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29 febbraio 2012

Foto | Adele sulla copertina di Vogue

adele, vogue cover, copertina, photoNon si può dire che questa cantante sia passata inosservata quest'anno, è partita un po' da sconosciuta qualche anno fa ed ha raggiunto i vertici delle classifiche musicali più prestigiose. Ha realizzato un live alla famosa Royal Albert Hall che un vero e proprio must per i suoi fan, qualche settimana fa ha sbancato ai Grammy Awards (che per chi non lo sapesse sarebbero l'equivalente degli Oscar in ambito musicale), ed ora è il turno di una delle copertine più famose, quella di Vogue, solitamente esclusiva di modelle e personaggi che hanno fatto dell'aspetto fisico il loro biglietto da visita.
Chissà cosa ha pensato Adele. Non è certo la persona che sta attenta al suo aspetto fisico, ma, come spesso ha spiegato a varie interviste, lei è una cantante e quello che conta sono solo le sue canzoni. Sono queste che devono essere apprezzate dai propri fan.
Alla fine credo che comunque non dispiaccia a nessuno vedere la cantante in queste foto, dove se la cava davvero bene, con una dose di eleganza che la rende splendida.

Il mondo della moda è sempre sotto le innumerevoli critiche per le taglie delle modelle, che non vengono esaltate solo in passerella ma anche nelle riviste che girano attorno a questo mondo. È quindi davvero apprezzabile la scelta di questo giornale di dedicare una sua copertina ad una ragazza che con la sua bellezza esce dai canoni classici spesso troppo distanti dalla realtà.

27 febbraio 2012

Recensione | Robbie Groove & Mattias feat. Cece Rogers with Master Freez - You Droid (my best friend's girl)


All'inizio quando ho sentito la melodia e la voce di CeCe Rogers ho subito pensato a qualcosa realizzato dal team T&F vs Moltosugo, quelli de "La Serenissima", ma in realtà questo disco non ha nulla a che vedere ne con quella canzone ne con quel gruppo di produttori.
Dietro a "You Droid (my best friend's girl)" ci sono Robbie Groove e Mattias con l'aiuto vocale del già conosciuto CeCe Rogers e Master Freez. Non ci sono molte notizie sui produttori, quello che più conta in questo caso è questo disco house dalle sonorità molto soul, grazie alla voce di CeCe Rogers.
L'arrangiamento riesce ad essere commerciale senza strafare, senza scendere nel pop più facile ma si rivela essere quel giusto mix di elementi da ballare e ascoltare allo stesso tempo. Inutile spendere parole sul motivetto che regna sul brano, davvero ben riuscito, nonostante mi ricordi qualcosa, è comunque accattivante e ben realizzato, che rimane subito in mente e rende il brano perfettamente riconoscibile.

La mia versione preferita è senza ombra di dubbio la "intro extended mix", leggermente più lunga della versione radiofonica ha ovviamente un introduzione più accentuata, che mette in risalto la parte più melodica della canzone.

24 febbraio 2012

La fabbrica dove nascono gli iPhone. Fatti a mano.

Ormai è sulla bocca di tutti, ABC (famoso canale televisivo americano) è riuscito ad entrare nei labortori dove viene assemblato l'iPhone o gli iPad (ma anche moltissimi prodotti Apple). Si tratta degli stabilimenti Foxconn, in Cina ovviamente, in due parole questa azienda:
È la più grande produttrice di componenti elettrici ed elettronici per i produttori di apparecchiature originali in tutto il mondo, e produce principalmente su contratto ad altre aziende tra le quali Apple, Motorola, Nokia, Sony, Microsoft, Nintendo, Dell, Hewlett-Packard. (leggi l'articolo su Wikipedia)
Ma non solo, è anche tra le più protette e sorvegliate contro qualsiasi persona che voglia entrare e carpire qualche segreto o semplicemente ha curiosità di vedere come nascono i prodotti Apple che tanto fanno innamorare i propri clienti.

Finora le uniche immagini che abbiamo visto di come Apple costruisce i propri prodotti sono queste:

Questa ragazza è divenuta famosa con il soprannome di "iPhone factory girl", la ragazza della fabbirca degli iPhone. Innocenti foto scattate per testare la fotocamera di uno dei cellulari e che poi non sarebbero state cancellate, facendo il giro della rete e scatenando il solito marasma mediatico.

Ma alla fine, seppure per pochi minuti si può vedere in maniera molto più chiara come vengono assemblati alcuni prodotti, e quello che ne risulta è anche abbastanza preoccupante. O forse inquetante. O anche imbarazzante. Insomma quello che volete.

Cito uno dei tanti blog riguardo Apple:
Ci vogliono 141 passaggi per assemblare un iPhone: in pratica è fatto a mano.
Ci vogliono 5 giorni e 325 passaggi di mano per creare un solo iPad.
Foxconn produce 300 mila moduli fotocamera per iPad al giorno.
I lavoratori Foxconn si pagano il pasto in mensa: circa 0,70$ per consumazione.
I lavoratori che vivono nei dormitori dormono in 6-8 persone per ogni stanza e pagano per questo 17,50$ al mese.
La paga media è di 1,78$ l’ora.
(leggi l'articolo su melablog.it)
A questo si aggiungono anche lavoratori minorenni, di 17 anni, il che non è illegale, semplicemente non possono fare gli stessi turni degli altri lavoratori.

Ci vorrebbero un paio di colpetti di tosse adesso, di quelli che si fanno quando cala il silenzio oppure per distogliere l'attenzione da qualcosa di imbarazzante. Sì, perché vedere e sapere che gli iPhone (milioni di iPhone) sono fatti a mano (nel 2012) non è quello che la gente probabilmente si immaginava, soprattutto dopo aver visto i video che Apple mette nel proprio sito, in cui viene mostrata solo la parte compiuta dai robot (vedi ad esempio la modellazione della scocca unibody dei MacBook Pro).

Lasciando che la mente si raffreddi un attimo comunque si intuisce come quel "fatto a mano" sarebbe da tradurre meglio in un "assemblato a mano", cambia poco ma rende meglio l'idea. Anche sulla paga, facendo due conti si arriva alla conclusione che non si possono fare rapporti con i nostri prezzi (dove ovviamente con 0,70$ non ci si compra nemmeno un caffè).
Il salario ammonta a 1,78$ l'ora che moltiplicato per le 10 ore di lavoro al giorno fanno 17,80$, il che significa che con il solo primo giorno di lavoro coloro che non hanno la possibilità di dormire a casa possono tranquillamente usufruire del dormitorio per un mese. Un mese di lavoro che se fosse di 25 giorni verrebbe pagato 445$. Poco, ma probabilmente bisogna considerare che il costo della vita in Cina dovrebbe essere molto minore rispetto a quello in Italia. Non che questi lavoratori siano milionari ma forse (e dico forse, perché non ho esperienza diretta) non sono messi malaccio quanto a guadagni.
Il fatto che però la fabbrica sia famosa tanto per gli iPhone quanto per i suicidi o i tentati suicidi cambia le cose. Gli stabilimenti sono interamente circondati da reti per evitare che qualcuno gettandosi dalla finestra possa raggiungere il suolo. Dei lavoratori non si può dire che facciano il lavoro più variegato del mondo, forse i ritmi di lavoro e la routine possono essere qualcosa di opprimente ma non credo sia molto diverso da quanto risulti in alcuni lavori in Italia.

Perché non fare l'iPhone negli Stati Uniti allora? Credo che la domanda sia lecita e che più di qualcuno se la sia fatta. Il New York Times con un articolo ha fornito la spiegazione che include le parole di Steve Jobs a riguardo ma anche qualche anneddoto e dato curioso.
Assemblare un iPhone negli Stati Uniti costerebbe solo 65$ in più, un aumento ridicolo, visto che i prezzi dei modelli di punta superano gli 800 euro. Quello che non si potrebbe però avere è la flessibilità, il solito melablog.it in poche righe spiega come Jobs sia riuscito ad ottenere un display nuovo per il primo iPhone quando mancassero solo 6 settimane al lancio. Jobs convocò il suo team e sentenziò. Il resto è storia:
Subito dopo la riunione, uno dei presenti prese un volo per Shenzhen, in Cina: non c’era altro posto dove andare. Gli schemi dei nuovi iPhone voluti da Jobs arrivarono intorno a mezzanotte nella fabbrica, dove un caposquadra svegliò immediatamente 8.000 operai collocati nei dormitori della società, dando a ognuno di essi tè e biscotti e arrivando così a produrre 10.000 iPhone al giorno, dotati del nuovo schermo, in appena 96 ore. (leggi l'articolo su melablog.it)
Questo è il succo del discorso, poter avere praticamente quello che si vuole, quando lo si vuole, anche all'ultimo momento. Difficile negli Stati Uniti svegliare 8.000 dipendenti e metterli subito al lavoro, decisamente più facile in un paese come la Cina dove, ad esempio, Foxconn ha stabilimenti con oltre 50.000 operai pronti a eseguire gli ordini senza fiatare visto che dormono direttamente in fabbrica, in quella che è chiamata Foxconn City che conta 230.000 dipendenti.

Alla fine della storia è difficile trovare un responsabile a cui dare la colpa, Apple può accertarsi che i propri dipendenti abbiano le condizioni migliori possibili, non le migliori in assoluto, ma le migliori che il paese può offrire e 17$ dollari per 10 ore (talvolta anche 12) al giorno non sembrano essere un'assurdità in Cina.
Se non altro l'azienda della Mela ha portato le telecamere dentro gli stabilimenti, si è esposta in prima persona, perché come scritto all'inizio del post Foxconn non lavora solo per Apple ma anche per molti altri produttori che non mi sembra abbiano mai parlato in maniera così chiara dei propri lavoratori.

Questo è il servizio andato in onda giusto qualche giorno fa:

22 febbraio 2012

Problemi SDA: trovato l'accordo, lavoratori riassunti e consegne riprese

Giusto ieri ho scritto un lungo post in cui cercavo di mettere assieme le varie informazioni trovate in giro per la rete riguardo lo sciopero dei lavoratori SDA che ha bloccato le consegne di oltre 4.000 pacchi e ha "paralizzato" le provincie di Padova e Venezia.

Devo aggiungere due cose, anche se dal titolo del post non ce ne sarebbe nemmeno bisogno. Ieri mattina, dopo ho ricevuto il pacco che aspettavo da Amazon, alla fine con un solo giorno di ritardo. Avevo contattato Amazon (il 17 Febbraio) e il puntualissimo servizio clienti mi ha subito risposto dicendomi che si sarebbero messi in contatto con il corriere per avere ulteriori informazioni e risolvere la situazione.

L'altra notizia arriva da Anto che nei commenti segnala un articolo dal sito CISL Veneto (dal quale in questi giorni ho potuto seguire l'evolversi della situazione) che esordisce con due righe molto esplicative:
A partire da ieri pomeriggio i padovani hanno ripreso a ricevere i pacchi spediti con Poste Italiane attraverso Sda express courier. (leggi l'articolo)
Alla fine la situazione sembra risolta, ci sono stati notevoli disagi ma visto che le consegne sono già iniziate credo che non ci vogliano molti giorni prima che tutti coloro che attendevano la loro spedizione si vedano recapitato ciò che avevano ordinato. Se non altro grazie al tracking SDA la maggior parte degli utenti ha potuto monitorare gli sballottamenti del proprio ordine, cosa che se non altro rendeva l'idea del caos che regnava in questi giorni nelle due sedi.

In tutto questo marasma di tracking confusi e poche notizie, l'assistenza di Amazon.it si è rivelata il top. Li ho contattati tramite l'apposito modulo via internet e sono stato prontamente contattato via mail con tutte le informazioni possibili per poter cercare di saperne di più sul problema. Più di qualcuno ha ottenuto la spedizione di un nuovo pacchetto senza alcuna spesa. Addirittura ieri sera sono stato contattato telefonicamente da Amazon per sapere se la questione si era risolta e se avevo ricevuto il pacco ordinato. Inutile dire che se il loro rapporto con i clienti continua così io manterrò questo sito il primo nella mia lista dei preferiti.

PS. Mi dispiace ma alcuni commenti sono stati cancellati per motivi di linguaggio. La situazione è stata davvero molto difficile ma nel blog preferisco lasciare fuori commenti troppo volgari.

21 febbraio 2012

Problemi e ritardi SDA a Padova e Mestre-Marghera. Ecco i motivi.

Aggioramento: la situazione sembra risolta e le consegne sono ripartite (leggi l'articolo)

I TG non ne hanno parlato molto ma la situzione pur non essendo di rilevanza nazionale è comunque piuttosto imbarazzante. Stiamo parlando di una serie di problemi e ritardi con le consegne da parte del noto corriere SDA (di proprietà di Poste Italiane). Di sicuro se ne sarà accorto chi un questi giorni ha ordinato qualcosa che gli sarebbe dovuto essere recapitato giusto in qualche giorno e che invece si fa attendere da settimane.

Posso dire la mia visto che ho anche io ordinato qualcosa (fortunatamente dal valore di neanche una decina di euro) che attendo ormai da troppo tempo, visto che mi doveva essere recapitato in 2-3 giorni ed invece è quasi una settimana (non sembrerebbe nemmeno una cosa preoccupante ma il sito in questione ha fatto della puntualità delle consegne uno dei suoi punti di forza).

Partiamo con ordine, come al solito ho dovuto fare qualche ricerca, uno dei primi articoli nel quale mi sono imbattuto è questo, ne cito giusto l'incipit:
Sono 4.000 i pacchi di Poste Italiane bloccati da una settimana nella sede cittadina di Corso Stati Uniti 1 (dietro China Ingross ) perché i 25 lavoratori della Sda Express Courier sono ancora in sciopero da quando la cooperativa, Salerno Trasporti, ha cessato il periodo di appalto con la Sda e non sono stati ancora riassunti dalle due cooperative padovane subentranti, Sabet snc e Cooteam 14 scarl.
Tutto questo a Padova, la settimana scorsa, per poi scoprire che verso la fine della settimana è avvenuto qualcosa di curioso:
Nella notte tra giovedì e venerdì “gli amici del padrone” hanno effettuato un blitz nella sede di Corso Stati Uniti e, approfittando di un momento di sonnolenza degli occupanti della filiale di Padova, hanno trasportato quasi tutti i pacchi giacenti (circa 4.000 tra grandi e piccoli ) nella sede di Venezia-Marghera.
Quello che era un tentativo di continuare ad offrire un servizio (seppur  discapito dei lavoratori che protestavano) non ha fatto altro che allargare la protesta anche nella sede di Marghera, bloccando così le consegne nella provincia di Padova e Venezia.

Nel sito internet (mentre scrivo ogni tanto è offline) tutto il problema è riassunto in qualche riga:
Si segnalano difficoltà nello svolgimento del servizio nelle zone servite dalle filiali di Padova e Venezia per azioni indipendenti dalla volontà di SDA, che impediscono la regolare attività quotidiana. SDA sta già mettendo in atto tutte le iniziative possibili al fine di contenere i disagi per i propri clienti e riprendere il servizio appena la situazione lo consentirà.
Quel "appena la situazione lo consentirà" dice tutto e niente, mentre non sembrano ci siano punti di svolta nelle trattative (stando alle notizie dei siti delle organizzazioni sindacali).

La pagina Facebook del gruppo è letteralmente presa d'assalto da centinaia di utenti che aspettano da settimane i propri pacchi e che magari abitano a pochi chilometri dai centri di smistamento, ma che per motivi di documentazione non possono ritirare personalmente i pacchi. A questo si aggiunge la frustrazione di un servizio clienti a pagamento (199 11 33 66).

Si può contattare il gruppo anche tramite mail, nel sito ufficiale l'indirizzo per chi avesse visto tramite il tracking SDA il proprio pacco "consegnato" ma senza averlo mai ricevuto l'indirizzo email è infosda@sda.it, mentre nella pagina Facebook rimandano a teamweb@sda.it.

In ogni caso, nel mio caso specifico, qualcosa sembra muoversi, ma non vorrei che fossero le ultime parole famose, infatti il tracking del mio pacchetto è questo:
image host
clicca sull'immagine per ingrandirla
Si vede chiaramente come il pacco sia un po' sballottato tra le due sedi, ma sembra che qualcosa possa si stia muovendo (in tutti i sensi) e spero che comunque arrivi al più presto. L'unica cosa che mi disturba è il metodo di classificazione delle consegne che non sembra prevedere un "problemi per cause esterne al gruppo", quindi appare un SPEDIZIONE CONSEGNATA quando in realtà subito dopo viene nuovamente messo IN CONSEGNA.

Non appena il pacco verrà consegnato e giungessero altre notizie vi informerò prontamente. Restate connessi sperando che la situazione si sblocchi il prima possibile.

PS. Mi dispiace ma alcuni commenti sono stati cancellati per motivi di linguaggio. La situazione è stata davvero molto difficile ma nel blog preferisco lasciare fuori commenti troppo volgari.

20 febbraio 2012

Sports Tracker, l'alternativa a Nike+



Non sono mai stato un patito dell'allenamento, nonostante faccia giusto il minimo per tenermi in forma.
In questo "minimo" rientra ogni tanto un po' di attività fisica. Qualche minuto di corsetta o camminata giusto per smaltire le calorie di troppo o semplicemente perché un po' di attività fisica non fa mai male.
Non avendo mai avuto un iPhone ho da subito lasciato perdere Nike+ indirizzandomi quasi per caso su uno dei migliori concorrenti, Sports Tracker (disponibile per iPhone, Symbian, Windows Phone e Android)

Questo programma funziona un po' nello stesso modo dell'antagonista Nike, permettendo di monitorare le vostre prestazioni in ogni dettaglio per poi analizzarle accuratamente. Come ogni programma del genere avrete bisogno del GPS che seguirà ogni vostro spostamento e lo trasporrà su una mappa, in modo che poi potrete analizzare distanza e velocità e a seconda dell'attività scelta vi indicherà le calorie consumate.

16 febbraio 2012

Belen, lo spacco, le mutandine, la farfallina, il tuatuaggio e il Festival di Sanremo


Quando si dice che una foto foto vale più di mille parole forse ci si riferisce a casi come questo, dove sono bastati pochi scatti per scatenare un vero e proprio putiferio. Ma forse è proprio questo l'intento perché ormai in tv si sa niente viene lasciato al caso, quindi di sicuro la nostra Belen Rodriguez non avrà messo l'ultima cosa trovata nell'armadio.

Quando si parla di Sanremo viene un po' in mente quando Apple passo da "Apple Computer" ad "Apple" e basta. Si intuì subito che le cose stavano cambiando e anche il nome meritava di subire un piccolo ritocchino. Ormai nessuno parla più di "Festival della Canzone Italiana di Sanremo", si accorcia il tutto in più semplice "Festival di Sanremo" che in effetti ha ben poco a che fare con al canzone italiana. Un generico "Festival" va più che bene, così si può mettere dentro un po' quello che si vuole.

Nel minestrone ci va un po' di tutto, senza fare nomi precisi però si possono citare ospiti che sembrano usciti dalla naftalina giusto per andare a fare qualche polemica, o ospiti riciclati che con il sorriso in bocca e mentre fanno ridere riescono a sparare più parolacce che in un film di De Sica. Condiamo il tutto con un paio di vallette rispolverate all'ultimo minuto e qualche conduttore che fresco fresco non è. Si potrebbe sorvolare su tutto se queste cose fossero giusto briciole rispetto alla parte musicale. Ma se anche quella va a farsi benedire con un sistema di voto che va in tilt allora siamo davvero alla frutta.

15 febbraio 2012

Adele: 6 statuette ai Grammy Awards 2012


Qualche settimana fa vi ho parlato della sua esibizione live alla Royal Albert Hall, a Londra, adesso spendo giusto un paio di parole per le 6 statuette che Adele ha conquistato agli ultimi Grammy Awards (Domenica 12 Febbraio), ecco i premi:

  • Best Short Form Music Video
  • Record of the Year
  • Song of the Year
  • Album of the Year
  • Pop Solo Performance
  • Pop Vocal Album

Ha quindi sbaragliato le varie Lady Gaga, Katy Perry, Rihanna dimostrando che non conta solo l'aspetto fisico o fare videoclip che si spingono sempre oltre il limite, ma quando si parla di musica quello che conta sono le doti canore.

Complimenti ad un delle migliori cantanti del momento!

13 febbraio 2012

Film | "La Lista dei Clienti". La mia recensione

La trama di base non è delle più originali, ma purtroppo è ispirato ad una storia vera. Non ce ne scandalizziamo molto perché ormai siamo in una società che sta toccando i livelli più bassi che si possano immaginare però ci sarebbe da preoccuparsi, per lo meno lo credo io, nonostante il film presenti un dilemma etico-morale non indifferente.
"La lista dei clienti" (trama!) narra la storia di una madre che per salvare la propria famiglia arriva al punto di prostituirsi. I figli da mantenere, uno status e uno stile di vita che una volta raggiunti sono difficili da lasciare, una casa e un marito che per sua disgrazia non è in grado di lavorare (o di giocare, visto che è un giocatore di football costretto a casa da un infortunio). La protagonista, Samantha Horton nonostante sia massaggiatrice non ha mai avuto bisogno di lavorare fino a quando la situazione diventa troppo difficile da sostenere. È così che alla fine arriva alla più tristi delle conclusioni.
Quello che è interessante, nella pellicola, è lo scorrere degli eventi, che da un piccolo ruscello si trasformano in un fiume in piena impossibile da fermare. Perché una volta entrati in un certo mondo la protagonista si accorgerà di quanto sia difficile uscirne e di come ogni soluzione "facile" in realtà renda la faccenda ancora più complicata.
È proprio questo il fattore chiave del film, ossia quelle soluzioni apparentemente "facili" che in realtà si rivelano avere risvolti sociali e morali difficili da controllare e da prevedere. Come se non bastasse si aggiunge il bisogno di uscire da una difficile situazione economica e di come spesso i metodi per risolvere la situazione siano decisamente poco ben visti dalla società o eticamente accettabili. Perché è davvero giusto fare qualsiasi cosa per salvare la propria condizione economica? C'è un limite morale, etico, religioso?

Il film datato 2010 è stato trasmesso nel 2011 in Italia. Negli Stati Uniti ha riscosso un notevole successo (portando anche una nomination per i Golden Globe a Jennifer Love Hewitt) tanto che da Marzo di quest'anno la Hewitt tornerà a rivestire lo stesso ruolo in una serie tv che porta lo stesso titolo del film. 10 episodi che probabilmente racconteranno in maniera più approfondita questa storia.

10 febbraio 2012

Perché un fotografo costa tanto? I costi di un fotografo

It's one of the biggest events of your life.  You'll wear the dress one day, smell the flowers one day, have your first kiss as bride and groom.... But the photos will last forever.
É uno degli eventi più importanti della tua vita. Vestirai un abito un solo giorno, sentirai il profumo dei fiori un solo giorno, avrai il tuo primo bacio da sposata... ma le foto rimarranno per sempre.
Oggi vi segnalo un articolo molto interessante di una fotografa di matrimoni che ha deciso di mettere online i suoi guadagni e le sue spese, per far capire quello che sta dietro ad una foto, sia in termini di fatica che di costi economici. Così alla domanda come mai le foto per un matrimonio costano tanto, Nikki Wagner, ha risposto con una bella lettera alla sposa che le poneva la questione. Non me ne voglia l'autore del post se ne traduco un po'.
La fotografa considera l'aspetto "stagionale" del suo lavoro, 4 mesi all'anno, 20 matrimonio, 2.500$ a matrimonio. Totale 50.000$ all'anno. A questa cifra di partenza vanno tolte le spese, analizziamole (si parla di cifre annuali):
  • 15.000$ di tasse
  • 7.200$ per il mutuo della casa (dove lavora) e del garage che ha trasformato in uno studio
  • 7.200$ per il leasing dell'auto e l'assicurazione
  • 840$ per il carburante
  • 500$ per l'assicurazione del materiale fotografico
  • 3.000$ per la propria assicurazione, nel caso si dovesse far male durante un matrimonio
  • 720$ per il sito web e l'hosting di esso
  • 1.000$ per la pubblicità della sua attività in giornali e riviste locali
  • 4.000$ per l'assistente, spesso avere foto da più angolazioni è importante, soprattutto quando l'evento è unico e irripetibile
  • 100$ per le scarpe, un paio di scarpe nuove ogni anno, d'altronde si percorrono kilometri avanti ed indietro ad ogni matrimonio
  • 2.500$ per telefono e connessione internet a banda larga
  • 500$ per contabile e avvocato, così da evitare problemi fiscali e legali

Totale 7.000$, che fanno circa 5.300 euro netti, che vanno nelle tasche. E non vengono contati nella lista i workshop e i corsi ai quali la fotografa partecipa per migiorarsi, restare aggiornata con i tempi e realizzare foto che soddisfano sempre di più il cliente.

Non finisce qui, perché Nikki Wagner fa la lista della sua attrezzatura, cosa che molte persone credono che venga direttamente dal cielo, per grazia dello spirito santo o che magari costi quanto una fotocamera compatta.
  • 5.000$ per le 2 Canon 5D Mark II (una di riserva, perché se questa dovesse rompersi non si fotografa il matrimonio con il cellulare)
  • 1.200$ obiettivo Canon 24-70 f/2.8
  • 1.300$ obiettivo Canon 70-200 f/2.8
  • 500$ obiettivo Canon 50mm f/1.4
    600$ obiettivo Canon 100mm f/2.8 macro
  • 1.200$ per due flash Canon 580EX II
  • 1.500$ per tutto il resto del materiale, batterie, memory card, filtri, luci, cavalletti, stativi, ombrelli e borse capienti per trasportare il tutto
  • 200$ per la manutenzione e la pulizia di tutto il materiale sopracitato
Come se non bastasse a tutto questo va aggiunto altro materiale, in quanto le foto di un matrimonio o di una serata non finiscono da sole su internet o sull'album e non i dvd dove salvarle non crescono sugli alberi.
Quindi dopo 8-10 ore di matrimonio, ci sono almeno 20-25 ore di editing, pensate al solo passaggio delle foto dal RAW (cosa????) al formato JPEG per poter poi essere stampato.
Quindi si deve considerare:
  • 2.500$ per l'iMac 27" con il quale lavora
  • 200$ Adobe Lightroom 
  • 900$ Adobe CS5 (400$ per gli aggiornamenti)
  • 300$ per la stampante che stampa sopra i DVD
  • 200$ per l'inchiostro ogni anno
  • 300$ per DVD e custodie
  • 500$ 2 hard disk esterni da 2TB dove riporre le foto
  • 400$ all'anno per il backup online delle foto, così, specifica lei, se l'ufficio va a fuoco non perderete le vostre foto
E poi ci sono tante piccole cose che magari uno nemmeno si immagina, buste, la carta (anche solo per buttare giù un preventivo), scatoloni e il tempo che si dedica nell'ordinare le stampe, andare a ritirarle, spedirle...

Bellissima la conclusione, che non vale solo per un matrimonio, ma anche per una qualsiasi festa o evento per il quale è richiesto un fotografo e il suo impegno.
You will spend thousands of dollars on a wedding dress or flowers or a venue or on catering which you are going to have for only one day, but your photographs will be the only thing you have to remember that one day for the rest of your lives.
In parole povere: tu spenderai migliaia di dollari o euro per un vestito, i fiori, il ristorante o il catering, per una villa, e avrai tutto questo per un solo giorno. Le foto saranno le uniche cose che ti ricorderanno quel giorno per tutta la tua vita.

A questa fotografa va tutta la mia stima, perché come tutti coloro che amano la fotografia ci mettono passione, impegno, sudore e fatica, tutte cose con le quali però non potresti acquistare nulla di ciò che ti permette di lavorare.
Ormai scattare una foto è qualcosa di estremamente semplice, scattare una bella foto è cosa decisamente più difficile ma poco rispettato.

Questo post è un bel "dietro le quinte" nella vita di un fotografo, credo che non serva nemmeno commentare perché i numeri parlano da soli, e fanno capire bene cosa significhi dedicare il proprio tempo alla fotografia.
Quindi invito tutti a riflettere un attimo quando si invita un fotografo ad un evento, a rispettare il suo lavoro che alla fine non ha nulla di inferiore a quello di tutti gli altri, ma spesso solo per avere tra le mani una macchina fotografica sembra essere qualcosa di poco importante, dimenticando che sta fotografando momenti che resteranno immortali.
fonte | petapixel.com

8 febbraio 2012

Spot | Fiat Panda e L'Italia che piace. Piace davvero?


A scanso di equivoci lo dico subito, non sono il primo sostenitore del marchio Fiat, a parte la nuova 500 per tutto il resto ho come l'impressione che sia meglio stendere sopra un velo pietoso, al di là dei successi di vendite che possono smentirmi.
C'è un'altra cosa però che il gruppo Fiat sa fare molto bene ed è curare il marketing, la propria immagine, molto meno quella delle proprie auto. Perché diciamocelo la nuova Panda può piacere o meno ma a me sembra sembra degna del design della casa più scopiazzona, una di quelle auto con un design così banale da passare quasi inosservata. Passa meno inosservata la 500L che (sempre secondo me, che di design, magari, non me ne intendo neanche un po') con il suo orrore riesce a farsi notare subito, alla stregua di auto come Multipla o Croma che sono passate alla storia per il loro aspetto, diciamo non proprio affascinante.
L'ultima trovata ha lo slogan "Questa è l'Italia che piace" ed è corredato da una pubblicità davvero molto suggestiva. Le immagini sembrano evocare tempi gloriosi, la voce narrante è possente e trascinante.

Certo negli ultimi anni mi sembra che l'Italia che dovrebbe piacerci ci piaccia un po' meno del solito. Anzi, correggiamoci, la Fiat che dovrebbe piacerci piace molto meno del solito. Perché credo sia facile costruire un prodotto e poi confezionarlo con la bandiera Italiana anche quando magari gli stabilimenti vengono chiusi e gli operai vengono lasciati a casa o macchine simbolo come la 500 vengono assemblate in Polonia (quando sono passate in Italia poi Termini Imerese ha chiuso i battenti). Sarebbe questa l'Italia che piace? Magari la tv è sempre di parte, controllata da qualcuno, faziosa e chi più ne ha più ne metta però non ho mai visto programmi in cui gruppi di persone esultavano di gioia per essere stati assunti nelle catene di montaggio Fiat. Evito, appositamente di entrare nel merito di aiuti di stato perché finirebbe male e non siamo su questo blog per parlare di politica, però ci sarebbero tanto cose da dire.

Fiat sembra aver fatto moltissimo per aiutare gli americani (che non sembrano però gradire spassionatamente la nuova Fiat 500) ma in Italia come siamo messi? Lancia sembra sostenersi giusto con le vendite della Ypsilon, l'Alfa Romeo è riuscita al massimo a produrre una 8C in edizione limitata, troppo poco per due marchi che hanno del potenziale enorme, che non viene sfruttato.

6 febbraio 2012

Documentario | Gli orrori del comunismo (History Channel)

Non si tratta di stabilire se il nazismo sia stato peggiore del comunismo o viceversa. Si tratta semplicemente di conoscere. Per non dimenticare.
Dopo la Giornata della Memoria, dove abbiamo ricordato le vittime di uno dei periodi più bui dell'umanità con un documentario prodotto da Steven Spielberg ("Gli ultimi giorni"), oggi però credo sia doveroso guardare anche l'altro lato della medaglia, ossia a quel comunismo che forse andrebbe studiato un po' meglio.
Perché a scuola non viene detto tutto, o meglio, così è capitato a me quando ho visto questo documentario per la prima volta su History Channel.

"Gli orrori del Comunismo", diretto da Edvin Snore è un documentario non propriamente adatto ad ogni tipo di pubblico (un po' come quello di Spelberg), ma spesso la conoscenza degli eventi passa attraverso immagini raccapriccianti, che vorremmo non vedere mai, che qualcuno vorrebbe che non fossero mai viste, ma che invece foto e video hanno documentato per ricordare alle generazioni future che certi orrori sono accaduti e che non vanno dimenticati.

È così che si rimane allibiti, perché il documentario è molto chiaro in ogni suo passaggio, narra con ordine ogni fase di quel comunismo che ha prodotto morti in numero superiore a quelli del nazismo, con metodi altrettanto barbari, a partire dall'alleanza con il nazismo fino ad arrivare a veri e propri genocidi, il tutto per creare un sistema costituito da individui perfettamente plagiati per seguire un ordine supremo o un'ideologia.

Ecco quindi un tassello da aggiungere alla storia e che troppo spesso non viene citato, non vengono citate cifre, luoghi, o come veramente siano andate le cose "in nome del Comunismo" o per mano di esso.

PS. Ho fatto una ricerca ma il documentario non sembra essere in commercio, quindi nessun link per poterlo acquistare, lo potete comunque visionare grazie ad internet, e trattandosi di un "video", è anche molto più facile di quanto si possa credere, basta fare giusto una ricerca.

3 febbraio 2012

WhatsApp | Risparmiare batteria su Android e Samsung Galaxy S2 (i9100)

Di guide del genere ce ne saranno molte, ma mi inserisco lo stesso con consigli che derivano direttamente dala mia esperienza. Il problema della batteria è cosa comunque con i nuovi smartphone e con applicazioni sempre connesse che sono pronte a scaricare la batteria in un batter d'occhio.
Una di queste è WhatsApp, messenger che sfrutta la connessione dati per scambiarsi messaggi di testo tra gli utenti che l'hanno installata, mandando definitivamente in pensione gli SMS. Per poter mandare messaggi però questa applicazione deve sempre essere connessa alla rete, soprattutto per poter ricevere messaggi all'istante, in tempo reale, come fosse una chat. Restando connessa, in background, sempre, questa applicazione consumerà batteria preziosa anche quando non la usiamo, ecco quindi alcuni consigli su come aumentare la batteria.

Vediamo allora un paio di cose.
  • Di notte, se tenete il telefono acceso e non usate l'applicazione potete disattivare la connessione dati, tanto WhatsApp sarà in grado, una volta ristabilita la connessione dati di recuperare i messaggi che non sono stati ricevuti in tempo reale. Per fare ciò esiste un comodo widget, chiamato APN OnOff , basta premere i pulsante per disattivare la connessione dati, premendolo di nuovo si attiva, semplice e veloce. Unico neo l'applicazione non è nell'Android Market, ma si scarica dal sito degli sviluppatori. Bah... In alternativa tenendo premuto il tasto di accensione comparirà il menù con il quale disattivare la connessione dati, oppure mettere il telefono in modalità Offline.
  • Di giorno, se non avete necessità di navigare in internet potrete passare dalla connessione 3G a quell 2G, con un notevole risparmio di batteria. Potrete usare WhatsApp tranquillamente (unica premura, fare attenzione agli allegati) e comunque riceverete le notifiche push delle varie applicazioni (Facebook, email...). Per usare la connessione 2G al posto di quella 3G c'è quest'altro widget (sviluppato sempre dagli sviluppatori del programma sopra), 2G-3G OnOff. In realtà non è un widget veroe  proprio, ma un collegamento alla pagina delle Impostazioni rete mobile, dove scegliere Modalità rete e poi Solo GSM. Leggermente meno comodo rispetto a disattivare la connessione in toto, ma Android non permette programmi che operino un cambiamento di rete.
  • Se invece volete un ottimo compromesso tra velocità e consumo di batteria potete scegliere la connessione wi-fi, quando disponibile. Potrete navigare su internet ad una velocità spesso superiore al 3G e la batteria non scenderà a vista d'occhio. Qui non servono widget, basta trascinare la barra delle notifiche per attivare il wi-fi o disattivarlo a proprio piacimento.

Dopo aver provato la prima opzione sono diventato fan della seconda. La batteria dura incredibilmente a lungo, posso usare WhatsApp senza problemi e se devo navigare con un paio di click posso disattivare tutto. Quando so che comunque non potrò usare WhatsApp non devo disattivare in toto la connessione dati perché comunque quella 2G consuma molto meno rispetto alla 3G.

Quando parlo di connessione dati, mi riferisco al collegamento alla rete UMTS (che sulla barra delle notifiche, apparirà con le sigle 3G oppure H+, a seconda della velocità della rete) ma anche GSM, che viene identificata con la sigla 2G (sulla barra delle notifiche apparirà come G). Ovvio che per navigare in internet, spedire e visualizzare allegati nelle mail una connessione UMTS è fondamentale (ma ricordiamo che l'iPhone è rimasto per un intero anno senza rete 3G/UMTS) però per poter utilizzare programmi come WhatsApp che non necessitano di grandi moli di dati va benissimo la più modesta connessione 2G, che consuma decisamente meno batteria (praticamente "nulla" rispetto alla connessione 3G).
Se la connessione dati viene disattivata non potrete inviare alcun tipo di dato attraverso il telefono, unica eccezione gli SMS e le telefonate

1 febbraio 2012

Recensione | WD TV Live by Western Digital

Era da parecchio tempo che osservavo questo prodotto, alla fine approfittando delle offerte che Amazon ogni tanto offre, ho deciso per l'acquisto. WD TV Live è un player digitale, un lettore che permette di vedere contenuti da chiavetta USB o hard disk esterno sul proprio televisore, possibilmente in alta definizione. È proprio l'alta definizione il punto di forza di questo player, che riproduce innumerevoli formati video fino a 1080p.
Per la precisione ecco la lista dei formati supportati:

  • Video - AVI (Xvid, AVC, MPEG1/2/4), MPG/MPEG, VOB, MKV (h.264, x.264, AVC, MPEG1/2/4, VC-1), TS/TP/M2T (MPEG1/2/4, AVC, VC-1), MP4/MOV (MPEG4, h.264), M2TS, WMV9, FLV (h.264)
  • Photo - JPEG, GIF, TIF/TIFF, BMP, PNG
  • Audio - MP3, WAV/PCM/LPCM, WMA, AAC, FLAC, MKA, AIF/AIFF, OGG, Dolby Digital, DTS
  • Playlist - PLS, M3U, WPL
  • Subtitle - SRT, ASS, SSA, SUB, SMI
Praticamente quasi ogni contenuto disponibile ed in circolazione, ad eccezione del materiale acquistato o scaricato da iTunes e Amazon.