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14 giugno 2012

Instagram. Cos'è, come funziona, perché piace.

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Uno scorcio di Padova, zona Bassanello
Non è mistero che la fotografia con il cellulare sia una delle cose più distanti dal mio modo di pensare nonostante molti cellulari abbiano fotocamere sempre più evolute ma che comunque hanno i loro limiti in molte condizioni. Ultimamente mi sto leggermente (ripeto, leggermente) ricredendo.

Tutto inizia qualche settimana fa quando Instagram è stato reso disponibile anche per piattaforma Android (finora era a disposizione dei soli utenti iOS). Il bello di Instagram è la sua semplicità immediata, lo dice anche lo slogan dell'applicazione: scatta una foto, applica un filtro e condividila. Stop.

Credo sia proprio il secondo passaggio quello che rende diverse e un pochettino più belle le foto scattate con questa app, perché ci sono sufficienti filtri per rendere le proprie foto piuttosto interessanti.
Tra le caratteristiche bisogna segnalare due cose piuttosto originali, la prima sono le foto quadrate (omaggio a Polaroid) la seconda è un'opzione che permette di aumentare la luminosità/contrasto delle foto, migliorandone spesso la resa (spesso con un leggero effetto HDR).
Ultimo passo è la condivisione nei maggiori social network in circolazione, Facebook, Twitter, Tumblr,  Foursquare e prossimamente anche Flickr.

Se preferite usare la vostra reflex non c'è problema, perché Instagram permette di applicare i suoi filtri anche a foto non scattate con il vostro cellulare, l'unica cosa è che comunque la foto verrà ritagliata al formato quadrato.

Quello che poi rende Instagram unico nel suo genere è che l'applicazione non ha un corrispettivo web, un sito dove poter seguire le foto degli altri; si fa tutto via telefono, cosa particolare perché il 99,9% delle applicazioni social è controllabile anche via computer.

Credo che questa cosa però renda l'applicazione immediata (perché spesso abbiamo sotto mano il telefono e non il computer) e le dia quel grado di semplicità ed immediatezza che ha conquistato l'utenza. Come su qualsiasi social network avrete la pagina con il flusso delle foto dei vostri amici (in questo caso è un misto tra Twitter e Facebook, perché si può scegliere se mantenere il profilo pubblico o privato) e nient'altro. Spesso, è davvero bello seguire la vita degli altri attraverso le immagini che pubblicano. È il caso di dire che un'immagine vale più di mille parole.

Dopo tutte queste cose positive quella negativa. Instagram è stato comperato da Facebook (per 1 miliardo di dollari). Non si può dirlo ma spesso certe cose si concludono male. Per ora Instagram prosegue sulla sua strada ma l'uscita di Facebook Camera (che non è altro che un perfetto clone dell'applicazione, con filtri e modalità d'uso identiche) sembra aver segnato la strada.

Non vi resta che scaricale l'applicazione e iniziare a condividere immagini, cercando di fotografare tutto quello che vi piace o che vi può rappresentare.

Scarica Instagram

7 giugno 2012

La Formula 1 dal 2013 su SKY

sky sport f1 logo

Notizia che mi ha fatto brillare gli occhi, subito.
Negli ultimi anni, il fatto che SKY non avesse i diritti della Formula 1 è stato motivo di malumori da parte degli utenti della pay tv. La Rai avrebbe poi iniziato a trasmettere (da due stagioni a questa parte) le gare anche in HD, e questo ha parzialmente calmato i bollori ma comunque gli appassionati hanno continuato a rivolgersi a SKY per la questione.

Ieri la notizia ufficiale, dal 2013 i diritti della Formula 1 saranno di SKY che trasmetterà in esclusiva alcuni gran premi. Infatti la situazione cambierà radicalmente (non si sa se per meriti di SKY o demeriti della tv che adesso detiene i diritti di tutte le gare, ossia, la nostra RAI).
Ecco come verrà divisa la stagione (se non ho capito male), ipotizzando un calendario di 20 gare:

  • 11 gran premi in esclusiva assoluta SKY, successivamente trasmessi in chiaro in differita.
  • 9 gran premi trasmessi in diretta sia da SKY, che da una tv in chiaro (compreso il GP d'Italia a Monza).
Per ora ci sono alcune incognite che probabilmente metteranno in pensiero chi non è abbonato a SKY e ha sempre seguito le gare sulla RAI.
Quindi, non è dato sapere quali GP verranno trasmessi in differita su una rete nazionale in chiaro e quindi fruibili da tutti, a questo punto non si sa nemmeno se i GP in chiaro (o in differita) saranno comunque trasmessi in Alta Definizione.

Per adesso è praticamente ovvio che sarà Carlo Vanzini a commentare le gare. Nulla da dire, visto che rimane uno dei commentatori di SKY che più stimo per cui per gli abbonati non c'è da preoccuparsi.

L'unica cosa che preoccupa (e alla quale credo ci sarà da farsi l'abitudine) è il sistema delle esclusive, con la quale le reti sembrano accaparrarsi le competizioni più famose. È notizia di qualche settimana fa dell'acquisto da parte di SKY dei diritti di tutte le gare del MotoMondiale (Moto GP, Moto2, Moto 3), di queste solo 8 saranno fruibili in chiaro.
Anche Mediaset non rimane a guardare, ed infatti dal 2013 si è assicurata i diritti per le gare di Superbike.
Addirittura nel mercato delle esclusive quella della Champions League è una sorta di caso a parte, con SKY che detiene i diritti per tutte le gare della Champions, tranne che per una partita del Mercoledì che veda impegnate le squadre italiane (che saranno visibili solo su Mediaset).

PS. L'immagine del logo non si riferisce alla situazione di SKY Italia, che per ora non ha dato informazioni su eventuali canali dedicati (in realtà credo che la situazione sia tranquillamente gestibile con i canali attuali).

18 luglio 2011

My SKY HD e ascolti differiti: un paio di parole a riguardo


photo curtesy of | fotomomo.blogspot.com
Momo ha scritto una serie di articoli molto interessanti riguardo il mySKY HD, per cui non starò a parlarvene molto però un paio di cose posso dirle, perché oltre ad innumerevoli pregi qualche difettuccio sono riuscito a trovarlo.

Partiamo con i pregi. Inutile iniziare dicendo che una volta provato il mySKY non si torna più indietro. Chi guarda SKY e ha gusti che spaziano in quasi tutti i generi disponibili saprà bene che talvolta accade quello che la troppa scelta rende inevitabile: il dubbio di non sapere cosa scegliere. Le repliche aiutano molto ma spesso il tempo è tiranno e si riduce la visione a SKY ai soli programmi in prima serata. Cosa che è molto buona, ma forse troppo riduttiva per l'offerta che questa piattaforma offre.

Il decoder mySKY serve non solo ad aggirare il problema registrandosi i programmi da guardare in un secondo momento ma permette di creare una tv davvero su misura come nessun altro operatore offre.

Se l'utente medio usa mySKY e la guida tv sul televisore per registrare i programmi breve termine, l'utente più avanzato può tirare fuori il meglio da questa tecnologia, sfruttando al massimo le potenzialità del servizio restando a bocca aperta.
Non serve molto, basta poco:
  • dati dell'intestatario dell'abbonamento SKY (codice fiscale, codice cliente…)
  • creare il proprio account sul sito sky.it
oppure
  • scaricale l'applicazione per iPhone e iPod Touch (ma anche per Android): SKY Guida TV
  • numero di smart card (che non è il codice cliente, ma il codice stampato dietro la nostra smart card)
Questo codice lo ricavate anche dopo esservi registrati al sito di SKY, basta selezionare un programma qualsiasi, cliccare sull'icona rotonda che raffigura un computer (1) e quello che vi apparirà (2) sarà il vostro numero di smart card (che potrete inserire nell'applicazione per il vostro cellulare).
photo courtesy of | fotomomo.blogspot.com
A questo punto potrete sfruttare una Guida TV che arriva fino a 7 giorni, ma soprattutto potrete impostare la registrazione direttamente dal computer o dal cellulare, ovunque voi siate. Un click e SKY vi farà trovare il programma registrato quando tornerete a casa. Credo che la cosa sia davvero utile. Immaginatevi annoiati, mentre aspettare il solito treno in ritardo, per passare meglio sbirciate sul vostro telefono la Guida TV, scoprite un programma interessante che dovete registrare, ma l'esperienza insegna che una volta arrivati a casa i mille impegni potrebbero farvi dimenticare tutto. Potete quindi impostare la registrazione all'istante, sapendo che quando arriverete a casa potrete occuparvi di quello che vi pare mentre il decoder registra per voi.

Adesso arriviamo a qualche piccolo difetto. Il primo è il fatto che SKY spesso tende a privilegiare i nuovi utenti piuttosto che quelli affezionati. Così mentre per i nuovi abbonati questo decoder sarà gratuito per quelli "vecchi" sarà a pagamento. Più di qualcuno mi ha proposto di disdire l'abbonamento e ri-abbonarmi per avere il decoder gratuito -_-'' Addirittura nei vari punti SKY che si trovano nei centri commerciali non sono riuscito a trovare nessuno che proponesse il mySKY HD senza il Multivision. Alle domande "Ma perché non si può avere solo il mySKY? Se avessi una tv sola perché dovrei aderire ad una promozione che poi mi toccherebbe disattivare? Se non venisse attivata fin dall'inizio non sarebbe più comodo per tutti?". Le uniche risposte comprendevano la classica faccia sconsolata di chi purtroppo poco può fare per risolvere questo "problema".
Fortunatamente il mio antennista di fiducia/tecnico SKY abita giusto nella via dietro casa per cui grazie a lui non ho avuto problemi a farmi arrivare il solo decoder mySKY.

L'altro difetto notato sta nel telecomando, nella disposizione dei pulsanti soprattutto. Probabilmente è un problema di impugnatura mia, ma trovo davvero scomodo premere il tasto R dopo aver premuto i tasti direzionali, forse avrebbero potuto metterlo in una posizione diversa, meno in basso, magari un tasto un po' più grande, visto che si premerà R molto spesso quando si imparerà ad usare il mySKY.
Altro problema di pulsanti è quello del tasto esc, troppo vicino a quello di pausa, per cui capita che, abituati al telecomando classico di SKY, si prema pausa invece di esc. In questo caso il problema è l'opposto di quello per la registrazione, tasto troppo vicino, quando sarebbe stato meglio distanziarlo un poco.

Poi c'è il servizio SKY Selection on Demand (SSOD). Cioè? Una selezione di programmi registrati sul vostro mySKY direttamente da SKY. Se fate attenzione e avvicinate l'orecchio al decoder noterete che spesso questo è in funzione (o per lo meno l'hard disk al suo interno) anche se non state registrando nulla. Infatti è SKY che sta registrando per voi quando il decoder non è impegnato in altre registrazioni. Solitamente SKY Selection registra programmi in prima visione, come i film e alcune serie tv.
I programmi registrati rimangono nella sezione per una settimana dopo di che se non li spostate nella sezione myChannel questi verranno eliminati per fare spazio ad altri programmi. Tra le cose migliori c'è il fatto che i film (ad esempio quelli di cult) e le puntate delle serie tv non presentano né pubblicità, né loghi del canale, potrete vedervi il programma pulito pulito senza essere disturbati.
Difetti? Alcuni programmi (ad esempio X-Factor) contengono alcune pubblicità e il servizio non fa distinzioni in base ai pacchetti che avete nell'abbonamento. Ciò significa che se non avete il pacchetto cinema un buon 40% dei programmi verrà scaricato ma non potrete guardarli, vi comparirà subito un messaggio che indica che il programma non fa parte del vostro abbonamento e che quindi non sarà visibile. Diciamo un metodo per far ingolosire i clienti di SKY che non hanno tutti i pacchetti più importanti (raramente su SKY Selection vengono registrati eventi sportivi), mettiamo così...

Per il resto nulla da dire. Per quanti difetti si possano trovare alla piattaforma SKY, il mySKY HD è davvero qualcosa di irrinunciabile, che rivoluziona il modo di guardare la tv ma anche il modo di concepire la tv stessa, che si adatta lei alle nostre esigenze e non viceversa.

PS. Parlando di mySKY e della possibilità di registrare un programma e guardarlo successivamente bisogna introdurre il concetto di ascolti differiti o ascolti non lineari come vengono definiti.
Gli ascolti differiti vengono rilevati dall'Auditel e includono i dati di ascolto di un programma tv subito dopo la sua messa in onda fino ad un massimo di una settimana. Ciò significa che da un paio di mesi a questa parte gli ascolti di un programma includeranno anche i dati rilevati da coloro che guarderanno la registrazione durante i 7 giorni successivi alla messa in onda. Prima dello scorso Maggio venivano contati solo gli spettatori che guardavano un film o una serie tv in diretta, coloro che registravano era come se non esistessero.
Appare semplice che colui che registra un programma finisce spesso per guardarlo nel giro di una settimana e con un sistema efficente come quello di SKY non si poteva non contare quste persone (oltre 1 milione e mezzo di abbonati).
Una mossa che sembra accontentare l'utente e anche SKY che sicuramente incrementerà i dati di ascolto dando un'ulteriore spinta alla raccolta pubblicitaria. La piattaforma di Murdoch rimane una pay tv, ma questo da molto tempo ha smesso di significare un'estraneità al mondo della pubblicità e delle rilevazioni Auditel.

15 marzo 2011

"Speed of Life" by Discovery Channel. La vita a diverse velocità.

speed of life, discovery channelTempo fa vi ho parlato di "Great Migrations" (prima qui e poi meglio qui), documentario pluripremiato di National Geographic (il BluRay in HD è previsto per il 23 Marzo, date un'occhiata ad Amazon!). Come in una sfida adesso è Discovery Channel che risponde con "Speed of Life", documentario che racconta la vita di molte specie animali.

Fin qui nulla di nuovo ma ovviamente non ve ne avrei parlato se i tecnici non avessero pensato a come rendere il documentario spettacolare. Infatti già dal titolo si intuisce come la velocità sia una cosa che viene messa in primo piano, ma non solo.
Come in pochi documentari la tecnica slow motion viene utilizzata in maniera massiccia, riprese a 500, 1000, 2000 fotogrammi al secondo permettono di rallentare movimenti di frazioni di secondo mostrando come molti predatori siano delle vere e proprie macchine della morte efficientissime e senza pietà.
Ma "Speed of Life" non sono solo immagini riprese con telecamere ad alta velocità, ma anche con particolari videocamere macro (e talvolta anche microscopi) che permettono di vedere insetti e animali vari talmente da vicino da mettere quasi timore, permettendo di vedere le singole scaglie di un serpente ad esempio o i peli di una tarantola così dettagliati da poterli contare uno ad uno, ovviamente l'HD è d'obbligo. Avrete sicuramente notato come sia un appassionato della fotografia macro per cui potete immaginare quanto riesca ad apprezzare il lavoro dei cameraman della serie.
Come se non bastasse a rendere il tutto ancora più spettacolare c'è l'uso della famosa tecnica chiamata bullet time, resa celebre da Matrix e adesso impiegata per la prima volta in un documentario naturalistico e che permette riprese che "circondano" i soggetti, girandogli attorno e mostrandoli da ogni prospettiva.

Insomma sono numerosi gli elementi che rendono questa serie incredibilmente affascinante, che mostrano il regno animale talmente da vicino da darvi la sensazione di poterlo toccare, di averlo nel salotto, sembra di avere la possibilità di scoprire ogni più piccolo dettaglio semplicemente con un colpo d'occhio.

11 febbraio 2011

Glee 2 | "Forget You" canta Gwyneth Paltrow

Visto che mi piace Glee.
Visto che mi piace Gwyneth.
Visto che mi piace pure Cee-Lo.
Visto che adesso Glee c'è pure in Italia.
Visto che Fox ha messo il filmato disponibile su YouTube.
Visto tutto questo non potevo tirarmi indietro dal condividere questo video.

Quindi eccovi Gwyneth Paltrow che canta sulle note di "Forget You" (la versione politically correct di "F**k You") di Cee-Lo Green.
Certo, per chi sta seguendo la serie su Italia 1 di tempo da aspettare prima di vedere questa puntata per intero ce n'è per cui ora che la vedranno si saranno dimenticati di questo post che un po' rovina la sorpresa, ma non ho saputo resistere perché le canzoni che vengono cantate in questa serie sono famose e interpretate molto bene, nonché divertenti.

Ecco allora al video della canzone, in cui vedete una Gwyneth Paltrow decisamente inedita, molto spigliata, che canta e balla:

11 gennaio 2011

"La canzone di Marinella" Fabrizio de Andre e la sua canzone più triste.

tutto de andré album, la canzone di marinella
Di canzoni ne ho sentite parecchie, di canzoni triste ne escono ogni 5 minuti, ma per me quella più triste in assoluto rimane "La canzone di Marinella" (ascolta) di Fabrizio de André.
Intanto prima di parlare della canzone bisogna ascoltarla ascoltando attentamente il testo che mi lascia incantato ogni volta. Quelle parole cantate con gentilezza, sempre al posto giusto, con quelle rime che rendono il tutto una ballata neppure troppo difficile da ricordare.

Solitamente una cosa che in molti sapranno meglio di me è come De André racconta le sue storie, con un realismo quasi spietato, che non risparmia niente e nessuno (ne è un esempio "Il giudice") non disdegnando immagini forti quando solo queste possono far capire meglio il concetto.

Questa canzone però è diversa. Perché nonostante sia ispirata ad una storia vera (la più tragica ed orribili tra tutte le storie su cui attingere) il testo diventa una sorta di favola, una storia senza tempo, di quelle che riescono a farci commuovere e a farci dimenticare tutto. Quello che però non si riesce a dimenticare è però come questa bellissima canzone va a finire, ovvero nel peggiore dei modi. Una canzone per addolcire la morte di una ragazza che non meritava di conoscere la morte come le è capitato.
E l'immagine che sceglie De André si stampa subito nitida, nella memoria, talmente nitida che non riuscirete più a cancellarla:
Dicono poi che mentre ritornavi
nel fiume chissà come scivolavi
e lui che non ti volle creder morta
bussò cent'anni ancora alla tua porta.
Abituati come siamo a certe fiabe a lieto fine queste quattro righe arrivano come un pugno che stringe troppo forte un delicato fiore.

Vi lascio a questa canzone, che nella sua delicatezza sa essere tanto forte da riuscire ad entrarvi nel cuore anche se non lo volete, una poesia come solo il caro Fabrizio sapeva cantare. Una canzone d'amore che in realtà nasconde una verità troppo pesante da essere accettata, una vera e propria tragedia che proprio per il suo aspetto assume un carattere ancora più difficile da digerire.

Non c'è un video vero e proprio di questa canzone, ma su YouTube potete tranquillamente ascoltare la canzone, anzi la potrete ascoltare in più di una versione, ognuna con una sua delicatezza, ognuna da ascoltare in silenzio, partendo proprio dall'originale e arrivando fino alla struggente versione con Mina.

1 gennaio 2011

Caspar David Friedrich "Viandante sul mare di nebbia"

caspar david friedrich, viandante in un mare di nebbia
Caspar David Friedrich "Viandante sul mare di nebbia"
Quest'anno inizio con questo dipinto, riconoscendomi in quell'uomo che osserva la maestosità della Natura e ne contempla le meraviglie, quasi senza pensieri, concentrato verso ciò che ha davanti.

15 ottobre 2010

Foto | Superga. Un paio di scarpe tante avventure

superga, scarpe
Qualche settimana fa aera sorta una discussione su ciò che anche se rovinato e consumato possa essere indossato senza creare particolare scandalo ai miei occhi. Dicevo in un commento che le scarpe (solo se sportive) anche se particolarmente used sono una di quelle cose che posso apprezzare. Andare oltre a questo mi risulta difficile, per cui non aspettatevi particolari gallerie di pantaloni sfilacciati o t-shirt bucate. Questo è il massimo che mi concedo e che concedo alle mie Superga, anzi quelle conosciute come Le Superga, il classico modello denominato 2750.

Il tempo del pensionamento è arrivato anche per loro, un classico della calzatura italiana nato nel 1911 e che dopo varie peripezie, crisi e declini nel 2004 è ritornata alla grande nel mondo della moda. In realtà conosco questo marchio da sempre, fin da quando ero piccolo. Ricordo quel piccolo negozio di calzature che aveva all'ingresso il cestone delle scarpe dalla quale la commessa estraeva le Superga, un modello a dir poco economico (ricordo cifre davvero imbarazzanti, 5-1o.000 lire) ma davvero funzionale. Con il passare del tempo e l'arrivo di concorrenza sempre più spietata, questo modello perde sempre più terreno fino al rilancio nel 2004.

Da quando ho comperato questo paio sono passati almeno 4 anni, e un sacco di avventure. Sì, perché nonostante siano state solamente un paio di scarpe, queste mi hanno accompagnato in davvero mille avventure. Momenti belli, brutti, facili, difficili, lacrime versate sopra quella tela bianca, sorrisi con addosso queste scarpe. Ho visitato un sacco di posti e solitamente per la comodità rimane un paio di scarpe molto versatile, poco impegnativo e adatto ad ogni occasione che non richieda particolare eleganza. Insomma lo ho indossate a più non posso con grande soddisfazione, in ogni condizione, inzuppate di pioggia o sporcate di fango è sempre bastato un giretto in lavatrice per farle tornare a splendere.

Potete vederle anche voi purtroppo le condizioni di queste scarpe, ormai è giunta l'ora di rimpiazzarle con un nuovo modello che mi auguro mi accompagnerà in mille altre avventure. Magari non saranno più bellissime e candide come il primo giorno ma ogni singola macchiolina di sporco, ogni cucitura scucita fanno tutte parte dei momenti passati con queste scarpe addosso.

Un paio di scarpe, tante emozioni. Non importa se belle o brutte. L'importante è che il cuore batta sempre per qualcosa. Speriamo che questa carrelata di foto faccia pensare anche voi alle vostre scarpe preferite, quelle che vi hanno emozionato e che vi hanno regalato i vostri ricordi.

2 giugno 2010

Jayma Mays, gli occhioni di Emma Pillsbury in Glee

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Mentre negli Stati Uniti hanno stanno per vedere il finale di stagione della prima serie di Glee, noi in Italia dovremo aspettare (presumibilmente) il prossimo Settembre quella che in realtà sarà chiamata seconda stagione ma in realtà saranno solo gli episodi rimanenti della prima stagione (scelte discutibili di Fox Italia...).

26 aprile 2010

Sony Bravia Internet TV commercial

Qualche giorno fa vi ho parlato della serie Monolithic Design di Sony Bravia che include alcuni modelli di punta di questa casa.
Oggi è il turno di uno spot in cui compaiono questi telvisori assieme alla funzionalità che permette l'accesso ad internet direttamente dal telvisore.

Lo spot è qualcosa di davvero fenomenale, non riesco mai a cambiare canale quando Sony crea i suoi spot.
Una pubblicità che colpisce subito, infatti se all'inizio sembra una normale partita di clacio dopo neanche un paio di secondi si capisce che la partita non sarà normale, ma sarà giocata da un gruppetto di bambini che sembrano comportarsi quasi da adulti.

É impossibile non farsi una risata di fronte alle immagini rese ancora più interessanti dalla colonna sonora (dovrebbe essere "Single world" di Jonathan Elias), oltretutto finché non si giunge alla fine dello spot solo gli occhi più allenati rconosceranno che si tratta di uno spot Sony.

12 febbraio 2010

Io sono GLEE

glee, fox
Sinceramente non sono mai stato appassionato di certe serie televisive, parlo di quelle classiche canto-ballo. Però non sono riuscito a resistere a GLEE. Non se ne parla ancora in giro, in Italia è sbarcato da qualche settimana ma in America è una delle rivelazioni televisive del 2009, con milioni di fans e telespettatori che seguono ogni episodio. Ed è diventato un trend (di sicuro quando approderà in chiaro lo sarà anche da noi) quella "L" fatta con le dita sulla fronte.
glee cast
Citando Wikipedia:
La serie è incentrata su una compagnia di canto corale, conosciuta negli USA come Glee club, della fittizia William McKinley High School a Lima, in Ohio.
Si intuisce fin dai primi minuti della serie il significato della "L" sulla fronte, nient'altro che un segno per identificare gli individui emarginati, coloro che sono costretti a subire le angherie dei gruppi più cool.
glee, fox
glee, fox
La serie è iniziata con il consueto episodio Pilota, ovvero un episodio iniziale creato con lo scopo di suscitare interesse e quindi ottenere una programmazione regolare. In poche parole una sorta di "prova", per valutare la reazione del pubblico. Mentre negli Stati Uniti l'episodio pilota è andato in onda a Maggio 2009 per poi sbarcare regolarmente a Settembre 2009 in Italia siamo stati un po' meno sulle spine, infatti il primo episodio è stato trasmesso il giorno di Natale 2009 mentre il secondo a metà Gennaio 2010, ottenendo ascolti record sul canale italiano di FOX (canale 110, SKY) e meritandosi in patria un Golden Globe (gli Oscar dei programmi tv) come Miglior serie commedia o musicale.

Concludendo posso affermare che sia davvero una bella serie, divertente al punto giusto che nonostante non sia decisamente il mio genere mi ha piacevolmente stupito.
glee, jayma mays
Se vi state chiedendo dove avete già visto questi due occhioni, no problem. Me lo sono chiesto anche io durante tutto il primo episodio, scoprendo che la misofobica consigliera scolastica Emma Pillsbury è stata una paziente del Dr. House in uno dei miei episodi preferiti della seconda serie, "Un cane è per sempre".
glee, foxglee, fox
glee, foxglee, fox
Inutile ripetere che la serie è diventata un fenomeno sociale, tanto da coniare un nuovo termine per chiamare i fans, ovvero Gleeks, unione di Glee (tradotto in italiano come gioia), e Geek, termine che indica una persona con un interesse verso qualcosa fuori dal comune, ma anche, in modo dispregiativo, qualcuno con scarse capacità di socializzazione, spesso però molto intelligente.
glee, foxglee, fox
glee, foxglee, fox
C'è di più sul successo di questa serie che ha attirato l'attenzione di molti cantanti statunitensi (Rihanna, Madonna tanto per citarne un paio) che hanno messo a disposizione della serie tv le loro canzoni tante volte in modo gratuito. Ah, visto che parliamo di musica tutti staranno fischiettando il motivetto "Don't stop believin", cover dell'omonima canzone dei Journey.
glee, foxglee, fox
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TPP | Tempo di preparazione post: 50 minuti.

27 ottobre 2009

Massimo Dutti: l'unboxing è una cosa meravigliosa

Di per sé l'imballaggio ha la pura e semplice funzione di proteggere un qualsiasi oggetto e permetterne il trasporto in modo agevole, nulla più.
In realtà in molti casi assume un ruolo che lo pone allo stesso livello del prodotto che contiene, diviene un oggetto con un'importanza tale da essere giudicato.

È questa una delle cose che guardo quando faccio i miei acquisti, perché quando si crea qualcosa sono dell'idea che si debba creare un prodotto a tutto tondo, senza lasciare nulla al caso, materiali, tecnologia o imballaggio.

Ecco il motivo di questo post, il motivo è un acquisto di qualche settimana fa. L'oggetto principale dell'acquisto passa in secondo in questo caso, non ha importanza l'oggetto in sé, tante volte simile a prodotti analoghi ma è il pacchetto quello che conta.
È scartare l'azione che carica di adrenalina, la cosa che solo poche persone possono capire, un'emozione che si ripete ad ogni acquisto quando "l'imballaggio" è degno di nota.
massimo duttimassimo duttimassimo duttimassimo duttimassimo duttimassimo duttimassimo duttimassimo duttiPS: il titolo non è messo a caso, riprende il titolo di una puntata di una nota serie televisiva, sono sicuro che qualcuno saprà capire il riferimento.

2 ottobre 2009

"Lie to me". La verità è scritta sul tuo volto

lie to mePian piano mi sta davvero appassionando questa serie che da qualche settimana segue su Fox. Chi ha SKY sa di cosa sto parlando, ovvero di del dottor Lightman e del suo studio che collabora nel cercare di individuare chi mente analizzando in maniera minuziosa le espressioni facciali.

È proprio questo ciò che mi ha colpito assieme al carattere del personaggio principale (il dottor Lightman, intepretato da Tim Roth) ovvero l'attenta ricerca delle minima espressione del volto (ma anche alcuni gesti del corpo) al quale solitamente non facciamo attenzione e che invece possono tradire i nostri comportamenti.
lie to meGuardando "Lie to me" si fa presto a rimanere assuefatti dai modi irriverenti e provocatori del protagonista (personaggio che per molti aspetti ricorda il dr. House) ma l'attenzione poi cade sulle spiegazioni riguardo le microespressioni facciali, che riprendono accuratamente studi psicologici reali, quelli di Paul Ekman, psicologo che per primo ha intuito come molte espressioni fossero universali e non appartenenti ad un contesto sociale o ad una determinata cultura.

Insomma probabilmente nei prossimi mesi immagino che sentiremo parlare di questa serie che merita davvero di essere guardata, non solo per come è strutturata ma soprattutto per cercare di imparare i rudimenti della disciplina di cui fa uso Lightman, ma anche solo per prestare attenzione alle mille espressioni che il volto di ogni persona ci offre e che magari tante volte perdiamo.

TPP | Tempo di preparazione post: 25 minuti.

27 settembre 2009

F1 GP di Singapore: il fascino della notte

singapore, gp, f1, tracksingapore, gp, f1, tracksingapore, gp, f1, tracksingapore, gp, f1, tracksingapore, gp, f1, trackRiprendo un post dell'anno scorso ma che torna buono vista l'occasione e che merita di essere riproposto.

Non mi interessa chi vincerà questo GP di Singapore, ma c'è da dire che lo spettacolo offerto dalla gara in notturna è davvero da lasciare senza fiato.
Il circuito si snoda attorno a Marina Bay (cartina in pdf | qui su Google Maps), e attraversa molti punti della città, come ad esempio un impianto sportivo che sorge su un'isola artificiale che viene attraversato dalla pista che confluisce nel tunnel degli spogliatoi. Qui sotto la piantina del circuito (ovviamente ingrandibile):
singapore, gp, f1, trackProgettato da Hermann Tilke, la pista è praticamente illuminata a giorno (da una società italiana, la Valerio Maioli Group) e come per il circuito di Montecarlo, vengono usate anche alcune strade locali. In questo caso però l'effetto è superiore. Dalle riprese aeree si nota un fiume illuminato che percorre la città, intrecciato in molte zone dai cavalcavia delle strade di Singapore, dalle luci dei grattacieli della città, uno spettacolo unico nel suo genere che mai si era visto in un GP di Formula 1 e che anche quest'anno viene riproposto.

Particolare è anche la ruota panoramica che durante il gran premio è possibile prenotare (.pdf) per poter seguire la gara, visto che un giro della ruota dura ben 30 minuti. Con 150 dollari (ma si può arrivare anche a oltre 10.000 per seguire le tre giornate) si possono vedere le macchine correre dall'alto direttamente dalla ruota panoramica.

Una piccola curiosità sull'illuminazione. L'impianto è costituito da 1800 proiettori, ognuno da 2000 watt, montati a 10 metri d'altezza e seguono rigorosamente ogni metro del tracciato, posizionati in modo da non abbagliare i piloti o creare disagi per i fotografi e le telecamere.

Il circuito è stato voluto da Bernie Ecclestone e da Ong Beng Seng miliardario che ha portato il sogno della Formula 1 a Singapore e che ha finanziato al 50% la costruzione del circuito. L'idea è stata fin da subito criticata per l'essere troppo audace, ma nonostante tutto l'impresa è riuscita, e l'effetto spettacolare che voleva Bernie per ravvivare il circo della Formula 1 è perfettamente riuscito.
singapore, gp, f1, tracksingapore, gp, f1, tracksingapore, gp, f1, tracksingapore, gp, f1, trackPeccato solo per gli ultimi scandali che la Formula 1 ancora una volta ha messo sul piatto disgustando gli appassionati veri, quelli che nonostante ormai sia diventato piuttosto noioso seguire un gran premio dall'inizio alla fine ancora ogni volta ci provano, dando fiducia a questa competizione.

PS: giunti fin qui non potete non dare un'occhiata al post con le immagini della gara in notturna e del tracciato.

19 giugno 2009

118 WallyPower | Wally Yacht

yacht, 118 wally power
Cercando su Wikipedia "Wally" ci si imbatte su una pagina a cui sono abituati gli utenti di questa enciclopedia, ovver la pagina in cui si elencano i vari significati di un termine che ad esempio ha più accezioni, la cosa divertente è che scorrendo la lista piuttosto corposa, compaiono nomi di personaggi per lo più americani ma anche il robottino Wall-E, che abbiamo conosciuto l'anno scorso. In realtà io cercavo "Wally Yacht" e più precisamente il modello "118 Wally Power" yacht di lusso dalle caratteristiche incredibili.
yacht, 118 wally power
Ci sono delle cose che mi mandano in estasi, mi sciolgono, cose che mi fanno viaggiare questa imbarcazione è una di queste. Ne è stato costruito un solo modello fino ad ora, nel 2008, chissà quale facoltoso cliente oserà tanto.
yacht, 118 wally power
Senza scendere troppo nei dettagli tecnici (li trovate tutti qui) possiamo dire che i metri di lunghezza sono 36, massima velocità 110km/h, 22.000 litri di capacità per il serbatoio (immaginate quanto possa costare un pieno...), 16.800 cavalli ripartiti in 3 motori, 24,83 milioni di Dollari (poco più di 18 milioni di Euro) per la versione con triplo motore, più economica invece la versione con doppio motore diesel, solo 16, 55 milioni di $, attualmente 12 milioni di € e qualcosa.
yacht, 118 wally power
In realtà quello di cui mi preme parlarvi è del design, che in questo caso raggiunge livelli davvero elevatissimi, praticamente sconosciuti al mondo dei normali yacht, quelli con le classiche forme sinuose bianche per intenderci.
Questo presenta delle forme spaziali, nero, carbonio in ogni luogo che l'occhio umano possa scorgere, vetro brunito che si scontra con chiaro legno del teak del ponte. La costruzione di questo yacht conta nomi importanti del Made in Italy, ad esempio interni ed esterni
sono stati affidati allo studio di architettura Lazzarini Pickering, costruito da Rodriquez Intermarine, mobili e tutto quello che fa arredamento realizzati da Worldwide Woodcraft.
yacht, 118 wally power
Ma chi è Wally Yacht? È un'azienda con sede a Monte Carlo fondata nel 1994 da Luca Bassani, contraddistinta da sempre da caratteristiche che ne fanno il baluardo della casa, ovvero design ricercato, lusso senza limiti, elementi che si rispecchiano al 100% nel 118 WallyPower.
yacht, 118 wally power
Che dire, visitando il loro sito si trovano parecchie imbarcazioni costruite da Wally, ma questa è di certo la più famosa assieme a sua altezza WallyIsland, gigayacht da 99 metri con 1000 metri quadri di ponte, attrezzabile con piscina, campo da tennis, eliporto, giardino.
yacht, 118 wally power
Se c'è una sola cosa per cui merita possedere un'imbarcazione del genere, ma anche uno yacht in generale ho sempre pensato che sia per il design degli arredamenti, minimal, semplici, che emanano eleganza e raffinatezza senza mai cadere negli eccessi.
Mi piacerebbe davvero avere un salotto quasi interamente in legno, con una forma che ricordi queste linee.
yacht, 118 wally power
Linee spigolose, ma curate con un effetto glossy, lucido che rende l'ambiente pulito e ordinato, ma anche il contrasto con il pavimento in teak, caldo, pronto ad accoglierci in ogni situazione e a farci capire il calore che può emanare casa nostra. Nonostante l'arredamento possa sembrare freddo, anzi si può dire tranquillamente che lo sia, quasi distaccato penso sempre che non sia quello che faccia il "calore" della casa, sono sempre le persone che riscaldano l'atmosfera, e anche uno stile più classico riscalda ben poco nel vuoto della solitudine.
yacht, 118 wally power
Interni che rappresentano l'eccellenza. Nonostante a vederla in foto questa imbarcazione possa sembrare contenuta dentro c'è spazio per la camera dell'armatore, matrimoniale, con letto king-size, con doppio bagno che condivide la doccia. Ma c'è posto anche per gli ospiti, due camere con letto queen-size in questo caso e bagno riservato. Ovviamente poi la stanze dello staff e una cucina interamente rifinita in alluminio.
yacht, 118 wally power
Ovviamente viste le dimensioni non manca un piccolo tender, un gommone per raggiungere la riva quando si raggiunge magari qualche spiaggia in cui non ci sarebbe la possibilità di attraccare.
yacht, 118 wally power
Con questo lunghissimo articolo ho finito, cercando di dire tutto quello che si poteva dire. Vi lascio con l'ultima foto, che da sapore a questa imbarcazione che come è stata definita da Richard Hammond potrebbe essere l'imbarcazione perfetta per Darth Vader, io aggiungo che il proprietario perfetto dovrebbe avere anche un Lamborghini Reventon in garage, auto che stilisticamente è molto vicina a questo oggetto.

Ci sono cose, oggetti che trasmettono emozioni, questo può essere uno di quelli, seduti su un imbarcazione straordinaria ad ammirare il mondo che scompare dietro di noi, immerso da una scia che di cui non si vede la fine.
yacht, 118 wally power
TPP | Tempo di preparazione post: 1 ora e 35 minuti.