma un prodotto ben realizzato, tutto sommato piacevole che si inserisce in un filone dance che sta nascendo parallelamente a quello dance/r&b e che avremo modo di ascoltare quest'estate.
Da notare comunque come Calvin Harris riesce a passare da produzioni decisamente più da club ad altre molto più dance-pop, abbracciando così un pubblico piuttosto ampio cercando di accontentare più gente possibile.
4 aprile 2012
Recensione | "Kalifornia" Norman Doray
Uno dei miei dischi preferiti del momento che seppur non originalissimo comunque non se la cava per niente male. Infatti "Kalifornia" (con la K) ricorda per molti aspetti "La Serenissima", magari rivista un po' in chiave french touch. Se scendiamo pian piano nei particolari notiamo però come i due dischi prendano due strade molto differenti e alla fine c'è solo ualche somiglianza di melodia, non molto altro.
rimane un'atmosfera a tratti soffusa e in alcuni punti decisamente più dinamica, sempre mantenendo una certa eleganza (che non arriva ai livelli del disco veneziano, ma è comunque notevole) che rende il disco più adatto a locali poco commerciali, dove sicuramente verranno apprezzate le qualità di questa produzione di Norman Doray.
Oltretutto è sempre bello apprezzare come Doray ci ha abituato a dischi puramente french touch, ma ogni tanto, quando si tratta di dischi strumentali riesce sempre a lasciare il segno, vedi produzioni come ad esempio "Champagne" di cui vi ho parlato qualche tempo fa.
Adesso vi starete chiedendo da dove è scaturita l'idea per questo disco. Non saprei dirvelo, ma la melodia assomiglia incredibilmente a qualcosa già sentito in "Helplessly" degli Moment of Truth. Certo non c'è un sample pulito pulito ma se confrontate le due canzoni sembrano avere qualche somiglianza.
Ascolta "Kalifornia" by Norman Doray
7 marzo 2012
Recensione | Bingo Player "Cry (Just a little)"
Certe canzoni sembrano riuscire a strapparti un sorriso in qualsiasi condizione tanto bene sono realizzate, pur essendo di una semplicità spesso disarmante. È il caso di "Cry (just a little)" hit del duo olandese Paul Bäumer e Maarten Hoogstraten che campiona il ritornello di "Piano in the dark", canzone di Brenda Russel del 1988.
Il brano si configura come il più classico esempio di french touch che prende a prestito un pezzetto di una canzone del passato e lo ripete in maniera quasi ipnotica aggiungendoci una base house. Il tutto però non stanca, anzi, lo si ascolta decisamente volentieri più di qualche volta, soprattutto per la sua immediatezza e il fatto di essere sempre piuttosto "tirato" nel ritmo, con giusto qualche pausa per prendere velocemente fiato.
È un ottimo lavoro, perché alla fine il french touch è un genere molto strano, uno di quelli che sembrano alla portata di tutti ma alla fine lasciano a bocca aperta quando il risultato è ben riuscito. Sì, perché ad ascoltare il brano dal quale è stata presa la parte cantata difficilmente verrebbe voglia di ballare o di realizzarci un disco dedicato al mondo dei club. Eppure ai Bingo Players deve essere scattata la scintilla.
Nella nostra valigetta assieme a pezzi di Pierre de la Touche questo disco non sfigura per nulla.
Piccolo cameo nel video musicale per i due artisti che hanno realizzato la canzone, sono loro i due ragazzi che si scontrano con la ragazza nelle scene iniziali del videoclip.
27 febbraio 2012
Recensione | Robbie Groove & Mattias feat. Cece Rogers with Master Freez - You Droid (my best friend's girl)
All'inizio quando ho sentito la melodia e la voce di CeCe Rogers ho subito pensato a qualcosa realizzato dal team T&F vs Moltosugo, quelli de "La Serenissima", ma in realtà questo disco non ha nulla a che vedere ne con quella canzone ne con quel gruppo di produttori.
Dietro a "You Droid (my best friend's girl)" ci sono Robbie Groove e Mattias con l'aiuto vocale del già conosciuto CeCe Rogers e Master Freez. Non ci sono molte notizie sui produttori, quello che più conta in questo caso è questo disco house dalle sonorità molto soul, grazie alla voce di CeCe Rogers.
L'arrangiamento riesce ad essere commerciale senza strafare, senza scendere nel pop più facile ma si rivela essere quel giusto mix di elementi da ballare e ascoltare allo stesso tempo. Inutile spendere parole sul motivetto che regna sul brano, davvero ben riuscito, nonostante mi ricordi qualcosa, è comunque accattivante e ben realizzato, che rimane subito in mente e rende il brano perfettamente riconoscibile.
La mia versione preferita è senza ombra di dubbio la "intro extended mix", leggermente più lunga della versione radiofonica ha ovviamente un introduzione più accentuata, che mette in risalto la parte più melodica della canzone.
3 febbraio 2012
WhatsApp | Risparmiare batteria su Android e Samsung Galaxy S2 (i9100)
Di guide del genere ce ne saranno molte, ma mi inserisco lo stesso con consigli che derivano direttamente dala mia esperienza. Il problema della batteria è cosa comunque con i nuovi smartphone e con applicazioni sempre connesse che sono pronte a scaricare la batteria in un batter d'occhio.
Una di queste è WhatsApp, messenger che sfrutta la connessione dati per scambiarsi messaggi di testo tra gli utenti che l'hanno installata, mandando definitivamente in pensione gli SMS. Per poter mandare messaggi però questa applicazione deve sempre essere connessa alla rete, soprattutto per poter ricevere messaggi all'istante, in tempo reale, come fosse una chat. Restando connessa, in background, sempre, questa applicazione consumerà batteria preziosa anche quando non la usiamo, ecco quindi alcuni consigli su come aumentare la batteria.
Vediamo allora un paio di cose.
Dopo aver provato la prima opzione sono diventato fan della seconda. La batteria dura incredibilmente a lungo, posso usare WhatsApp senza problemi e se devo navigare con un paio di click posso disattivare tutto. Quando so che comunque non potrò usare WhatsApp non devo disattivare in toto la connessione dati perché comunque quella 2G consuma molto meno rispetto alla 3G.
Quando parlo di connessione dati, mi riferisco al collegamento alla rete UMTS (che sulla barra delle notifiche, apparirà con le sigle 3G oppure H+, a seconda della velocità della rete) ma anche GSM, che viene identificata con la sigla 2G (sulla barra delle notifiche apparirà come G). Ovvio che per navigare in internet, spedire e visualizzare allegati nelle mail una connessione UMTS è fondamentale (ma ricordiamo che l'iPhone è rimasto per un intero anno senza rete 3G/UMTS) però per poter utilizzare programmi come WhatsApp che non necessitano di grandi moli di dati va benissimo la più modesta connessione 2G, che consuma decisamente meno batteria (praticamente "nulla" rispetto alla connessione 3G).
Se la connessione dati viene disattivata non potrete inviare alcun tipo di dato attraverso il telefono, unica eccezione gli SMS e le telefonate
Una di queste è WhatsApp, messenger che sfrutta la connessione dati per scambiarsi messaggi di testo tra gli utenti che l'hanno installata, mandando definitivamente in pensione gli SMS. Per poter mandare messaggi però questa applicazione deve sempre essere connessa alla rete, soprattutto per poter ricevere messaggi all'istante, in tempo reale, come fosse una chat. Restando connessa, in background, sempre, questa applicazione consumerà batteria preziosa anche quando non la usiamo, ecco quindi alcuni consigli su come aumentare la batteria.
Vediamo allora un paio di cose.
- Di notte, se tenete il telefono acceso e non usate l'applicazione potete disattivare la connessione dati, tanto WhatsApp sarà in grado, una volta ristabilita la connessione dati di recuperare i messaggi che non sono stati ricevuti in tempo reale. Per fare ciò esiste un comodo widget, chiamato APN OnOff , basta premere i pulsante per disattivare la connessione dati, premendolo di nuovo si attiva, semplice e veloce. Unico neo l'applicazione non è nell'Android Market, ma si scarica dal sito degli sviluppatori. Bah... In alternativa tenendo premuto il tasto di accensione comparirà il menù con il quale disattivare la connessione dati, oppure mettere il telefono in modalità Offline.
- Di giorno, se non avete necessità di navigare in internet potrete passare dalla connessione 3G a quell 2G, con un notevole risparmio di batteria. Potrete usare WhatsApp tranquillamente (unica premura, fare attenzione agli allegati) e comunque riceverete le notifiche push delle varie applicazioni (Facebook, email...). Per usare la connessione 2G al posto di quella 3G c'è quest'altro widget (sviluppato sempre dagli sviluppatori del programma sopra), 2G-3G OnOff. In realtà non è un widget veroe proprio, ma un collegamento alla pagina delle Impostazioni rete mobile, dove scegliere Modalità rete e poi Solo GSM. Leggermente meno comodo rispetto a disattivare la connessione in toto, ma Android non permette programmi che operino un cambiamento di rete.
- Se invece volete un ottimo compromesso tra velocità e consumo di batteria potete scegliere la connessione wi-fi, quando disponibile. Potrete navigare su internet ad una velocità spesso superiore al 3G e la batteria non scenderà a vista d'occhio. Qui non servono widget, basta trascinare la barra delle notifiche per attivare il wi-fi o disattivarlo a proprio piacimento.
Dopo aver provato la prima opzione sono diventato fan della seconda. La batteria dura incredibilmente a lungo, posso usare WhatsApp senza problemi e se devo navigare con un paio di click posso disattivare tutto. Quando so che comunque non potrò usare WhatsApp non devo disattivare in toto la connessione dati perché comunque quella 2G consuma molto meno rispetto alla 3G.
Quando parlo di connessione dati, mi riferisco al collegamento alla rete UMTS (che sulla barra delle notifiche, apparirà con le sigle 3G oppure H+, a seconda della velocità della rete) ma anche GSM, che viene identificata con la sigla 2G (sulla barra delle notifiche apparirà come G). Ovvio che per navigare in internet, spedire e visualizzare allegati nelle mail una connessione UMTS è fondamentale (ma ricordiamo che l'iPhone è rimasto per un intero anno senza rete 3G/UMTS) però per poter utilizzare programmi come WhatsApp che non necessitano di grandi moli di dati va benissimo la più modesta connessione 2G, che consuma decisamente meno batteria (praticamente "nulla" rispetto alla connessione 3G).
Se la connessione dati viene disattivata non potrete inviare alcun tipo di dato attraverso il telefono, unica eccezione gli SMS e le telefonate
21 gennaio 2012
Recensione | Reckless "The End"
Disco passato totalmente inosservato, per lo meno da parte mia, infatti è datato 2010 ma può benissimo andare bene anche per quest'anno. "The End" è il titolo di questa produzione firmata Thanos Labropoulos meglio conosciuto come Reckless, dj dalle origini greche che sembra riscuotere la sua parte di successo negli Stati Uniti (e in patria) ma che nel resto del mondo non è molto conosciuto nonostante questo suo disco sia comunque buon riuscito. Un giusto mix di pop-house con un ritornello orecchiabile e ben cantato che rende questo disco piacevole, piuttosto adatto ad essere ascoltat, tanto che il singolo contiene la versione del video ma anche una versione-duetto con voce maschile e femminile.
Dopo averlo ascoltato non rimane moltissimo da segnalare, sono davvero poche le informazioni a riguardo e non ci resta che dare un'occhiata al video, ben realizzato, che porta una ventata di atmosfera estiva che sicuramente non farà dispiacere.
Dopo averlo ascoltato non rimane moltissimo da segnalare, sono davvero poche le informazioni a riguardo e non ci resta che dare un'occhiata al video, ben realizzato, che porta una ventata di atmosfera estiva che sicuramente non farà dispiacere.
19 dicembre 2011
Recensione | Avicii feat. Etta James "Levels"
Ci sono canzoni che basta sentire una sola volta per non dimenticare più. Una di queste, secondo me, è l'ottima "Levels" (chiamata anche Le7els o inizialmente ID) di Avicii, dj, remixer e produttore svedese, che appartiene a quella Swedish House Mafia che negli ultimi 10 anni ha completamente cambiato il mondo della musica house dettando nuove regole.
Questa hit fa uso di un campionamento di un disco del passato ("Something got a hold on me" della soulful Etta James, anno 1962) ma non ne abusa, evita di ridurre il brano intero ad una dimostrazione di copia & incolla, distaccandosi nettamente dal french touch di "My feelings for you" e mettendo insieme elementi commerciali (come la parte cantata) ad altri un po' meno popular come il resto dell'arrangiamento. Rimarrete ipnotizzati dall'andamento molto semplice del brano, con pochi elementi messi al punto giusto e quella parte cantata/campionata che riesce a trascinare la folla perché quel sample di Etta James ha qualcosa di straordinario, che unito al motivetto delle tastiere rendono la canzone inconfondibile.
Di sicuro l'avrete ballata in queste ultime settimane, avrete canticchiato il testo perché questa canzone ha raggiunto i posti più in alto delle classifiche house.
PS. Ultimamente sembra che il brano usato in questo disco, "Something got a hold on me", sia molto in voga. Ne ha effettuato una cover Christina Aguilera per la colonna sonora di "Burlesque", il film; altri artisti lo hanno preso d'ispirazione, come ad esempio Flo Rida in "Good feeling" (con risultati che potete immaginare) o i Pretty Lights con "Finally moving (get a good feeling)".
* Tutte le altre recensioni musicali house del blog
Testo | Lyrics
Oh, sometimes
I get a good feeling, yeah
And a feeling that I never,
never, never, never had before, no no
I get a good feeling, yeah
[2x]
24 ottobre 2011
Recensione | Paul & Fritz Kalkbrenner "Sky and Sand"
Prendete due fratelli, entrambi Dj professionisti, mettete poi che uno dei due abbia partecipato ad un film ("Berlin Calling") e vi abbia realizzato la colonna sonora. Se tutto ciò fosse troppo normale e scontato allora aggiungeteci lo stile di Paul Kalkbrenner, electro-minimal ed il pezzo è sfornato. "Sky and Sand" è una di quelle canzoni che così descritte non dice molto. Bisogna ascoltarla per provare qualcosa, perché l'arrangiamento semplice, quel basso così allineato alla cassa e l'atmosfera creata dalle tastiere è qualcosa di superbo, delicato, evocativo.
Un piccolo trip di 4 minuti, da ascoltare ad occhi chiusi (se volete qualcosa di ancora più intenso c'è sempre la versione estesa, da quasi 9 minuti, secondo me fantastica). Troppo sofisticato per essere adatto a tutti gli ambienti, ma di sicuro impatto per coloro che vogliono ascoltare un brano con influenze elettroniche senza rinunciare al piacere di ascoltare una bella canzone.
Perché alla fine si tratta di una canzone a tutti gli effetti, con la parte vocale curata dal fratello Fritz Kalkbrenner, che canta con una voce quasi black, distorta, un po' triste perché il testo ha quel non-so-ché di malinconico, che merita di essere notato perché nella sua interezza le parole hanno un significato che colpisce, fanno pure un po' di tenerezza.
Questo disco stupisce, per l'arrangiamento, per il testo, per il modo in cui è cantato, è veramente pieno di sorprese, merita di essere ascoltato, con calma, tranquillità, guardando il mondo che si muove veloce attorno a voi mentre vi rilassate per qualche minuto.
Un piccolo trip di 4 minuti, da ascoltare ad occhi chiusi (se volete qualcosa di ancora più intenso c'è sempre la versione estesa, da quasi 9 minuti, secondo me fantastica). Troppo sofisticato per essere adatto a tutti gli ambienti, ma di sicuro impatto per coloro che vogliono ascoltare un brano con influenze elettroniche senza rinunciare al piacere di ascoltare una bella canzone.
Perché alla fine si tratta di una canzone a tutti gli effetti, con la parte vocale curata dal fratello Fritz Kalkbrenner, che canta con una voce quasi black, distorta, un po' triste perché il testo ha quel non-so-ché di malinconico, che merita di essere notato perché nella sua interezza le parole hanno un significato che colpisce, fanno pure un po' di tenerezza.
Questo disco stupisce, per l'arrangiamento, per il testo, per il modo in cui è cantato, è veramente pieno di sorprese, merita di essere ascoltato, con calma, tranquillità, guardando il mondo che si muove veloce attorno a voi mentre vi rilassate per qualche minuto.
3 ottobre 2011
Recensione | David Guetta feat. Usher "Without you"
Senza Guetta come faremmo? Cosa metterebbero i giovani dentro i loro iPod? Cosa suonerebbero le radio? In discoteca cosa si ballerebbe? Sono queste le domande quando si ascoltano le canzoni di questo deejay che ormai vanta collaborazioni con ogni sorta di artista sia che questo sia avvezzo o meno al mondo della musica dance.
Capita così che assieme ad Usher ne esce questa "Without you", che beneficia della voce del cantante americano unita al solito stile house molto commerciale di Guetta che non si smentisce neppure in questo quinto album "Nothing but the beat" uscito lo scorso 29 Agosto 2011.
Molto lo fa la parte vocale ma anche l'arrangiamento pur restando fedele riesce comunque ad aggiungere qualcosa di divertente, soprattutto per quanto riguarda il ritornello (che in alcuni punti mi ricorda "Aerodynamic" dei Daft Punk) e nelle strofe che presentano pochissime percussioni rendendo il pezzo quasi acustico, con la solita tastiera/chitarra che corre ipnotica, firma ormai del dj francese.
Insomma un pezzo che ci accompagnerà in questi prossimi mesi, con abbastanza elementi per essere un discreto riempi pista ma soprattutto per essere anche ascoltata comodamente con le proprie cuffiette, perché in effetti Usher si trova molto bene in questi panni da vocalist dance ed è un piacere ascoltarlo.
Non è ancora disponibile il video ufficiale, ma come è di moda di questi tempi, Guetta non vi lascerà a guardare lo schermo nero del computer ma ha prontamente realizzato un simpatico video-testuale con il quale è possibile seguire il testo della canzone e ascoltarla.
8 agosto 2011
Recensione | Benjamin Diamond "In your arms (we gonna make it)"

"In your arms (we gonna make it)" (ascolta) credo sia il pezzo più famoso di Benjamin Diamond, cantante francese che si rese famoso quando, improvvisando in discoteca come vocalist mentre suonavano Alan Braxe e Thomas Bangalter, diede vita a "Music sounds better with you". Lo so a cosa state pensando: non ci sono più i vocalist di una volta.
In questo disco le influenze dei due citati sopra si sente, soprattutto quella di Alan Braxe, con le sue sonorità house, il basso possente, i suoni di contorno elettronici, l'andamento pulito, tendente al piatto ma con un groove che non delude mai ma che possono capire in pochi (vedi la sua "Runnin/Intro" con Fred Falke).
In questa canzone ovviamente la parte cantata trasforma il brano portandolo ad un livello decisamente più commerciale, ma senza diventare mai banale e senza strafare. Gli elementi sono miscelati con delicatezza, si fanno da farte quando Benjamin Diamond canta, risultano più incisivi nelle parti da ballare.
È proprio la parte cantata che oltre ad essere decisamente orecchiabile nel suo ritornello propone un inciso in italiano che difficilmente si può scordare e che per i più pigri si può analizzare un attimino:
Appena arrivato a parigiEcco fatto adesso capirete meglio questa breve apparizione italiana nel disco di "In your arms", sperando di non aver fatto errori nella traduzione.
mi ritrovo sui "champ-elysée"
turisti, donne, "petit terrasse" [piccole terrazze]
passo il giorno pensando a te
questa sera ti devo dire
come, come, "je t'aime je t'aime"
e vedere se per finire
ci starai a dirmi sì
Arrivo al Queen un po' ansioso
c'è Alan [Braxe] al turntables [giradischi, in questo caso in consolle]
la gente balla e si diverte
è un pezzo di Ben Diamond [Benjamin Diamond ovviamente]
Finalmente ti raggiungo al bar
ti vedo, sei tu "mon amour"
le tue gambe allucinanti
"me rendent fou, me rendent jaloux" [mi fanno impazzire, mi rendono geloso]
Se proprio non bastasse la splendida versione originale si può sempre fare affidamento sulla versione remixata dal maestro Alan Braxe (ascolta il remix) che campionando "I.G.Y." di Donald Fagen tira fuori quasi un'altra canzone, qualcosa che dell'originale conserva giusto la parte cantata e aggiunge una base con sonorità molto più rilassate, quasi chill out.
1 agosto 2011
Recensione | Benny Benassi feat. T-Pain "Electroman"
Eh, ragazzi, il Benny riesce sempre a stupire. C'è poco da fare, dopo avervi parlato di "Beautiful People" non posso non citare anche questa sua "Electroman" (ascolta), cantata in collaborazione con T-Pain.La prima cosa da dire è che questo brano (il quo titolo è lo stesso dell'ultimo album di Benassi) deve essere ascoltata nella sua versione extended, 5 minuti di sonorità elettroniche con un giro di basso e delle tastiere che finiranno per ipnotizzarvi.
La seconda cosa è che T-Pain non riesce a staccarsi dal suo auto-tune (già l'avevamo sentito con "Hey Baby") e questo non può farci piacere, perché se bisogna tuffarsi nella musica elettronica è giusto farlo senza timori.
Ne esce qualcosa di piuttosto unico nel suo genere, nonostante segua quel filone elettronico che non passa mai di moda e che il deejay italiano sa rinnovare con elementi house e con il suo stile inconfondibile. A partire proprio da quell'intero, una quarantina di secondi strumentali che agli alti volumi fanno subito capire che non c'è da scherzare con questo disco.
Il resto è un buonissimo frullato che include elementi cantati che rendono questa produzione se non commerciale, molto vicina al grande pubblico.
29 luglio 2011
Recensione | Avicii & Sebastien Drums "My Feeling for You"
Io, ragazzi, non posso che rimanere impressionato da certe canzoni. Che fondamentalmente non hanno nulla di particolare ma il solo pensare al colpo di genio nel trovare il sample giusto è davvero qualcosa che non capita tutti i giorni.Ad esempio prendete una "All this love that I'm givin", canzone di Gwen McCrae datata 1979. Fondamentalmente una delle tante canzoni soul di cui può vantare il panorama musicale. Così ad una prima ascoltata si fa quasi fatica a capire dove hanno messo le mani i due deejay, Avicii (Tim Bergling) e Sebastien Drums. In realtà basta scorrere la canzone al secondo 53 per scoprire come una sola frase è batata per creare un disco come "My feeling for you" (ascolta).
Dalla soul degli anni '70 si arriva quindi a qualcosa di incredibilmente french touch pur trattandosi di un disco legato al filone della Swedish House Mafia.
Detto così sembra quasi un controsenso, ma alla fine tutto si fa più logico quando si scopre che tra gli artisti che più hanno influenzato Avicii si trovano i Daft Punk.
Non serve nemmeno soffermarsi sul disco, perché alla fine la realizzazione tecnica è piuttosto semplice, con il sample ripetuto per tutta la lunghezza del disco, qualche filtro, dissolvenza e via con una base house. In realtà non serve molto altro al dj e produttore svedese che riesce a creare un simpatico brano dimostrazione di come il french touch possa essere esportato all'estero senza snaturarlo.
Quello che in realtà sorprende è come in realtà il brano sia una sorta di rifacimento (se così possiamo definirlo) di "My feeling for you" di Cassius, correva l'anno 2007 e il disc jockey francese se ne esce con questo pezzo, molto electro-disco anni '80, per molti versi più accattivante del lavoro dello svedese ma meno french touch. Un sample, una frase, due canzoni.
Ormai la moda dei video "testuali" sta spopolando. Costano poco, sono divertenti e permettono di avere una sorta di videoclip "alla buona" prima di girare quello vero e proprio. Questo fa sorridere, un po' 3D un po' pexelloso in pieno stile anni '80. Tutto sommato un'occhiata gliela si da:
15 luglio 2011
Recensione | Kylie Minogue "Put your hands up (Pete Hammond remix)"

Certo il genere risulta decisamente appetibile come un omaggio retrò a quel decennio, ovviamente i tempi sono cambiati e sentire certe cose fa piacere, soprattutto dopo che negli anni passati tutto assomigliava a "I should be so lucky" o ai dischi di Rick Astley.
Ulteriore omaggio viene dal video (che è la versione remixata), con atmosfere 80's ma soprattutto che segue la moda di mettere il testo a video, con un infinità di effetti grafici.
11 luglio 2011
Recensione | Chris Brown "Beautiful People (Benny Benassi club mix)"
Che Benny Benassi non fosse più quello di "Who's your daddy?" l'avevamo capito, la sua collaborazione con Madonna che ha portato a "Celebration" ha dimostrato come il deejay italiano riesca a rinnovarsi e a collaborare con grandi artisti.Certo dalle nostre parti è sempre più difficile beccarlo, visto il suo lavoro negli USA, ma alla fine riusciamo ad avere comunque tra le mani i suoi dischi tra i quali spicca il suo ultimo album "Electroman", un insieme molto eclettico di ciò che Benny è diventato negli ultimi anni.
Si parte con questa "Beautiful People" (ascolta), in collaborazione con Chris Brown che rimane sempre un artista davvero molto apprezzabile, nonostante le sue vicende personali abbiano finito per mettergli un po' l'acqua alla gola. Messo tutto questo da parte rimane una canzone con i fiocchi, che nella sua versione estesa si fa notare subito per un arrangiamento electro-house, con notevoli influenze pop-dance. Immancabile l'auto tune che altera la voce del cantante rendendola più in linea con il resto delle produzioni elettroniche presenti nell'album di Benny.
Per il resto Benassi riesce ad inserire tastiere e suoni quasi tendenti al genere trance in una canzone che è comunque dedicata al grande pubblico, commerciale al punto giusto ma che si fa ascoltare senza risultare mai stomachevole.
Da dare un'occhiata veloce anche al video, come capita spesso il video clip è fine a sé stesso, ma se fate attenzione compaiono artisti famosi che pur non avendo collaborato al brano fa sempre piacere vederli.
PS. Nel video Benny Benassi indossa una t-shirt che ricorda il famoso quadro di Andy Warhol raffigurante una banana, se volete potete anche acquistarla, qui.
Altri remix di Benny Benassi:
- Katy Perry "E.T."
* Tutte le altre recensioni musicali house del blog
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